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LA VIA DELLA CINA
Una testimonianza tra memoria e cronaca


Autore Renata Pisu
Editore Sperling & Kupfer Editori, Milano
Prima edizione 1999
Pagg. 191

In questo libro, la nota giornalista e saggista Renata Pisu racconta il suo rapporto con la Cina, iniziato nel 1957 quando – insieme con alcuni compagni – si trasferì a studiare a Pechino, all’università Beida. Vi trascorse quattro anni, a da allora non ha mai smesso di ritornare periodicamente in quel Paese che l’ha "contagiata" di un male inguaribile, il Mal di Cina, segnando in modo indelebile la sua vita. Così, quanto leggiamo nelle sue pagine non è soltanto un resoconto o un reportage di viaggio: piuttosto, assomiglia a un percorso tra passato e presente – dentr una realtà culturale, politica, geografica – che si accompagna a un itinerario esistenziale. L’autrice ci parla infatti di uomini, di città, di eventi, ma anche di passioni, sentimenti, aspirazioni e, insieme, di se stessa davanti a quel mondo tanto diverso, quasi alieno, capace di attrarla e al contempo respingerla. Le pagine di diario, le lettere alla famiglia, gli appunti di viaggio si alternano agli aneddoti, ai ritratti di amici, alle rievocazioni di incontri avvenuti nel corso di un quarantennio e alle suggestive descrizioni di luoghi e paesaggi, dove l’occhio dell’autrice coglie sempre il dettaglio, il particolare che donano alle sue parole il respiro della letteratura. Ed ecco sfilare davanti a noi la Pechino di Mao e quella dei moderni grattacieli, la Manciuria attraversata dalla Transiberiana, le Tre Gole del fiume Tang Tze e poi ancora l’anziana lavandaia "dai piedi di giglio", l’intellettuale cinese che amava Verlaine e fu mandato a "riformarsi il pensiero" in una vetreria, e i tati "occidentali" che hanno capito troppo, o troppo poco, di questo Paese dove il tempo si snoda e riavvolge su se stesso in un ciclico, eterno ritorno. Noi non potremo mai comprenderlo fino in fondo, ci dice Renata Pisu, ma solo "rasentarne" la conoscenza: e forse è proprio questa sensazione di incompiutezza il Mal di Cina. Chissà se accettarlo e conviverci nonsia l’unica, saggia soluzione: un cinese probabilmente risponderebbe di sì.

Renata Pisu ha frequentato i corsi di lingua cinese e di storia della Cina moderna all’università di Pechino fino agli inizi della Rivoluzione Culturale. Da allora svolge la professione di giornalista con particolare attenzione ai problemi dell’Asia Orientale. È stata corrispondente de La Stampa a Tokyo dal 1984 al 1988. Dal 1990 è inviato speciale de la Repubblica, su tutti i fronti delle guerre non dichiarate e delle catastrofi annunciate, dalla Bosnia al Ruanda, dal Kuwait alla Cambogia, dal Bangladesh all’Indonesia. Ha tradotto dal cinese numerose opere di narrativa contemporanea ed è autrice di saggi sulla società cinese pubblicati su varie riviste italiane e straniere, In volume ha pubblicato: Le cause della rivoluzione cinese (ISEDI, 1976), L’Opera di Pechino (Mondadori, 1983), Cina, tra uomini e mostri (Rizzoli, 1991).