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LE SEI REINCARNAZIONI DI XIMEN NAO



Le sei reincarnazioni di Ximen Nao

Autore MO Yan 莫言
Editore Einaudi, Torino
Edizioni 2009, 2013 (Collana ET Scrittori)
Pagine 808
Traduzione (dal cinese) di Patrizia Liberati
Titolo originale 生死疲劳 (Sheng si pilao)
© 2006, Mo Yan
N. ISBN 978-88-06-18578-7
Prima edizione 2009 (copertina rigida), edizione 2013 (copertina flessibile), e-book

Un romanzo epico e crudele sulle vicende piú drammatiche della Cina moderna.

Primo gennaio del 1950: Ximen Nao, un ricco proprietario terriero, è stato giustiziato dai suoi mezzadri alla vigilia della rivoluzione cinese e da due anni vive nel mondo delle tenebre. Sebbene subisca i piú crudeli e dolorosi supplizi, rifiuta di pentirsi: è convinto di avere condotto una vita giusta e di essere invece stato immeritatamente condannato. Re Yama, il terrifico signore della morte, è talmente stufo di lui, delle sue continue, fastidiose lagnanze che alla fine gli dà la possibilità di reincarnarsi nei luoghi dove ha vissuto. Ximen Nao spera di riprendere cosí possesso della moglie, delle due concubine, della terra, dei suoi averi. Non immagina che tanta generosità nasconde una ancora maggiore insidia: perché Re Yama decide di farlo reincarnare non in se stesso, ma in un asino. Al momento di tornare sulla terra, Ximen si rifiuta inoltre di bere una pozione che gli consentirebbe di dimenticare il passato e di liberarsi progressivamente delle pulsioni, del desiderio, dell'odio, della sete di vendetta. Vuole che le esperienze della vita precedente rimangano impresse nella sua memoria. Che senso avrebbe, altrimenti, tornare nel mondo degli uomini per riparare all'ingiustizia subita?
Nell'arco di cinquant'anni all'asino faranno seguito il toro, il maiale, il cane, la scimmia. Un lasso di tempo che basterà a Ximen per liberarsi di ogni rancore e durante il quale sarà partecipe degli eventi piccoli e grandi che hanno contribuito a trasformare la Cina. E alla fine giungerà anche il momento in cui Re Yama gli consentirà di ridiventare uomo: il 31 dicembre del 2000, la notte della nascita del nuovo millennio, verrà al mondo un bambino di nome Lan Qiansui, ossia «Lan mille anni»; sarà lui, che ha un «corpo piccolo e magro e la testa insolitamente grande, una memoria eccellente e una parlantina sciolta», a iniziare, il giorno del suo quinto compleanno, il racconto della propria storia: «Dal primo gennaio dell'anno 1950... »

Mo YanMo Yan, che (in cinese classico) significa "non parlare", (cinese tradizionale: 莫言, pinyin: Mò Yán), pseudonimo letterario di Guan Moye (cinese tradizionale: 管谟业) (Gaomi, 17 febbraio 1955), è uno scrittore e sceneggiatore cinese. Premio Nobel per la Letteratura nel 2012, nasce nel 1955 da una famiglia numerosa di contadini poveri, a Gaomi, nella provincia dello Shandong. Nel febbraio del 1976 abbandona il povero e isolato paese natale per arruolarsi nell'esercito. Fa il soldato semplice, il caposquadra, l'istruttore, il segretario e lo scrittore. Nel 1997, congedatosi dall'esercito, inizia a lavorare per un giornale. Nel frattempo si è laureato presso la Facoltà di Letteratura dell'Istituto Artistico dell'Esercito di Liberazione Popolare (1984-1986) e ha ottenuto un Master in Studi letterari e artistici presso l'Università Normale di Pechino (1989-1991). Inizia a pubblicare nel 1981.
Fra le sue numerose opere narrative, Einaudi ha finora pubblicato Sorgo rosso, 1994, L'uomo che allevava i gatti, 1997, Grande seno, fianchi larghi, 2002, Il supplizio del legno di sandalo, 2005, Le sei reincarnazioni di Ximen Nao, 2009, Le rane, 2013, Le canzoni dell'aglio, 2014, Il paese dell'alcol, 2015, e I quarantuno colpi, 2016. Delle sue undici novelle si ricordano Felicità, Fiocchi di cotone, Esplosioni, Il ravanello trasparente. Tra i racconti, Il cane e l'altalena e Il fiume inaridito, che Einaudi ha pubblicato nella raccolta di racconti L'uomo che allevava i gatti, Cambiamenti, pubblicato nel 2012 con i tipi di Nottetempo.
Ha anche scritto opere teatrali e sceneggiature cinematografiche come Sorgo rosso, Il sole ha orecchie, Addio mia concubina. Il film Sorgo rosso è stato premiato con l'Orso d'Oro al Festival del cinema di Berlino e Il sole ha orecchie con quello d'Argento. Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Nonino per la sua intera opera.

Opere principali di Mo Yan (in cinese)

 Notizie dalla stampa sul conferimento del Premio Nobel
Nobel per la Letteratura a Mo Yan. La Cina supera il vecchio complesso (La Stampa)
A Mo Yan il Nobel per la letteratura. E' l'autore di "Sorgo rosso" (La Repubblica)
Il Nobel a Mo Yan, «colui che non vuole parlare» (Il Corriere della Sera)
Cina, letteratura da Nobel (Lettera 43)
Il Nobel per la letteratura va a Mo Yan, autore di Sorgo rosso (Il Messaggero)
Sorgo Rosso, libro e film rivelazione (Ansa)

 

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