Siamo nella Cina del Nord, una Cina prerivoluzionaria e vagamente feudale. La
diciannovenne Songlian, la cui famiglia è caduta in rovina, è costretta ad abbandonare
gli studi e ad accettare di diventare la «quarta moglie e concubina» del ricco Chen
Zuoqian. Lazione si svolge per intero nel palazzo-castello di Chen, retto da leggi
che assomigliano sinistramente a quelle di un «istituzione totale», carcere o
manicomio che sia: in una funerea clausura dove ogni gesto ha un puro valore rituale, si
consumano le rivalità e gli odî tra le «quattro signore» per la conquista del
privilegio di ospitare lo sposo durante la notte e guadagnarne i favori e la
considerazione. Tra le quattro signore, la sola Songlian, il cui passato di studentessa le
dà una sorta di «doppia vista», intuisce il carattere effimero di tale privilegio: e
sarà questa intuizione, priva di una vera autoconsapevolezza, a renderla prima estranea e
poi folle.
Nella «autobiografia» che ha scritto per questa edizione Su Tong si presenta in modo
pacatamente ironico come un cittadino modello, ubbidiente, solitario, estraneo a qualsiasi
vocazione di impegno politico; sembra lontanissimo dagli scrittori suoi fratelli maggiori
come Acheng, e Mo Yan, segnati, al contrario di lui, dal dramma della Rivoluzione
culturale. Eppure a soli venticinque anni Su Tong ha scritto, con Mogli e concubine
divenuto subito in Cina un libro di culto, ancor prima che il regista Zhang Yimou
ne traesse il film Lanterne Rosse una delle più limpide e raggelate
rappresentazioni del Potere, una critica sociale dissimulate ma implacabile contro
loppressione dellindividuo, e in particolare della donna; unanalisi
incisiva dei meccanismi che regolano lesistenza di un universo claustrofobico e
concentrazionario come è quello che tiene legati assieme, in unico cerchio di vittime e
carnefici, i protagonisti di questa novella.
Costruita come un melodramma freddo, in cui la sobrietà dello stile rende ancor più
intenso il gioco delle passioni, Moglie e concubine finisce col raccontarci, dietro
la sua esibita inattualità, conflitti e sentimenti della Cina dei nostri giorni.
Nato a Suzhou nel Jiangsu nel 1963, Su Tong è tra gli scrittori oggi
più noti in Cina e allestero. La sua conoscenza dei classici e della poesia cinesi,
e quella della letteratura straniera, ne fanno un autore raffinato, molto interessato alla
sperimentazione linguistica. Oggi vive a Nanchino e lavora alla redazione della rivista
letteraria "Zhongshan", una delle più autorevoli del momento.
Ha pubblicato il suo primo racconto, Dibage shi tongxiang (Lottavo è un ritratto di
bronzo), nel 1988. Tra i suoi libri pubblicati in italiano: Cipria
(Theoria 1993, Feltrinelli 1997) da cui è stato tratto lomonimo film, La casa delloppio (Theoria 1995), Spiriti
senza pace (Feltrinelli 2000).