La scimmia è uno degli animali-chiave delluniverso letterario
e mitologico cinese; presente in cicli di leggende, nella tradizione religiosa e popolare,
assurta tra le divinità, oggetto di culto fino ai nostri giorni, essa ha esercitato e
continua a esercitare un fascino indiscutibile nellimmaginario del popolo e degli
intellettuali della Cina.
Il Sogno dello Scimmiotto, scritto nel 1640, prende spunto da una delle più famose
opere della letteratura cinese, Il viaggio in Occidente di Wu Chengen
(1500,1582), ispirata a sua volta a un fatto reale, lavventurosa spedizione in India
del monaco Xuanzang alla ricerca di testi buddhisti. Su Xuanzang, sul suo viaggio e sui
leggendari suoi compagni, tra i quali il più famoso è appunto lo Scimmiotto, fiorì una
grande tradizione orale e scritta. In questo romanzo, che lo vede protagonista, lo
Scimmiotto sembra assommare in sé tutte le qualità complesse e contradditorie
dellarchetipo: è insieme animale uomo demone dio. E il suo viaggio pieno di
peripezie tra il meraviglioso e il verosimile, è un viaggio allegorico che si configura
come uno smarrimento della mente e del cuore e un conseguente, faticoso camminoverso
lilluminazione. Il travagliato pellegrinaggio verso la salvezza e la verità diventa
però anche unesplorazione profonda della psiche, che tradisce uninquietudine
esistenziale e un malessere morale molto vicini alla sensibilità moderna. Avventure
picaresche e fantasie erotiche, frammenti di storia e satira politica, massime
moralistiche, metafore, allegorie, segnano le tappe di una ricerca che può essere letta e
interpretata anche come un viaggio allinterno dellio.
Dong Yue (1620-1686), dallappellativo Ruoyu e
dallo pseudonimo Xian, visse in un periodo particolarmente travagliato della storia
cinese, a cavallo degli ultimi anni della dinastia Ming e dei primi anni della dinastia
Qing. Proveniente da unantica e potente famiglia di letterati del Zhejiang, come il
padre si tenne lontano dalle cariche burocratiche, raccomandando anche ai suoi sei figli
di fare altrettanto. A sette anni aveva appreso il sanscrito, a 10 anni era in grado di
comporre dei saggi. A 21 anni scrisse il Sogno dello Scimmiotto. A 37 anni si fece
monaco e per oltre 30 anni condusse una vita ascetica, lontana dai centri urbani,
componendo anche poesie e soprattutto trattati buddhisti: è autore infatti di scritti sui
sogni, di saggi di argomento buddhista e taoista, di astronomia e geografia.
Paolo Santangelo è professore ordinario di Storia
della Cina presso lIstituto Universitario Orientale di Napoli. Studioso del pensiero
politico-sociale cinese e coreano e della storia sociale in Cina e in Corea fra i secoli
XVI e XIX, è autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Confucio e le scuole
confuciane. La via della saggezza, Roma 1986; Il peccato in Cina, Bari 1991; Le
passioni in Cina (in corso di stampa). Insieme con Mario Sabbatini ha curato la Storia
della Cina, Bari 1989.