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119 - "AL FUOCO"

Perché in Giappone hanno scelto il n. 119 per chiamare di Vigili del Fuoco?

Un'attrazione irresistibile per il fuoco e tutto ciò che lo riguarda e un amore viscerale per guardare lo spettacolo delle fiamme che divampanp senza tregua, sembra sia una caratteristica dei residenti di Tokyo, riconosciuta dagli stessi Giapponesi, anche se in realtà la tendenza un po' maniacale per questo elemento è comuni a tutti gli abitanti delle isole del Sol Levante che, essendo di natura vulcanica, sono spesso duramente sottoposte alla violenza distruttiva degli incendi.
Nel periodo Taisho c'era sempre un focolaio da qualche parte e la Compagnia dei Telefoni veniva intasata quotidianamente da chiamate che non richiedevano l'intervento dei vigili per domare le fiamme, bensì di chi si informava dove fosse l'incendio e se valesse la pena di essere ammirato per le proporzioni o per la particolare altezza o magnificenza delle sue fiamme.
Così il 1° aprile del 1917, ogni allusione al giorno è superflua in quanto in Giappone tale data non ha ovviamente lo stesso significato che da noi, la Compagnia dei Telefoni rifiutò ufficialemente di ricevere telfonate da parte di curiosi interessati solo a godersi lo spettacolo gratuito delle fiamme e adottò un sistema di filtro in modo da rispondere solo agli avvisi reali di incendio.
Ogni volta che una chiamata si riferiva ad un allarme vero e proprio la Compagnia Telefonica girava la telefonata al Dipartimento del Fuoco. Ma le chiamate erano a pagamento e così molte segnalazioni giungevano con ritardo, così due anni dopo, le telefonate per l'avviso del fuoco diventarono gratuite.
Nel 1923, anno del grande terremoto del Kanto, furono introdotti gli apparecchi telefonici automatici e si attribuì il n. 112 per i Vigili del Fuoco. Questo numero venne scelto perché poteva essere composto velocemente, dato che in Giappone il fuoco è una cosa particolarmente seria, in quanto le case sono costruite prevalentemente col legno e l'intervnto di spegnimento deve perciò essere rapidissimo.
Ma tale numero risultò poi in pratica molto difficile da formare e moltissime persone lo componevano in modo erroneo.
Infatti nonostante sembri un numero semplice da digitare, essendo formato da numeri adiacenti, diventa di impostazione facilmente errabile, specie sotto l'effetto della paura e della fretta.
La gente infatti di solito componeva 111 oppure 113 invece di 112.
Così il 1° ottobre 1927 venne approvato il numero definitivo per l'avviso di incendio e fu scelto il numero 119, cifra che risulta meno confondibile in quanto, dopo i primi due uno, si deve fare il 9 che è distante e perciò mentalmente e praticamente più semplice da ricordare e da digitare, anche sotto l'incalzare delle fiamme.
Per lo stesso motivo venne scelto come numeo di chiamata della Polizia il n. 110 che risponde allo steso criterio logico mentale. 
Il Corpo dei Vigili del Fuoco in Giappone è una vera e propria istituzione e gode di una stima grandissima; è organizzato come una armata di moderni Samurai e lo stesso abbigliamento ricorda quello dei Bushi o degli eroi buoni dei Manga.
È stato girato anche un film di successo sulla vita quotidiana e l'adestramento di questi eroi di oggi che combattono contro il dragone che sputa fuoco, il cui titolo è semplicemente, "119", un numero che da solo evoca visioni fantastiche di fiamme e distruzione in questo popolo che del fuoco ha un atavico terrore, ma che subisce contestualmente anche un grande e misterioso fascino per questo elemento della natura.

 

Frammenti d'Oriente, dicembre 2001

 

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