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Itinerari gastronomici
Profumo di kimch'i

Come le belle donne amano lasciare la propria scia profumata, anche la Corea del Sud, la terra del calmo mattino, di una bellezza luminosa e trasparente, invade le narici di chi la incontra di un aroma inconfondibile e avvolgente; un profumo che entra da tutti i pori, che non si dimentica più e che richiama alla mente panorami pastello, scenari incantevoli, fantastiche dimore di fate e folletti.

Non si può affermare di essere stati in Corea se non si è assaggiato il kimch’i, piatto famoso in tutto il mondo che i Coreani mangiano a ogni pasto, colazione compresa.

Ma qual è il segreto di tale nuvola odorosa? Cavolo tagliuzzato messo a macerare con tanto, tanto, per noi anche troppo, peperoncino piccante e l’aggiunta di copiose dosi di aglio e zenzero, e poi, scalogno, salsa fermentata di fagioli, olio di semi di sesamo, gamberetti, frutti di mare e ancora tanti altri aromi che costituiscono il segreto di generazioni di donne, uomini e bambini.

Tutti si impegnano a confezionare il miglior Kimch’i dell’anno in una gara nazionale che si gioca in allegria nelle aie, cucine, negozi, strade, uffici, ovunque; durante la stagione propizia che va dalla fine di ottobre fino agli inizi di gennaio sbucano cavoli e peperoncini piccanti dappertutto.

Alla televisione sono d’obbligo le "Kimch’i serate" dove con spirito ludico, ma con impegno serissimo, i concorrenti, gli invitati, le star di moda, preparano con maestria e a tempo di record barili di cavoli. Ci sono gare in cui partecipano anche le scolaresche che competono forti dei segreti appresi sui banchi dalle loro insegnanti.

Pietanza nazionale, ma anche unità di misura generale; si giudica una donna dalla capacità ed esperienza nel confezionarlo, si apprezza una casa, una famiglia, per quel particolare ingrediente che conferisce quel gusto unico, vero tesoro, segreto di generazioni.

I ristoranti poi si considerano in base alla generosità e alla bontà delle porzioni offerte gratuitamente.

Il Kimch’i è argomento di conversazione delle gelide serate invernali, battute dai venti siberiani, rese però infuocate dal peperoncino e dal profumo della nazionalpietanza che, oltre a scaldare cuore, affetti e ambiente, apporta una considerevole quantità di vitamine, soprattutto la C, sali minerali ed enzimi per scacciare, con una ventata rovente, i malanni della cattiva stagione, comprese le terribili influenze a noi ben note.

Verbena Fusaro

Frammenti d'Oriente, settembre 1998

 

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