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JIANZHI
Le carte ritagliate cinesi

La carta ritagliata è un’arte popolare vecchia di oltre mille anni. Non si conosce a quale epoca risalgano i suoi albori, poiché la carta, materia fragile, resiste molto male al clima e al tempo. Inoltre quest’arte veniva considerata come minore dai letterati, e nulla è stato fatto per preservarla e conservarla. Si può solamente datare con certezza la creazione della carta propriamente detta, che si situa all’epoca del II secolo d.C. , verso l’anno 105.

I più antichi reperti relativi alle carte ritagliate cinesi risalgono al periodo del cosiddetto Medioevo cinese, più precisamente al VI secolo d.C., quando in seguito ad invasioni barbariche l’Impero fu diviso in regni autonomi. Infatti, scavi eseguiti nel 1959 a Gaochang, nella regione autonoma Uygura del Xinjiang (nord-ovest della Cina), hanno portato alla luce esemplari in carta di riso databili tra il 514 e il 551 d.C., il cui alto livello tecnico rivela che tale arte doveva avere alle spalle già una lunga fase di sviluppo. Ciò è d’altra parte testimoniato dal fatto che tali carte sono già menzionate nel primo Dizionario Cinese (100 d.C.).

Nella successiva epoca Tang (618-907 d.C.) gli imperatori, in occasione della Festa di Primavera, usavano ricevere i cortigiani che portavano bandiere di seta con emblemi d’oro e d’argento ritagliati a forma di caratteri cinesi e fiori.

Poiché a quei tempi la carta e la seta erano mal distinte l’una dall’altra a causa della loro utilizzazione comune per la scrittura e la pittura, si può ragionevolmente pensare che le prime carte ritagliate fossero in seta. Questi ritagli in seta all’inizio dovevano ornare i palazzi e le case ricche. Quando la materia cartacea divenne in seguito di uso più corrente, le carte ritagliate fecero la loro comparsa nelle case della gente del popolo diventando rapidamente un’arte popolare. I primi artigiani furono d’altronde le contadine illetterate che, depositarie della tradizione, preservarono attraverso i secoli i motivi e le tecniche di questa peculiare forma d’arte.

Esistono profonde affinità tra la pittura cinese e le carte ritagliate. Non solo è comune la materia prima (carta), ma identico è il vocabolario (segni, simboli, soggetti) e molto simili sono i segni grafici, lineari ed essenziali in entrambe le forme d’arte.

Tuttavia se la pittura eccelle per la sua sottigliezza e grazia, la carta ritagliata, più "popolare", esprime un vigore diretto, primitivo ed una più intensa gioia di vivere.

 L’uso

Le carte ritagliate sono usate per decorare interni ed esterni; quelle incollate ai vetri delle finestre sono chiamate "fiori di finestra". La leggenda racconta che la Signora Li del regno Shu, ebbe l’idea di tracciare con un pennello i contorni dell’ombra di un bambù riflessi sulla carta della sua finestra dal chiarore della luna. Da allora, alle finestre, specialmente nei giorni festa, si applicano queste decorazioni sottili e delicate.

"Fiori di soffitto" "Fiori di soffitto" vengono invece chiamate le carte ritagliate preparate per decorare i soffitti; "pendenti della fortuna" quelle che servono a decorare gli architravi delle porte o che vengono incollate sulle porte ed alle pareti.

Queste decorazioni poste all’inizio della Festa di Primavera (il Capodanno Lunare Ci-nese), rimangono sul posto per un anno e vengono sostituite solo poco prima dell’inizio della successiva Festa di Primavera.

Questo carattere effimero è tipico delle carte ritagliate. Sono dei piccoli quadri facilmente sostituibili, poiché poco costosi e possono essere "creati" anche dai componenti della famiglia. In effetti l’arte del ritaglio necessita solamente di pochi utensili: un paio di forbici, a volte un bulino, una tavoletta in legno tenero come supporto e della... carta.

Le carte ritagliate chiamate "fiori felici" vengono incollate agli angoli degli specchi, alle lanterne di carta, ai lumi, ai ventagli, ai paraventi, ai pacchetti dono e hanno, forse, una vita più breve di quelle che abbiamo menzionato prima.

Le carte ritagliate sono state infine, da sempre utilizzate come modello per ricami su stoffe.

Oggigiorno sono usate anche per decorare segnalibri di carta, cartoline augurali, calendari e articoli di giornali e riviste.

 Le feste dei poveri sono fatte di carta

Lanterne, aquiloni, stampe augurali per l’anno nuovo, carte ritagliate... le feste dei poveri sono fatte di carta.

E la carta, per quanto successivamente nobilitata dalla scrittura e dalla stampa, dalla calligrafia e dalla pittura, era nata anch’essa con una patente di povertà.

Quando Cai Lun, secondo la tradizione già fissata con precisione nel testo dello Shi shi (inizio di ogni era) del VII secolo a.C., ottenne per la prima volta, sul finire del secolo, con avanzi di fibre tessili e di cortecce, la prima forma di carta che mai sia stata vista nel mondo, egli la presentò all’imperatore come un modesto surrogato della seta, della "seta da scrittura". Il carattere cinese che definisce la carta ne porta ancora traccia. E si racconta che pochi anni più tardi, un certo Cai Yuan facesse dono a un amico di vari rotoli di carta con trascrizioni di testi filosofici, scusandosi di non aver potuto affrontare la spesa della seta. Questo non toglie che, come invenzione la carta fosse invece preziosissima, come testimonia la storia della battaglia del fiume Talas (751) nella quale alcuni cartai cinesi furono fatti prigionieri e costretti a divulgare i segreti della loro attività nella nobile città di Samarcanda.

La carta, parente povero della seta. E anche, la carta, parente povero della carta, continuamente suscettibile di recupero, di riutilizzazione. In questo, i Cinesi di oggi, così accaniti nella loro guerra allo spreco, hanno nei loro antenati illustri maestri.
Questo, per il materiale.
Quanto ai disegni, ai colori, agli usi, essi si intrecciano strettamente con la vita del popolo, ritmata dall’incessante grigia fatica giornaliera punteggiata da rare occasioni festive, legate all’arco dell’anno agricolo (di cui è espressione il calendario lunare) o alle tappe della vita familiare.

I temi tradizionali delle carte ritagliate in origine erano legati alle superstizioni religiose ed erano soprattutto simbolici e mitologici. Come pure simbolici erano i colori, che esprimevano la collera o la gioia e identificavano i personaggi buoni o cattivi, come su di una scena teatrale, dove il trucco dell’attore gioca un ruolo essenziale. Il rosso, ad esempio, simboleggiava il sole, la verità o la gioia, ecc. Oggi, il simbolismo del colore nelle carte ritagliate è quasi totalmente scomparso.

E’ verso il 1940 che l’arte delle carte ritagliate subisce dei cambiamenti profondi nella sua tecnica e nei suoi temi, seguendo i principi definiti dal Presidente Mao ("gettando ciò che è compiuto si crea il nuovo"), chiamando all’assimilazione critica dell’antico e del nuovo. Durante e dopo la Rivoluzione Culturale, le carte ritagliate non servivano solamente a decorare le finestre, i regali o le lanterne, ma anche a educare le masse popolari alle idee socialiste: i temi trattati non riguardavano soltanto scene del teatro folcloristico, fiori, uccelli, animali, frutti ecc., ma anche la lotta degli operai, contadini e soldati, il lavoro produttivo, l’abbondanza delle colture cerealicole, la prosperità degli allevamenti, insomma tutti gli ideali e le aspirazioni del popolo lavoratore.

Oggi, la scena di scena di genere, il paesaggio, l’allegoria di un momento storico o politico, conferiscono alle carte ritagliate un impegno figurativo che, se le allontana dalla funzione originaria, offre la possibilità agli artisti di questo genere, di ottenere effetti di grande efficacia espressiva.

Ling Ying, un poeta della nuova Cina che conosce da vicino la vita dei villaggi, ci apre la porta di una casa contadina alla vigilia della festa dell’anno nuovo per presentarci, in un fresco quadretto dal vero, l’immaginosa creazione dei "fiori di finestra", offrendoci, al tempo stesso, una colorita sintesi dei temi e dei simboli più diffusi:

"Coltre di cotone, la nevicata preme sulla finestra d’inverno...
le sorelline non possono uscire,
unite sotto la lampada ritagliano fiori di carta.
Le forbicine scintillano,
il grande foglio rosso è tagliato e ritagliato:
tu ritagli la bandiera rossa che sventola a Tian’anmen,
lei ritaglia gonfie lanterne appese,
poi ritaglia un trattore che rovescia mille ettari di terra, 
poi ritaglia un eroico soldato a cavallo di un corsiero,
e sono porcellini, coniglietti, galli giganteschi,
e sono gelsomini, peonie, sono fiori di melo:
ogni ramo è un annuncio d’alba di primavera,
su ogni albero il fiore di prugno sfida la chioma nevosa...
I fiori da finestra crescono a uno a uno,
tutti festeggeranno le mani laboriose".

Ora i "fiori di finestra" hanno lasciato i villaggi, hanno varcato i confini, sono diventati popolari in tutto il mondo. Ma conservano, anche diligentemente piegati nelle bustine commerciali, la grazia, la felice inventiva delle "mani laboriose" che li hanno creati.

Le tecniche

Le carte ritagliate cinesi sono realizzate con due diversi metodi: la tecnica del ritaglio a forbice e quella dell’intaglio col coltello.

Il ritaglio a forbice è adatto per la realizzazione di uno o al massimo due pezzi per volta ed è quello preferito dai maestri artigiani e dalle donne di casa che realizzano carte ritagliate per l’uso domestico. Le forbici tracciano una linea continua ed ininterrotta sia dentro sia sul contorno della carta. Le forbici tradizionali cinesi hanno manici larghi quasi ovali, lame corte e sempre affilatissime, la punta è usata esclusivamente per le rifiniture più delicate.

Il vero artista ritaglia senza un modello preconfezionato e l’ausilio di un disegno guida.

L’intaglio col coltello è quello usato per la produzione di massa. Infatti anche 50-70 fogli di carta sottilissima possono essere intagliati contemporaneamente. In questo caso il pacco di fogli di carta sarà posto all’interno di una cornice di legno il cui fondo è ricoperto da una sostanza composta di oli vegetali e di resina, al fine di predisporre una base flessibile per l’intaglio; una volta indurita, tale base dura per anni ed impedisce ai coltelli di spuntarsi.

Sulla pila di fogli di carta è posto il modello e l’intero pacco, prima di iniziare l’intaglio, è fissato alla base con dei chiodi.

In questo modo possono essere riprodotti molti modelli con una sola operazione. Motivi composti di piccoli cerchi, triangoli, forme a mezza luna ecc. possono essere velocemente tagliati usando particolari tipi di sgorbie, ceselli e punzoni.

Ci sono più tecniche di ritaglio della carta. Il metodo più antico è quello della piegatura che produce degli effetti simmetrici e regolari nel disegno.

Il secondo tipo è chiamato Yang, o Rilievo: formano il disegno. Questi due metodi possono essere combinati e dare maggior contrasto al disegno, producendo delle ombre. si ritaglia la superficie libera tra le linee e resta soltanto il disegno. Il suo contrario è il metodo Yin, o Cavo, in cui gli spazi tagliati

Si utilizzano queste due tecniche di base per creare delle carte ritagliate monocromatiche o dipinte a mano su carta assorbente.

Si può anche lavorare su carta lucida, colorata, o su di un foglio di stagno, d’argento o d’oro. Vengono fatte delle impressioni sul retro, con l’aiuto di un cesello, per realizzare un effetto rilievo, poi i dettagli sono dipinti. Non si possono considerare veramente questi disegni come delle carte ritagliate, ma ne fanno tuttavia parte. Questo tipo di carta è particolare a Foshan, nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina.

Esiste inoltre un’altra tecnica, quella che consiste nel ritagliare, in una materia argentata o dorata, più rigida, un disegno di base.

Si trovano degli elementi comuni a queste differenti tecniche, che servono a tradurre delle convenzioni di stile. Così i "dents de scie" (denti di sega) servono a rappresentare il pelo di un animale e sono serrati o morbidi a seconda dell’effetto ricercato. Le spirali indicano l’articolazione della spalla o della coscia degli animali e sono sovente accompagnate da "mezze lune" che sottolineano l’impressione di rotazione dell’arto. Gli intagli danno respiro alla massa scura della figura. Si incontrano anche degli effetti a carattere essenzialmente decorativo come i fiori stilizzati, posti su di una chioma.

Le carte ritagliate sono elaborate differentemente a seconda del soggetto che rappresentano, o a seconda della volontà dell’artigiano. Si trovano inserite in un quadro, sia libere da qualsiasi limite, sia "riposanti" su un supporto indipendente. All’interno stesso di queste tre rappresentazioni si possono ancora notare delle differenziazioni. Ad esempio il riquadro può essere limitativo o no. Cioè il disegno termina ai limiti del riquadro come per un dipinto, oppure una parte del soggetto può fuoriuscire dai bordi.

Infine, si distinguono generalmente due stili di carte ritagliate, quelle del nord, nord-ovest, e quelle del sud. A nord il disegno è più vigoroso, le linee più marcate. Queste carte ritagliate sono di una grande semplicità e si avvicinano all’incisione su legno cinese contemporanea. Al sud, le linee sono più fini, morbide e libere. La composizione è più complicata e movimentata. Ciò crea delle carte ritagliate vivide e delicate al tempo stesso. L’unificazione della Cina e i contatti più frequenti tra queste due parti del paese, hanno reso, col trascorrere del tempo, meno evidente la differenza.

I centri principali restano soprattutto Yangzhou, Foshan, Shanghai, Nanjing, Yan’an ecc.


Frammenti d'Oriente, dicembre 1997

 

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