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ATTRAVERSO LO SHANDONG
Paese natale di Confucio

l paese della seta "shantung", la culla di Confucio il Grande Saggio, merita una visita anche per i suoi siti pittoreschi, le sue sorgenti termali, i suoi porti…

Per la forma, la posizione e il clima, la provincia dello Shandong ricorda la Bretagna. Al suo interno i tre quinti della provincia sono occupati da colline e montagne.Nella sua parte orientale è formata da una penisola, che separa il golfo del Bohai (a nord) dal Mar Giallo (a sud). La grande calamità della provincia fu costituita per secoli dal Fiume Giallo, che cambiò alveo 26 volte in 3000 anni, cosicché la sua foce si trovò a volte a nord, a volte a sud dell'estremità della penisola. Dal 1933 il fiume Giallo, di cui è stato un po' regolarizzato il corso, si getta nel Bohai, nella parte settentrionale della provincia. 
Lo Shandong è il paese di origine della cultura antica, il cui fondatore incontestato altri non è che Confucio, ed è anche una regione ideale per contemplare gli splendori del mare e della montagna, accessibile per via marittima, ferroviaria e aerea. 
I suoi siti si concentrano lungo tre direzioni.



Il Saggio, il Monte e le Sorgenti

Lungo questa direzione si trovano Qufu, città natale di Confucio, il Monte Tai (Taishan), "Primo monte sotto il cielo", e Jinan, capitale della provincia. Questi tre luoghi sono disseminati nella parte occidentale della provincia, lungo la strada e la ferrovia Beijing-Shanghai. 
A Qufu, si vedrà principalmente il Tempio di Confucio, la Residenza del suoi discendenti e la Foresta dei Kong. 
Il Tempio di Confucio (Kong Miao) fu costruito nel 478 a.C., 200 anni prima della Grande Muraglia. Nel corso delle epoche, i governatori elevarono a più riprese il grado di nobiltà della sua famiglia e il tempio fu successivamente trasformato, ingrandito, attorniato da altri templi, restaurato o ricostruito (gli ultimi lavori risalgono al XVIII secolo). Ha una superficie di 21 ettari e comprende 7 portali e 6 cortili, tutti diversi e ornati di vecchi cipressi, che pare siano stati piantati durante il regno degli Han, nonché 466 edifici di vario tipo disposti su tre assi paralleli e 54 aperture di accesso. Assieme al Palazzo Imperiale di Beijing e la residenza estiva degli imperatori a Chengde, costituisce uno dei tre migliori esempi dell'architettura antica cinese.
È sull'altare dell'albicocco, davanti al Palazzo Dacheng, che il Maestro insegnava. Le dieci grandi colonne del Palazzo, con i loro draghi magnificamente scolpiti in bassorilievo, sono considerate come un capolavoro architettonico del paese. Nel tempio sono esposte cento pietre incise dell'epoca Han, che illustrano fedelmente gli aspetti della società di 2000 anni fa. Nella parte orientale del tempio c'era la dimora di Confucio. Oggi, purtroppo, ne resta soltanto un pozzo e un pezzo di muro in cattivo stato di conservazione. Sotto i Qin (221-207 a.C.), quando l'imperatore Shihuangdi perseguitò i confuciani e bruciò i loro scritti, un discendente appartenente alla nona generazione nascose in questo muro i Dialoghi del suo venerabile antenato. Grazie a lui, quest'opera potè essere trasmessa alla posterità e questo muro divenne il testimone storico della tirannia dei Qin.

La Residenza dei discendenti di Confucio è vicina a quella del loro antenato. Oltre 70 generazioni di duchi vi hanno abitato fino al 1940, quando il 76° discendente di Confucio, il duca Kong Decheng fuggì a Taiwan alla vigilia della Seconda guerra mondiale e dell'arrivo dei comunisti. Undici imperatori vennero a presentarvi le loro offerte al Saggio. La residenza si stende su 16 ettari e conta 463 edifici. Il primo gruppo di edifici era riservato ai servizi amministrativi, mentre il secondo era la parte residenziale vera e propria. 
Al suo interno vi si conservano numerosi documenti, libri antichi, costumi, oggetti artigianali. Il cortile occidentale serviva da sala di lettura e da sala per le udienze. Oggi è adibito a hotel. Se volete alloggiarvi avrete la sensazione di essere l'ospite di riguardo dei Kong (nome di famiglia di Confucio). 
Davanti alla residenza, si trova l'hotel Jueli, un capolavoro di architettura: alcune sale sono decorate con illustrazioni rappresentanti le "sei arti"; altre invece sono decorate con stampe risalenti all'epoca Han. Là potrete degustare la cucina tradizionale della Residenza; il banchetto più abbondante è costituito da 90 piatti.

A un km da quella che fu la porta settentrionale di Qufu si trova l'entrata della foresta dei Kong che è in realtà il cimitero di famiglia; è là che riposano Confucio e i suoi 100.000 discendenti. Con i suoi 200 ettari, la sua superficie è due volte superiore a quella della città di Qufu. Lungo il viale lastricato, sono disposti due pantere, due grifoni, due custodi: simboli dei più alti onori funebri. Tutte le tombe sono immerse in una foresta di 200.000 tra pini e cipressi a cui vanno aggiunti 40.000 alberi di vario tipo piantati nell'opera di rimboschimento iniziata nel 1949. Questa estensione di alberi è la più vasta e antica che l'uomo abbia costruito e conservato. In autunno il loro fogliame dalle mille sfumature è una festa per gli occhi. 

Nel 1994 l'Unesco ha riconosciuto il Tempio di Confucio, la Residenza dei discendenti e la Foresta dei Kong "patrimonio dell'umanità".

Il Monte Tai (Taishan) sovrasta la città di Tai'an, a nord di Qufu. All'epoca di Confucio era già un sito turistico molto frequentato. Si era fieri di salire in cima a 1549 metri, e lo stesso Confucio non vi mancò. 
Formatosi oltre due miliardi di anni fa, il monte Tai è il primo delle montagne sacre della Cina ed è stato consacrato da 72 imperatori. Diversi letterati vi si recarono in pellegrinaggio lasciando numerose iscrizioni. Nel dicembre 1987, l'Unesco lo ha inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità.
L'ascensione inizia su una strada lastricata in leggera salita che ben presto si trasforma in una gradinata in pietra che si snoda lungo i fianchi del Taishan come un enorme drago formato da oltre 6000 gradini di roccia, intervallata da archi, tempietti, case, grotte, brevi spianate e tortuosi sentieri; la salita possiede dunque una dimensione storica, archeologica e artistica (ed anche un'attività sportiva non indifferente!). 
Ogni anno, dal 14 al 16 settembre, si organizzano a Tai'an delle competizioni internazionali di ascensione che richiamano regolarmente almeno 10.000 partecipanti; naturalmente vi si svolgono sovente anche delle cerimonie religiose. Per chi trovasse ardua la salita di tutti questi gradini può arrivare tranquillamente in auto sino alla Porta Celeste di Mezzo, per poi prendere la funivia fino alla Porta Celeste del Sud in cima al Monte, ammirando tranquillamente il paesaggio. Coloro che vogliono contemplare il mare di nuvole al levar del sole possono trascorrere la notte nell'hotel situato proprio sulla vetta.

Jinan è circoscritta a nord dal Fiume Giallo e a sud dal Taishan. La città fu chiamata Jinan, che significa "a sud del fiume Ji", fin dal momento della sua fondazione, sotto la dinastia Han, più di 2100 anni fa. È conosciuta come la città delle sorgenti; durante la dinastia Jin (1115-1234) venne eretta una stele che elencava 72 fonti, ma attualmente la città ne conta più di cento, che appartengono a quattro grandi raggruppamenti: la sorgente del Getto d'acqua, la sorgente delle Perle, quella della Tigre nera e quella dei Cinque Draghi. Il lago di Jinan, il Daming (Daming Hu), si estende a nordest della città su una superficie di 40 ettari. È possibile attraversarlo in barca, sostando nei vari isolotti per visitarvi piccoli padiglioni in cui sono sistemate case da tè, piccole esposizioni. I salici che si riflettono nell'acqua verde rendono il lago meta di passeggiate romantiche. Sin dai tempi più remoti è un luogo d'incontro per i letterati. 

A una trentina di km a sudest della città, si trovano i resti di un antico monastero (Monastero Shentong), quali la Torre della Quattro Porte, la Pagoda del drago e della Tigre, la Pagoda a Nove punte e la Scogliera dei Mille Buddha, dove si può ammirare una serie di statue di divinità e di Buddha scolpite nella roccia, e la cui misura varia dai 50 cm ai 2 m di altezza. Quasi tutte sono del primo periodo Tang. 
Il Tempio Lingyan, nel distretto di Changqing, vale la deviazione: nel suo grande palazzo sono allineate 40 sculture di arhat
*, di un realismo impressionante, quasi ad altezza naturale. Per le loro espressioni, le loro posture e costumi, non ve ne sono due che si assomigliano. La Foresta di Stupa rivaleggia in splendore con quella del Tempio di Shaolin nello Henan. 

Gli usi e costumi dei regni di Qi e di Lu

Lungo la ferrovia Jinan-Qingdao, da ovest verso est, scoprirete la cultura antica e gli usi e costumi dei regni di Qi e di Lu. Si visiterà innanzitutto Zibo (115 km da Jinan), antica capitale del regno di Qi, e Weifang, conosciuta soprattutto per i suoi prodotti artigianali. 
Nel 1066 a.C. il re Wu rovesciò la dinastia Shang e fondò la sua, quella dei Zhou. Offrì il regno di Qi a Lüshang, che stabilì la sua capitale a Yinqiu e il regno di Lu a suo nipote Bo Qin, che stabilì la sua corte a Qufu. Questi due regni, in anticipo sugli altri, hanno giocato un ruolo importante sullo sviluppo della cultura cinese. Non mancate di visitare l'antica capitale del regno di Qi, a Linzi, le vestigia dei palazzi, quelle delle mura di cinta, gli sgocciolatoi di 3000 anni fa, la tomba di Lüshang e soprattutto una fossa in cui sono stati scoperti più di un centinaio di cavalli, risalente all'epoca delle Primavere e degli Autunni (770-476 a.C.). I cavalli furono interrati vivi durante dei funerali al fine di attestare la potenza del regno.
Zibo è conosciuta soprattutto per il suo vasellame. Con la sua tradizione millenaria le sue porcellane sono vendute il tutto il mondo. In questa città è consigliabile visitare la casa natale di Pu Songling, autore dei Racconti fantastici di Liao.
A 96 km a est di Zibo troviamo l'antichissima città di Weifang. A partire dal regno dell'imperatore Qianlong (1736-1796) questa cittadina è rimasta il centro fiorente dell'artigianato popolare delle pianure centrali (Shandong, Henan e Shanxi); oggi si fabbricano ancora mobili tradizionali, stampe del nuovo anno, bambole in stoffa, aquiloni ecc. Il Parco Xihu, con una superficie di 2000 mq, è concepito su un piano rigoroso senza essere monotono. Vi potrete ammirare degli originali di Zhen Panqiao (1693-1765), pittore di grande fama che fu governatore del distretto. Tra Zibo e Weifang si farà una piccola deviazione per Yidu per visitare le grotte di Tuoshan, dove si trovano 638 sculture buddhiste risalenti al VI-X secolo. 

La zona costiera

Questa zona comprende lo spettacolo fiabesco di Penglai, Yantai, Weihai e Qingdao, nella penisola dello Shandong. A Penglai si trova il padiglione di Penglai, che pur assomigliando a un castello è un monastero a piombo sul mare, costruito nell'XI secolo. Alla fine della primavera e all'inizio dell'autunno dei miraggi fluttuano tra cielo e mare, da qui il nome di spettacolo fiabesco di Penglai (l'ultimo, quello di un'isola abitata, sarebbe stato visto nel 1981). Si racconta che Penglai è il luogo da cui partirono gli Otto Immortali per attraversare il mare. A 80 km da Penglai si incontra la città di Yantai. È famosa per l'acquavite di rose (Meiguilujiu) Nel III secolo a.C., durante un suo viaggio nell'est, l'imperatore Shihuangdi dei Qin si recò nell'isola di Zhili, vicino a Yantai e vi lasciò numerose vestigia. Weihai, ad est di Yantai, è una graziosa cittadina balneare con un importante porto militare. Sull'isola di Liugong è conservata la residenza dell'Ammiraglio della flotta del Mare del Nord sotto i Qing. Weihai possiede numerose sorgenti termali. 
A 238 km a sud di Yantai ecco apparire Qingdao, seconda città della provincia. Le sue belle spiagge (è la stazione balneare più rinomata della Cina del Nord) e la sua architettura risalente al tempo delle concessioni straniere attirano numerosi turisti. I pendii delle colline sono disseminati di ville in stile tedesco, russo e giapponese. Nel Parco Lu Xun c'è un Museo Oceanografico, dove sono presentate oltre 600 specie di pesci e altri animali. Rinomata in tutto il mondo è la sua birra (che troviamo in tutti i ristoranti cinesi in Italia e in alcuni ipermercati), considerata la migliore della Cina: la birra tsingtao - che altro non è che una vecchia trascrizione di qingdao -, che viene prodotta nella birreria aperta nel 1903 ad opera dei tedeschi. Nella seconda metà di agosto si tiene ogni anno la Festa della Birra. La più bella passeggiata da organizzare nei dintorni di Qingdao è quella al Monte Lao (Laoshan), celebre per le sorgenti d'acqua minerale, dai benefici effetti terapeutici, e per alcuni templi buddhisti e taoisti, il più celebre dei quali è il quello della Purezza Suprema (Taiqing gong).

* Arhat: termine buddhista che si riferisce in particolare ad un monaco che ha raggiunto l'illuminazione ed entra nel nirvana al momento della morte.


Frammenti d'Oriente, settembre 2003

 

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