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ALLA SCOPERTA DEL TÈ CINESE

La Cina è la culla e il paese del tè. Oggi, il tè non è più soltanto una bevanda dissetante, ruolo principale che ha ricoperto fin dalla sua scoperta ma, cosa più importante, permette di soddisfare alcuni bisogni spirituali, di offrire la propria amicizia e di esprimere sentimenti personali.

Storia e coltura della pianta del tè in Cina

In Cina, la scoperta della pianta del tè e il fatto di berne l’infuso, risalirebbero a più di 3000 anni fa, all’epoca della dinastia dei Zhou (1066-221 a.C.). La comparsa e l’evoluzione di questa pianta avrebbero avuto un rapporto con la geografia, il clima e la flora dell’antichità. In seguito a ricerche sistematiche sulla comparsa, l’evoluzione e la ripartizione della vegetazione in Cina secondo i periodi geologici, i botanici cinesi hanno individuato il luogo di nascita della pianta del tè nel sud-ovest della Cina.

Come ha potuto il tè cinese estendersi dal suo luogo d’origine a una decina di province e di regioni, e perfino ai quattro angoli del mondo?

Secondo un’analisi storica la zona di coltura si sarebbe estesa per via terrestre e per via fluviale e marittima. All’inizio l’espansione della zona di coltura del tè avrebbe avuto rapporto con le guerre e gli spostamenti delle popolazioni. Prima del Periodo delle Primavere e degli Autunni (770-476 a.C.), con eccezione della regione del sud-ovest, la produzione del tè era inesistente. Dopo la dinastia degli Han Occidentali (206 a.C.-8 d.C.), nel momento in cui Zhang Qian, un inviato della Corte, aprì la strada verso l’Occidente, la famosa via della Seta collegò la Cina ai Paesi occidentali. Nel XII secolo, Chang’an, già capitale della dinastia dei Tang, era una città importante sul piano degli scambi culturali ed economici mondiali. In quell’epoca, nelle province centrali della Cina, bere il tè divenne poco a poco di moda. Il tè era uno degli articoli di uso corrente delle etnie del nord-ovest ed iniziò ad essere trasportato probabilmente in Asia centrale, occidentale e sud-occidentale. Prima delle dinastie Sui (581-618) e Tang (618-907) le navi facevano la spola tra le coste della Cina e quelle della Corea, del Giappone e dell’India e, in seguito alla frequentazione dei buddhisti, il tè e la sua coltura fecero la loro apparizione nella penisola della Corea e poi in Giappone. Bere tè divenne una moda che si espanse rapidamente in questi paesi.

Dopo la dinastia Tang la zona di produzione del tè si estese rapidamente verso il sud-est. All’epoca dei Song del Nord (960-1127), la produzione di tè delle province del Sichuan e del Shaanxi non era che un decimo di quella del sud-est. Durante gli oltre 300 anni coprenti le dinastie dei Song, dei Liao, dei Jin e dei Xixia, il commercio del tè conobbe una vitalità e una prosperità crescenti, ma all’inizio della dinastia degli Yuan (1279-1368), le guerre ininterrotte impedirono fortemente la sua produzione e il suo commercio.

Durante la prima metà del XVII secolo, il tè cinese si diffuse nel mondo. Nel 1610, i commercianti dei Paesi Bassi importarono direttamente il tè dalla Cina; nel 1618, il tè entrò in Russia come dono; nel 1638, fu adottato come bevanda dagli indiani e nel 1650, la Francia e l’Inghilterra cominciarono ad apprezzarlo. A partire da quell’epoca il commercio del tè tra la Cina e la Russia, l’Inghilterra, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti ebbe un grande sviluppo.

Durante le dinastie Ming e Qing (1368-1911), ossia per più di 500 anni, la produzione del tè si sviluppò rapidamente, sia sul piano della qualità che quello della varietà e, conseguentemente, anche lo sviluppo del suo commercio sia interno che estero. Dal XVII secolo sino all’ultimo periodo del XIX, la Cina era il solo fornitore di tè al mondo. Nel 1840, al momento della dichiarazione della Guerra dell’Oppio, il governo fu obbligato ad aprire i suoi porti di mare: il tè cinese divenne allora un importante oggetto di commercio tra i paesi occidentali e la Cina. Fu così che il tè cinese iniziò ad essere presente in grande quantità sui mercati occidentali.

Lu Yu e il Libro del tè

Le opere sul tè sono innumerevoli, ma è fondamentale menzionare l’opera di Lu Yu (733-804) che influenzò profondamente la produzione e la popolarità del tè cinese. Per tutta la sua vita quest’uomo ha adorato il tè e il suo Libro del tè è celebre nel mondo. Il suo importante contributo per lo sviluppo del tè in Cina e nel mondo gli fece ottenere il titolo onorifico di «Immortale del tè» e di «Dio del tè».
Il Libro del tè è un’opera in tre volumi di dieci capitoli che presenta in modo approfondito la coltura, l’evoluzione, la situazione dell’epoca, la tecnica, il servizio e la teoria del tè e che descrive perfettamente l’unione della situazione sociale e dei sentimenti umani e l’atmosfera cordiale e amichevole che si crea grazie alla cultura del tè in cui l’essere umano vive in perfetta armonia.  

Lu Yu

Filosofia, religione e tè

La cultura del tè riflette le relazioni di complementarietà reciproca tra le scuole confuciane e taoiste.

Il confucianesimo creò i riti del tè, fatto che permise alla politica di infiltrarsi nella cultura del tè, e il taoismo vi introdusse l’arte, aprendole così orizzonti artistici. La cultura tradizionale cinese sottolinea in modo marcato l’unione tra essere umano e natura, e la teoria cinese del tè si ispira a delle idee di Laozi e di Zhuangzi, preconizzanti che il cielo e l’essere umano non sono che uno e che il materiale e l’immateriale si unificano.

Quando si parla della cultura del tè si pensa naturalmente alle sue relazioni con il buddhismo, che raccomanda vivamente di bere del tè. Dalla sua introduzione in Cina, il buddhismo si radicò poco a poco formando un sistema religioso dalle caratteristiche cinesi che sarebbe divenuto una delle componenti importanti della cultura ideologica della società cinese antica.

Sotto i Tang il buddhismo era prospero, i bonzi percorrevano tutto il paese e degustavano tè. Inoltre, i templi buddhisti ne favorivano la piantagione, fatto questo che senza dubbio incoraggò la diffusione del tè come bevanda e lo sviluppo della sua cultura. Ed è la sua diffusione come bevanda che permise al tè di divenire un elemento fondamentale della cultura di questa società.

Le arti e il tè

Se la Cina è il paese natale del tè, è anche il paese della poesia. Ben presto, il tè fu fonte d’ispirazione per i poeti cinesi. Nel corso di 1700 anni, innumerevoli letterati e poeti composero poemi dedicati a questa bevanda. Queste poesie sono considerate importanti poiché presentano sotto differenti aspetti la raccolta, il trattamento, le caratteristiche del tè ed anche la sua influenza sulla vita spirituale e materiale dell’uomo. Le relazioni tra la poesia cinese e la cultura del tè potrebbero risalire all’apparizione della prima raccolta di poemi cinesi. I poemi più antichi su questo argomento scoperti sinora si trovano in opere della fine della dinastia dei Jin Occidentali (265-316) e dell’inizio della dinastia dei Jin Orientali (317-420), come Chafu (Poesie in prosa rimata sul tè) di Du Yu. La dinastia dei Tang rappresenta l’apogeo della composizione poetica nella storia cinese e, in quel periodo la degustazione del tè era molto popolare. Tè e poesia dunque si incoraggiavano reciprocamente. Durante la dinastia dei Song, sulla base dell’epoca precedente, le poesie sul tè continuarono a svilupparsi. Molte poesie di quei tempi sono ancora molto conosciute.I canti e le danze che celebrano il tè, proprio come la poesia, nacquero di pari passo con lo sviluppo della produzione, del commercio e della popolarità del tè come bevanda. Essi formano un fenomeno artistico derivato da tale cultura. Sono le poesie aventi come tema il tè che hanno dato origine ai canti. Secondo i dati storici, il tè, come materia di canto, risalirebbe all’epoca dei Jin Occidentali. I canti traggono origine da canzoni popolari ispirate ad opere dei letterati, da canzoni popolari e da canzoni create dai coltivatori, dai raccoglitori e dai trasformatori di tè. La comparsa di un’aria tipica per le canzoni sul raccolto del tè ha permesso a questo genere di svilupparsi come una delle forme di canzoni folkloristiche del Sud. In seguito al miglioramento del livello di vita dei coltivatori e all’innalzamento del livello culturale, queste canzoni si fecero sentire non solamente nelle piantagioni di tè ma in tutto il paese.

Quanto alle canzoni basate sulle varie attività inerenti al tè, i libri di storia ne parlano pochissimo. Oggi, si conoscono solamente le danze de La Lanterna della raccolta del tè, una delle coreografie folkloristiche dell’etnia Han e diffusa nelle province del sud. In generale, nel balletto vi sono un uomo e una o due ragazze con dei nastri colorati appesi alla vita. L’uomo ha un bastone corto che rappresenta un bilanciere mentre le ragazze con la mano sinistra tengono un cesto da tè e con la destra un ventaglio. Essi cantano danzando per illustrare il lavoro delle fanciulle in una piantagione di tè.

Il teatro che evoca il raccolto del tè è nato direttamente dai canti e dalle danze sul tè; la sua nascita risalirebbe al periodo tra la metà e la fine della dinastia Qing. All’inizio il teatro era simile alla danza del raccolto del tè. Tre persone recitavano ruoli differenti: quello del giovane, della ragazza e del clown. Pur mantenendo la tradizione cantata e danzata del raccolto del tè, il teatro si è ispirato ad altre forme teatrali che gli hanno permesso di offrire uno stile particolare e un colore folkloristico. Molte opere teatrali cinesi, sia con temi antichi che contemporanei, hanno scelto come tema di fondo o principale delle attività legate al tè.

I rituali del tè

I rapporti tra la cerimonia nuziale e il tè risalirebbero all’epoca in cui la sua degustazione divenne popolare. L’introduzione e l’integrazione della cultura del tè nella cerimonia nuziale sono legate ai costumi che si sono formati in modo naturale durante la degustazione del tè con l’apparizione dei rituali al momento del servizio. Per i cinesi, i caratteri del tè sono i più importanti: purezza e fermezza, caratteri che corrispondono alla fedeltà coniugale. Diverse leggende popolari degli Han e di altre etnie cinesi presentano l’amore attraverso l’intermediario del tè.

I Cinesi danno molta importanza alla cortesia nel momento in cui le persone fanno visita. Offrire una tazza di tè per accogliere i visitatori è un rito tradizionale. Lasciare ripartire qualcuno senza avergliene offerta una tazza viene considerato un’offesa. Un tempo, i poveri che non potevano comperare del tè offrivano dell’acqua bollita tenuta al caldo, soprannominata “tè bianco”.

Inizialmente, per degustare il tè, si utilizzavano degli utensili comuni. Con il diffondersi di questa usanza, apparve un servizio speciale da tè, composto da teiera, tazze da tè, vassoio ecc. Il servizio da tè cinese ha una lunga storia ed è legato allo sviluppo del vasellame. Un tempo, il tè era considerato una specie di verdura che si cuoceva comunemente in un utensile ordinario. Con il formarsi di una nicchia sociale oziosa, si incoraggiò la degustazione del tè e del vino, moda che diede origine a una nuova domanda per il servizio da tè, per cui apparvero utensili speciali che servivano a conservare, cuocere e degustare il tè. Sotto i Ming e i Qing la cottura del tè si semplificò progressivamente, gli utensili utilizzati ugualmente, ma tale semplificazione d’altro canto richiese la qualità del servizio da tè, soprattutto quello della teiera e della tazza. Una buona teiera rifletteva bene il tempo, la moda e cultura dell’epoca. A metà della dinastia Ming, per mettere in infusione del tè era consuetudine utilizzare una teiera di terracotta rossa o di porcellana. Anche oggi un servizio da tè è solitamente fabbricato in terracotta o in porcellana, ma si utilizza anche vetro, metallo, bambù, giada o agata.

Tè celebri

La fama dei tè corrisponde sovente alle condizioni geografiche, storiche e culturali, dipende inoltre dalla forma particolare, dal colore, dal sapore e dal trattamento speciale delle loro foglie. In epoche differenti sono nati differenti tè celebri: il tè verde Longjing, prodotto nel villaggio vicino al Xihu (Lago dell’Ovest), a Hangzhou, considerato in Cina come uno dei paradisi sulla terra; il tè nero dei monti Wuyi, la cui varietà più celebre è il tè Wulong, uno dei tre grandi tipi di tè nel mondo; il tè Yunwu dei Monti Lushan, caratteristico dei tè di alta montagna e che presenta grosse foglie verdi che emanano un aroma fragrante; il tè verde Biluochun di Suzhou, coltivato nelle isole del lago Taihu e colto all’equinozio di primavera; è conosciuto per la finezza del suo trattamento e lo stile particolare del suo colore, del suo aroma e del suo sapore. Altri tipi di tè sono ugualmente rinomati, quali il Tieguanyin di Anxi, un’altra varietà di tè Wulong, il Maofeng, dei monti Huangshan, il Qihong, dell’Anhui, il Focha, di Putuo, uno dei quattro monti sacri del buddhismo cinese.

Da sempre, i degustatori hanno dato grande importanza all’acqua per l’infusione.
Secondo il Libro del tè di Lu Yu, per fare un’infusione di tè, l’acqua che proviene da una sorgente d’alta montagna è la migliore, quella di fiume non è sufficientemente buona e quella di pozzo è mediocre. La temperatura dell’acqua da utilizzare dipende dalla tenerezza della foglia del tè: 80°C per un tè verde di buona qualità, più elevata per il tè nero e il tè Wulong. Mentre la proporzione d’acqua e di tè è di uno a 50-60 per il tè verde e il tè nero e di tre a sette per il Wulong.

Buona degustazione!

Frammenti d'Oriente, dicembre 2001

 

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