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CULTURA E SOCIETÀ

Le supergirls della Hunan TV

di Silvia Pozzi

Premessa

Il 26 agosto 2005 più di quattrocento milioni di telespettatori cinesi erano sintonizzati su un’emittente satellitare locale, la Hunan TV (Hunan weishi), per assistere all’ultima puntata di Le Supergirls dello Yogurt della mucca mongola 2005 (2005 Meng niu suansuanru chaoji nüsheng), la seconda edizione della versione cinese del format britannico Pop Idol e di quello statunitense American Idol. Gli ascolti della serata finale del programma, che aveva preso avvio sei mesi prima, hanno completamente eclissato, ad esempio, quelli dell’appuntamento annuale col Gran Gala del Festival di Primavera, trasmesso dal canale pilota della tv di stato (CCTV), e rappresentano, comunque, un record nella storia della televisione cinese di tutti i tempi. In quella stessa serata, circa otto milioni di votanti – forse è meglio dire otto milioni di supporter, la parola voto è stata sapientemente evitata, se non vietata, i mezzi di comunicazione ufficiali hanno preferito parlare, infatti, di “messaggi di supporto” via telefono cellulare – hanno espresso la propria preferenza per una delle tre finaliste di Supergirls. In realtà, ad ogni numero telefonico era consentito l’invio di un massimo di quindici messaggi, quindi il numero reale e complessivo dei “votanti” è ragionevolmente inferiore agli otto milioni. Il programma non è stato solo un fenomeno di costume, seguito da una media di venti milioni di spettatori per settimana, passeggero per quanto estremamente fortunato, bensì il punto di partenza per un dibattito che ha coinvolto i media e gli studiosi, sia cinesi che stranieri, e che resta, a tutt’oggi, molto vivace. I punti cruciali della questione ruotano attorno al tentativo di comprendere la realtà cinese di oggi, che è quella di un paese in rapidissima espansione, in cui socialismo e consumismo – apparentemente inconciliabili – sono due facce della stessa medaglia. Gli snodi fondamentali della vicenda propongono le seguenti questioni: come hanno potuto delle ragazze poco più che adolescenti diventare degli idoli nazionali, status che fino a poco tempo addietro era prerogativa solo di uomini politici, stelle del cinema e atleti1? Come è possibile che dietro a questo successo strabiliante ci sia una piccola emittente televisiva locale2? È sensato ricollegare – come molti hanno voluto fare – la corsa al televoto ad una rappresentazione ideale del voto democratico e a un desiderio frustrato di democrazia del popolo cinese3

1. Le Supergirls 

La vincitrice del concorso canoro, nonché degli svariati contratti messi in palio da case discografiche e sponsor, è Li Yuchun, una ventunenne sichuanese dall’aspetto mascolino, o, per dirla come i cinesi “né uomo né donna” (bu nan bu nü), con un vasto repertorio di successi di artisti stranieri (Christina Aguilera, Cranberries, 4 Non Blondes, Madonna e Mariah Carey tra gli altri) e una grande padronanza scenica. Chunchun o Piccola Yu, come vogliono i suoi sostenitori, con i suoi tre milioni e mezzo di preferenze, ha superato la sua più agguerrita avversaria, Zhou Bichang (nata nel 1985 a Canton) e chiamata affettuosamente Bibi dai fan, che ha totalizzato più di tre milioni e duecentomila voti. Le altre tre finaliste in lizza per il titolo 2005, erano Zhang Liangying, nata nel 1984 e originaria di Chengdu proprio come la vincitrice (il Sichuan è stata una delle province più prodighe di supergirls), arrivata terza con più di un milione e trecentomila voti, seguita da He Jie nata nel 1986 a Guiyang nella provincia del Guizhou, e, infine, da Ji Minjia, nata nel 1982 ad Hangzhou. Alle selezioni, organizzate in tutto il paese, avevano partecipato circa centocinquantamila ragazze. Il concorso era aperto a chiunque dai sedici anni in su, senza ulteriori restrizioni d’età, talento o aspetto fisico. Ad attirare questa moltitudine di ragazze non era tanto, o non solo, il desiderio di vincere il programma, ma i contratti messi a disposizione dagli sponsor per la produzione di album musicali e la scritturazione per serial televisivi. Le più di diecimila contendenti selezionate inizialmente si sono scontrate a livello provinciale in prima battuta, con un tempo di esibizione della durata di trenta secondi. Anche le prime scremature sono avvenute a colpi di sms, metodo di selezione che ha accompagnato le più fortunate fino al collo di bottiglia della finale a Changsha. La vittoria di Li Yuchun ha dato il via a tutta una serie di interpretazioni del suo successo, spesso scivolate nel pettegolezzo di dubbio gusto. L’aspetto androgino di Li Yuchun ha offerto il fianco a svariate dicerie sulla sua presunta omosessualità, una scelta sessuale che in Cina non è accettata nello spazio pubblico. Ad ogni modo, la mascolinità della giovane le avrebbe assicurato, secondo alcuni, il favore del pubblico maschile, che più facilmente si sarebbe identificato con lei. Il gusto per il pettegolezzo, alle volte dissacrante, ha colpito anche altre Supergirls4. Il seguito delle finaliste è stato entusiastico. Schiere di giovani fan, soprattutto nelle battute finali del concorso, si sono assiepate nelle vie più affollate e davanti agli ingressi dei grandi magazzini più frequentati per invitare i passanti a collaborare alla vittoria della loro favorita inviando un sms dai loro telefoni. E questo non solo a Changsha, dove il giorno della finale si sono riversate migliaia di giovani per fare campagne di sostegno, anche con la speranza di incontrare i loro idoli. In molti grandi centri, come Shanghai ad esempio5, si è addirittura richiesto l’intervento della polizia per il disturbo arrecato alla quiete pubblica da giovani, dell’età media di 25 anni, armati di megafoni, striscioni e cartelli, che regalavano spille e cartoline con i volti delle loro supergirls e che importunavano i passanti nel tentativo di strappargli un voto in più per le loro eroine. Un manifestino, distribuito davanti al centro commerciale Raffles City nel centro di Shanghai dal Comitato dei Fan di Zhou Bichang di Shanghai, recita: “Ha una voce straordinariamente magica, una bellezza spontanea, un nome originale e splendido. Si tratta di Zhou Bichang”, e più oltre nello stesso volantino si legge: “Noi speriamo di tutto cuore che Lei voglia dare il suo prezioso voto (touchu baogui de yi piao), affinché [Zhou Bichang] possa realizzare il proprio sogno musicale, rimanere sulla scena e continuare ad emozionare sempre più persone con la propria voce. Datele le ali per volare. Sostenete la nuova stella di Supergirls 2005, votate (xuan) la n. 7, Zhou Bichang!”. Ma l’entusiasmo per le Supergirls non ha contagiato solo le generazioni più giovani. Si è trattato, piuttosto, di un successo trasversale, che ha tenuto incollati davanti al televisore tutti i componenti della famiglia e famiglie di ogni estrazione e livello sociale. Secondo alcune fonti, Supergirls 2005 è stata un’occasione per gli over 45 per osservare da vicino il prototipo della ragazza della porta accanto6. Il termine chaonü, abbreviazione di chaoji nüsheng (le super voci femminili), è entrato a tutti gli effetti nel vocabolario del cinese moderno. Nello scorso luglio è stato inserito nella rosa delle dieci espressioni più in voga in ambito culturale nella stagione primavera- estate 2005, insieme, ad esempio, a guoxue re (febbre per lo studio del paese) – che fa riferimento all’apertura, in alcune delle principali università del paese, di dipartimenti o di corsi specializzati nello studio dell’eredità culturale nazionale, e, più genericamente, al revival degli “studi nazionali” –, o, ancora, insieme al concetto huoxie shehui (società armoniosa), promosso da Hu Jintao e Wen Jiabao per porre in enfasi la necessità di risolvere le tensioni crescenti generate da gruppi sociali quali i contadini, i disoccupati e gli immigrati urbani7. L’impatto del programma ha avuto anche altre ripercussioni sulla lingua cinese, come il conio di alcuni neologismi, che sono diventati un patrimonio diffuso tra i parlanti di tutte le età e di ogni livello sociale. La parola fan in cinese viene anche resa col termine fensi, un prestito fonetico dall’inglese “fans”, e che, letteralmente, significa “spaghettini”. Giocando coi due caratteri di questa traslitterazione dall’inglese, con i collegamenti logici al loro significato originale e con i nomi propri delle supergirls, sono nati i termini per definire i gruppi di numerosissimi fan delle finaliste: Yumi (mais, quasi omofono di “fans di Yu”) per i fan di Li Yuchun, Fenbi (gessetti) per quelli di Zhou Bichang, ci sono poi i Liang fen (gelatine fredde, omofono di “fans di Liang”) di Zhang Liangying, gli Hefan (portavivande) di He Jie, infine, i Jia mi (pazzi per Jia) di Ji Minjia. Ma anche altri termini sono entrati nel vocabolario comune, come haixuan (scelta nel mare), ad esempio, cioè il primo round di selezioni, che ha coinvolto più di diecimila ragazze, oppure PK (player kill), un termine preso in prestito dai videogames e che si è usato per indicare la fase eliminatoria del programma, quando, dopo un primo giro di esibizioni canore, la concorrente col numero minore di televoti e quella che, a parere della giuria presente in studio, aveva commesso il maggior numero di errori, si scontravano in un faccia a faccia esibendosi sul PK tai (palco del PK) fino all’eliminazione di una delle due, sempre mediante televoto. 

2. Una realtà locale contro il potere centrale: la Hunan TV 

La Hunan TV8 è nata come piccola emittente a livello locale, con sede a Changsha, la capitale della provincia dello Hunan e che conta circa sei milioni e mezzo di abitanti. Ha iniziato a trasmettere a livello nazionale via satellite solo nel 1997, ma è oggi una delle emittenti principali e più potenti della Rpc, dopo l’emittente di stato CCTV (China Central Television) 9 con i suoi numerosi canali e lo Shanghai Media Group10. Tendenzialmente il livello della qualità e/o della fortuna di un’emittente è direttamente proporzionale al grado di sviluppo della regione in cui l’emittente ha sede; la Hunan TV rappresenta un’eccezione clamorosa, situata com’è in una delle province più arretrate del paese. La provincia dello Hunan, che in passato veniva considerata una regione avanzata in base ai criteri standard cinesi, oggi è un passo indietro, in termini di sviluppo economico, se messa a confronto con le vicine province del Guangdong e dello Zhejiang11. Il motivo dello sviluppo vertiginoso della Hunan TV ha origine nelle scelte di produzione della rete, totalmente orientate verso la programmazione di intrattenimento. In sostanza, dal 1997 in poi, la Hunan TV ha inanellato una fortunata serie di programmi di evasione – dalle sfide più improbabili tra concorrenti disposti a tutto ai programmi di appuntamenti al buio – riempiendo uno spazio del mercato fino ad allora praticamente libero12. Le sue programmazioni vincenti partono già da quell’anno, come La fortezza della felicità (Kuaile dabenying), e proseguono nel 1998 con Appuntamento con le rose (Meigui zhi yue), re-interpretazione di un format taiwanese, con il fortunato il Chi è l’eroe? (Shei shi yingxiong?) del 2004, fino al suo più recente e strepitoso successo, le Supergirls
dello Yogurt della mucca mongola 2005
per l’appunto. Il trend inaugurato dall’emittente hunanese è riassunto efficacemente da alcuni fortunati slogan che parlano di “Nuovo intrattenimento” (Xin yule) e di “Masse che divertono le masse” (Dazhong yule dazhong). In Cina, tutte le emittenti televisive sono di proprietà statale e in passato la censura non ha mancato di colpire anche alcuni programmi della Hunan Tv. Nel 2003, ad esempio, Il meteo delle stelle (Xing qixiang) è stato cancellato dal palinsesto, per via degli atteggiamenti apertamente erotici della presentatrice. Questo programma rappresenta bene la tendenza via via più evidente nella televisione cinese verso una programmazione in cui la differenze tra programmi d’evasione e programmi tradizionali è sempre più appannata. Il meteo delle stelle era una striscia quotidiana di previsioni meteorologiche, della durata di cinque minuti in fascia oraria notturna. La conduzione era affidata alla reginetta di bellezza Wu Rong nelle vesti di una meteorologa discinta e sexy, che faceva i propri annunci stesa su un sofà o un enorme letto. Più di recente, una regolamentazione entrata curiosamente in vigore proprio nell’agosto del 2005, cioè nel momento di massima popolarità della televisione hunanese, sembra abbia impedito che il magnate della televisione a livello globale, Rupert Murdoch, investisse dei fondi nella rete di Changsha, come da accordi siglati nel dicembre 2002. Hanno contribuito alla popolarità dell’emittente hunanese anche delle scelte pubblicitarie e di immagine vincenti, come l’azzeccato logo arancione che giganteggia nel suo curatissimo sito o l’indovinato motto della rete: “Cina felice, Hunan TV” (Kuaile Zhongguo, Hunan weishi). Numerose altre emittenti locali stanno tentando di seguire il percorso compiuto dalla Hunan TV. In Cina si sta via via creando un complesso quadro di realtà televisive minori, che mirano a ricavarsi una propria nicchia di ascolti e che, soprattutto, minano alla centralità del colosso CCTV, adoperandosi in una concorrenza sempre più accanita. La Hunan TV è diventata un modello da emulare già a partire dal 1997, tanto che, all’epoca, quasi tutte le televisioni provinciali avevano messo in onda il proprio clone di La fortezza della felicità e di Appuntamento con le rose, e che la stessa CCTV era scesa in campo proponendo dei reality show – che in Cina vengono definiti zhenren xiu (show di persone vere) –, come L’allegro dizionario (Kaixin cidian) e Lucky 52 (Xingyun 52), entrambi sulla falsariga di Who Wants to Be a Millionarie. Solo per dare un’idea del fenomeno13, ecco un elenco parziale dei facsimile del programma di incontri al buio Meigui zhi yue: Xiangyue xingqiliu (Incontriamoci sabato) della Shanghai TV, Jinwan women xiangshi (Stasera ci conosceremo) della Beijing TV, Hao nan hao nü (Un bravo ragazzo e una brava ragazza) della Shanxi TV, Wei shei xindong (Per chi ti batte il cuore?) della Nanjing TV, Nan nü dang hun (Uomini e donne parlano di matrimonio) della Hainan TV, Jinri you yue (Oggi ho un appuntamento) della Shandong TV, Xinxin guangchang (La piazza dei cuori) della Hebei TV, Langman jiujiu (Romanticismo per sempre) della Beijing Cable TV (Beijing youxian dai), e via di seguito. Ma la fortuna della Hunan Tv deriva anche da una politica selvaggia di malcelata copiatura di format stranieri. Nel 2003, la Endemol ha fatto causa alla rete cinese per l’indebita appropriazione dei diritti del Big Brother, sul cui formato è stato modellato il programma Wanmei jiaqi (Una vacanza perfetta) trasmesso dalla rete di Changsha. 

3. Verso una democrazia culturale o un’oligarchia del denaro? 

Supergirls 2005 è stato un evento mediatico dal successo inaspettato per le proporzioni, il seguito, i guadagni e la risonanza che ha avuto sia in Cina che all’estero. È stata un’operazione commerciale senza precedenti. Il programma si è rivelato una straordinaria macchina per fare soldi, di cui hanno beneficiato non solo la rete di Changsha e lo sponsor della Mongolia Interna, ma anche case editrici, compagnie telefoniche, riviste e quotidiani, produttori di gadgets, accessori e giocattoli (che hanno stampato l’effigie delle varie supergirls sui propri prodotti), ecc. Le entrate degli sms hanno raggiunto la cifra di trenta milioni di yuan (circa 3,7 milioni di dollari) e gli esperti stimano che il marchio Supergirls da solo valga almeno cento milioni di yuan (12,3 milioni di dollari)14. Tuttavia, l’attenzione che il fenomeno ha suscitato non si limita ai proventi, seppur incredibili, e non si esaurisce nell’indagine di un’operazione commerciale ben riuscita o in un’analisi dell’interpretazione cinese di un consumismo di importazione. I significati dell’evento sembrano, infatti, oltrepassare i confini dell’operazione di marketing per invadere un territorio tabù, quello della democrazia. In molti hanno voluto leggere l’entusiasmo dilagante del pubblico televisivo cinese per la possibilità di esprimere in totale libertà la propria preferenza come un’esperienza democratica in nuce. È necessario, però, fare delle precisazioni. In primo luogo, l’espressione della preferenza aveva un prezzo, che seppur modesto, non era nient’affatto democratico. In secondo luogo, la “febbre” per il voto rispondeva forse più a un istinto di identificazione (del tipo “se capitasse a me…”) che alla concretizzazione del desiderio di esprimere la propria opinione. All’origine del successo c’è stata, senza dubbio, un’oculata e scrupolosa preparazione, che risponde a strategie di mercato tra le più moderne e avanzate. Li Hao, direttore di produzione della Hunan TV, ha rivelato di affidarsi a estese indagini di mercato per strutturare e mettere a punto i programmi che l’emittente realizza, “per trovare quello che piace alla gente, quello che la gente vuole vedere”15. Lo sponsor, una delle principali industrie di latticini del paese, ha sborsato una somma di tre milioni di dollari americani per assicurarsi il diritto ad avere il proprio marchio accorpato al nome del programma e l’esclusiva su i principali spazi pubblicitari. Sembra che le vendite dello Yogurt della Mucca Mongola siano incrementate del 270% grazie a questo investimento pubblicitario. Eppure, il noto critico televisivo Zhu Dake ha affermato che lo show “blazed a trail for cultural democracy”, dando la dimostrazione che il pubblico si è liberato dal capestro dell’“estetica elitista” dell’industria d’intrattenimento cinese (leggi CCTV) e testimoniando che la società si sta aprendo a delle apparentemente auspicabili “deviazioni dalla norma”16. Per contro, numerosissime sono state le critiche mosse contro la superficialità del programma e le denunce di impoverimento del livello culturale della televisione, lanciate in primo luogo dai gestori della CCTV, ma non solo17

4. Il “sogno cinese” 

I mass media hanno dedicato molto spazio alla competizione con un concreto ritorno di vendite. Sembra che più di cento testate si siano occupate delle Supergirls18 nel periodo di messa in onda del programma, e, ad ogni buon conto, sul motore di ricerca Google China comparivano un milione di risultati per la voce Chaoji nüsheng. Non a caso Xiao Hui ha parlato di geming19, una “rivoluzione” che non solo ha interessato i media, ma che li ha anche coinvolti direttamente, per via di una sorta di spostamento massiccio dell’attenzione del pubblico dai media tradizionali (stampa e tv) all’Internet. La rete è stata un campo di battaglia decisivo nella sfida lanciata dalla Hunan Tv alla CCTV. L’emittente di Changsha ha ampiamente sfruttato le potenzialità dell’Internet, puntando su strategie di interattività col pubblico da casa, che, ad esempio, aveva la possibilità di suggerire le canzoni che le giovani cantanti in lizza avrebbero dovuto interpretare. Il sito della Hunan TV offriva pagine realizzate in maniera accurata e zeppe di informazioni e gossip sulle beniamine del pubblico, nonché gustosi retroscena del programma. Non è un segreto che si sia abbondantemente giocato, come già accennato, con il potere attrattivo dei fenomeni di identificazione, confezionando ad arte un regno catodico e illusorio dove “gli idoli sono più brutti degli spettatori” (ouxiang bi guanzhong chou). Il programma, anche e soprattutto grazie alla rete, ha appassionato, poi, schiere di cinesi d’oltremare, che l’hanno voluto leggere come un nuovo segnale della vitalità della Cina, la prova concreta, e di risonanza internazionale, che “Dongfang bu bai” (l’Oriente non viene [più] sconfitto). In ambito televisivo, Supergirls sarebbe diventato a tutti gli effetti un motivo di orgoglio per i cinesi di tutto il mondo, al pari di Jing Yong per la letteratura o di Stephen Chow per il cinema, una sorta di “sogno cinese” (Zhongguo meng)20. La “democraticità” dell’Internet ha anche fornito uno spazio pubblico per interpretazioni satiriche fresche e inaspettate, che hanno colpito principalmente il colosso mediatico gestito direttamente dal governo della Rpc Ad esempio, è stata pubblicata on line una scaletta delle canzoni che sarebbero state interpretate dalle Supergirls se il programma fosse stato trasmesso dalla CCTV. L’elenco è fantasioso quanto pungente21: Zhang Liangying canta Patria mia, patria mia, ti amo da morire (Zuguo zuguo wo ai si ni); Zhou Bichang interpreta Le Supergirls si avviano verso una vita agiata (Chaoji nüsheng ben xiaokang), titolo che scimmiotta il linguaggio politico delle riforme agrarie della fine degli anni ’90, in particolare, il famoso “che i contadini si avviino verso una vita agiata” (Nongmin ben xiaokang); alla vincitrice del concorso Li Yuchun viene assegnata la canzone La programmazione delle nascite ha arricchito tanti miei compaesani (Jihua shengyu fu le zhong xiangqin); con un ironico riferimento al celeberrimo Lei Feng che voleva “essere una vite che non arrugginisce mai nell’ingranaggio della rivoluzione”, He Jie canta Vorrei essere una vite nell’apertura all’Occidente (Wo yuan zuo kaifa xibu de luosiding); e Ji Minjia interpreta Una sorsata di acqua dolce e profumata del Fiume Giallo (He yi kou you xiang you tian de Huanghe shui).

 

MONDO CINESE N. 125, OTTOBRE-DICEMBRE 2005

Note

1 Gu Zhibin George, “Hunan: From red state to supergirl”, in Asia Times, 10 dicembre 2005, disponibile on line alla pagina http://www.atimes.com/atimes/ China_Business/GL10Cb05.html
2 Jonathan Landreth, “China: Changing channels”, in Hollywood Reporter, disponibile alla pagina http://www.hollywoodreporter. com/thr/international/ feature_di splay. j sp? vnu_content_id=1001050615.
3 Vedi, ad esempio, http://www.t a i p e i t ime s . c om/News /wo r l d /archives/2005/08/28/2003269471 e Herald Hamish McDonald, “Pop singers give new range to cultural democracy”, in Sydney Morning Herald, 29 agosto 2005, disponibile on line alla pagina http:// www. smh. com.au/text/articles/2005/08/28/1125167552501.html. 
4 http://www.et imeweekly.com/h/4287.asp> o, anche, <http://www.blogchina.com/new/display/83543.html. 
5 Numerosi i casi segnalati alla polizia di giovani scappati di casa, vedi, ad esempio, http://www.china-embassy.org/eng/xw/t208732.htm. 
6 Ibid
7 Dai Xiaolin, “‘Chaoji nüsheng’ ruxuan shi da wenhua liuxing yu” (Chaoji nüsheng rientra nelle dieci espressioni culturali più di moda), in Beijing chenbao, 19 luglio 2005, disponibile alla pagina http://eladies.sina.com.cn/nx/ 2005/0719/1636174991.html . La selezione è stata condotta dal Centro Nazionale per la Ricerca e il Monitoraggio delle Risorse Linguistiche, dall’Università di Lingue di Pechino, dalla Lega degli Operatori del Giornalismo, ecc.
8 Sito ufficiale alla pagina:http://www.hunantv.com
9 Sito ufficiale alla pagina:http://www.cctv.com/default.shtml.
10 Sito ufficiale alla pagina:http://www.smg.cn
11 Sulla situazione economica della provincia dello Hunan, vedi, ad esempio, Gu Zhibin George, op. cit. 
12 A questo proposito, vedi Bai Ruoyun, “Media commercialization, entertainment, and the party-state: The political economy of contemporary Chinese television entertainment culture”, in Global Media Journal, vol. 4, n. 6, Spring 2005. 
13 Cfr. Michael Keane, Content, Formats, and Crisis in Chinese Television, disponibile alla pagina http://eprints.qut.edu.au/archive/00000611/01/keane_3.PDF. 
14 Joel Martinsen, “The meaning (lessness) of ‘Super Voice Girl’”, in Danwei, 29 agosto 2005, disponibile alla pagina h t t p : / /www.danwei.org /archives/002157.html. 
15 David Barboza, “Upstart From Chinese Province Masters the Art of TV Titillation”, in New York Times, 28 novembre 2005, disponibile on line alla pagina:http://www.nytimes.com/2005/11/28/business/28hunan.html. 
16 Raymond Zhou, “Svengalis scramble to decipher Super Girls’ secret”, in China Daily, 27 agosto 2005, disponibile on line alla pagina <http://www.chinadaily.com.cn/english/doc/2005-08/27/content_472581.htm>. 
17 Ibid. e Chang Ping, “Shenme shi jianyan ‘Chaoji nüsheng’ de weiyi biaozhun” (Qual è l’unico criterio per valutare Chaoji nüsheng), in Dongfang zaobao, 26 agosto 2005, inserto spettacoli e TV. 
18 Ben Marcom e Jeremy Goldcorn, “The final week of TV sensation of ‘Super Voice Girls’”, in Danwei, 24 agosto 2005, disponibile alla pagina http://www.danwei.org/archives/002149.html. 
19 Xiao Hui, “Chaoji nüsheng de ji ge guanjian ci” (Alcuni termini chiave di Supergirls), in Shiji Zhongguo, 15 agosto 2005, disponibile alla pagina http://www.cddc.net/shownews.asp?newsid=9301. 
20 Cfr. Ibid
21 Vedi, ad esempio, http://edu.china.com /zh_cn/schoolyard/humor/851/20051010/12729360.html. 

 

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