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INDICE>MONDO CINESE>L'XI CONVEGNO DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA DI STUDI CINESI

RAPPORTI

   L'XI convegno di studi cinesi
(Roma, 22-24 febbraio 2007)

di Anna DI TORO

L’undicesimo Convegno dell’Associazione Italiana di Studi Cinesi (AISC), intitolato “La Cina e il Mondo”, si è tenuto a Roma, presso la Facoltà di Studi Orientali dell’Università ‘La Sapienza’, tra il 22 e 
il 24 febbraio 2007.

Come è stato ricordato durante la cerimonia di inaugurazione da Federico Masini, Preside della Facoltà ospitante, la sfida principale è costituita, da un lato, dalla sempre crescente presenza cinese nel nostro mondo e, dall’altro, dalla risposta che la società italiana dà a tale presenza. Uno degli aspetti di tale risposta è senza dubbio la pressione a cui sono sottoposte le università e le associazioni dove si insegna cinese, che hanno visto negli ultimi anni un aumento vertiginoso del numero degli studenti di lingua e delle persone desiderose di conoscere la realtà cinese.

Lionello Lanciotti, Segretario generale dell’AISC, ha voluto ricordare la lunga tradizione di studi sinologici in Italia, fiducioso che tale tradizione possa essere di aiuto nell’affrontare le questioni che stanno emergendo nel corso di questi anni.

I lavori del convegno sono entrati subito nel vivo con un intervento congiunto di A. Lavagnino, M. Miranda e G. Samarani, ispirato a due significativi anniversari del 2006 (quarant’anni dall’inizio della Rivoluzione culturale e trenta dalla morte di Mao), che ha affrontato tre aspetti della questione: il dibattito sulla Rivoluzione culturale attualmente in corso sui periodici in lingua cinese, i libri in lingua occidentale recentemente apparsi sulla figura di Mao e l’influenza che la Rivoluzione culturale ha avuto sulla cultura politica dell’attuale classe dirigente della Rpc.

Purtroppo non è possibile descrivere in dettaglio tutte le relazioni presentate nel corso del convegno, che ha visto la partecipazione di numerosissimi giovani studiosi e la proposta di molti spunti di discussione. Cercherò tuttavia di ripercorrere rapidamente le principali linee tematiche delle dieci sessioni del convegno, molte delle quali si sono svolte in contemporanea.

1. storia . Il problema della Rivoluzione culturale è stato affrontato nuovamente da S. Graziani in un intervento sulla Lega della Gioventù Comunista tra il 1962 e il 1966; F. Solieri ha messo in luce alcuni aspetti della politica estera della neonata Rpc nei confronti dei residenti stranieri; E. Giunipiero ha poi trattato dei rapporti tra la Cina e la Chiesa cattolica negli anni del pontificato di Pio XI ( 1922- 1939), mentre F.Casalin ha analizzato i testi dedicati all’economia politica pubblicati in uno dei più influenti periodici del tardo periodo Qing, il Wanguo gongbao. Due interventi si sono invece concentrati su aspetti particolari della storia del XVI e XVII secolo: la comunità cinese di Nagasaki, che funse in quei secoli da catalizzatrice per gli scambi commerciali con diversi Paesi europei (P. Carioti), e l’evoluzione della conoscenza che I gesuiti ebbero della ‘Tartaria’, come si evince da una lettura diacronica delle fonti dei missionari gesuiti in Cina (D. Antonucci).

2. cinema . Nel primo intervento, C. Neri ha cercato di individuare l’influsso occidentale sulla cinematografia cinese dei primi decenni del XX secolo e, di conseguenza, su alcuni aspetti della vita quotidiana cinese, mentre E. Pollacchi ha analizzato i rapporti tra cinema e videoarte contemporanei, evidenziando un interesse, negli artisti più giovani, verso i mutamenti sociali in atto in Cina. 

3. Diritto . La sessione dedicata al diritto è stata introdotta da A. De Angeli con una relazione sul codice penale della Repubblica cinese, S. Grano ha invece analizzato il complesso problema dei diritti di proprietà privata e quelli dell’uso del suolo nella Rpc, mentre B. Mottura ha illustrato le caratteristiche principali del linguaggio amministrativo della Cina contemporanea. La sessione è stata conclusa da F. Sapio, che ha analizzato le principali caratteristiche delle strutture criminali cinesi.

4. arte e archeologia . La sessione è stata aperta da un’analisi delle pratiche funerarie della Cina sud-occidentale tra l’Età del bronzo e il primo Impero (L. E. Mengoni) e da una panoramica sullo stato degli scavi condotti in vari siti onguti della Mongolia Interna (P. Vergara Caffarelli). La seconda parte della sessione è stata dedicata a tematiche contemporanee, come lo studio della produzione di statuine religiose di matrice popolare diffuse da almeno quattro secoli nello Hunan (M. Bussotti) e l’analisi delle più recenti posizioni teoriche sull’arte
contemporanea cinese che si trova a operare in uno scenario sempre più globalizzato (F. Salviati). 

5. letteratura moderna e contemporanea . La sessione è stata introdotta da N. Pesaro con una panoramica sui manuali sulla narrativa cinese moderna compilati tra gli anni ’80 e ’90. F. Passi ha poi analizzato il rapporto di continuità tra la corrente modernista sviluppatasi a Shanghai negli anni ’30 e quella, di ispirazione simile, ma caratterizzata
da profonde differenze, sviluppatasi a Taiwan negli anni ’60. A. M. Paoluzzi ha trattato il tema dell’adattamento dei testi letterari cinesi nella traduzione in italiano e della necessità di mediare tra l’aspirazione alla fedeltà al testo e la sua fruibilità al pubblico di lettori. La poesia contemporanea è stata analizzata da G. Tamburello attraverso la rivista di poesia contemporanea Shi tansuo. L’interessante fenomeno di Ge Hongbing, uno scrittore che aderisce alla “scrittura del corpo”, tipicamente femminile, è stato presentato da S. Pozzi; S. Zuccheri ha
parlato della letteratura on-line, in un intervento dedicato al fenomeno della Xin xin renlei (La Più Nuova Umanità), mentre M. Fumian ha illustrato la parabola degli scrittori cosiddetti “della generazione degli anni Ottanta”, che dalle iniziali istanze critiche è approdata ad una deriva edonistica.

6. Cina contemporanea . Questa sessione è stata dedicata a vari argomenti: A. Aresu ha affrontato il tema delle politiche relative alla questione della salute sessuale e riproduttiva in Cina; l’intervento di G.Puppin ha analizzato le campagne di pubblicità sociale recentemente promosse dalla municipalità di Pechino sui muri della metropolitana e L. Zanini ha parlato della relazione tra la diffusione dei giochi conviviali e il consumo di alcoolici nella Cina contemporanea. V.Zanier ha poi analizzato il linguaggio usato dalla stampa cinese riguardo all’ingresso della Cina nel WTO. L’intervento di V. Ferretti ha esaminato la consistenza militare della Rpc e G. Adornino ha tentato di dare un’interpretazione del nuovo ordine mondiale immaginato dalla Cina. Infine, M. De Togni ha analizzato le diverse fasi della campagna per lo sviluppo delle regioni centro-occidentali.

7. Religioni e filosofie . M. Paolillo ha presentato la figura di Nezha, fanciullo divino a cui è legato il mito della fondazione di Dadu, capitale meridionale dei mongoli. S. Zacchetti ha tentato di fare luce sulla prima fase della carriera del monaco buddhista e traduttore Kang Senghui (III sec. d.C.), mentre E. Bianchi ha presentato le vivaci attività religiose che hanno luogo al giorno d’oggi sul Wutaishan. Un altro aspetto del buddhismo contemporaneo è stato affrontato da D. Campo con l’analisi degli insegnamenti di Foyuan, anziano maestro Chan. Un momento del passaggio di alcuni aspetti della cultura europea in Cina è stato analizzato da E. Corsi riguardo alla trasmissione dell’aristotelismo in Cina, mentre l’intervento di A. Crisma è stato dedicato alla riflessione sulla possibilità di relazionarsi al pensiero cinese al di fuori della dicotomia tra Oriente e Occidente.

8. Italia e Cina . I primi interventi della sessione sono stati dedicati all’analisi del diario del viaggio in Italia di Guo Liancheng (M. Castorina) e alle narrazioni di alcuni viaggiatori italiani in Cina all’inizio del XX secolo (R. Lombardi). G. Samarani ha illustrato i primi rapporti, di carattere prevalentemente economico, avviati tra Italia e Rpc negli anni ’50. La figura di Lü Tongliu, che tanto ha contribuito alla conoscenza della letteratura italiana in Cina, è stata al centro dell’intervento di B. Leonesi, che ne ha analizzato l’attività di traduttore e il suo particolare progetto traduttivo, mentre V. Varriano ha presentato l’immagine stereotipata data dell’Italia da una recente fiction televisiva. Sempre di stereotipi si è parlato nell’ultimo intervento della sessione, dedicato all’immagine degli immigrati cinesi offerta da alcuni quotidiani italiani
(V. Pedone).


9. letteratura classica . E. Sabattini ha presentato un’analisi preliminare dell’etica di Jia Yi (200- 68). Il problema delle fonti nei testi dei gesuiti in Cina è stato al centro dei due interventi successivi, dedicati rispettivamente al Zhifang waiji di Giulio Aleni (P. De Troia) e alla Sinicae Historiae Decas Prima di Martino Martini (F. Masini). P. Santangelo ha poi presentato un aggiornamento sul progetto internazionale della banca dati su emozioni e stati d’animo nelle fonti cinesi, mentre D. Guida ha analizzato le diverse accezioni di ai in tre romanzi di epoca ancese; B. Biseto ha infine illustrato la categorizzazione del concetto di qing in una raccolta del 1630.

10. Linguistica e didattica. L’ultima sessione ha visto diversi interventi riguardanti problematiche prettamente linguistiche: l’analisi dei fenomeni di grammaticalizzazione che possono essere individuati nel cinese (E. Banfi e G. F. Arcodia); la posibilità di aplicare al cinese
la teoria dela “gerarchia d’acesso universale” (A. Boareto); alcune considerazioni sulla ridondanza fonologica del cinese moderno (E.Raini); una dettagliata analisi della struttura dei composti del cinese e della loro produttività (A. Cecagno e B. Basciano); lo studio del Jingzhuan shici, repertorio di particelle ad opera di Wang Yinzhi (M. Gianninoto) e infine la recezione del Corso di linguistica generale in Cina e la situazione degli studi saussurriani (C. Romagnoli) . F. Lafirenza ha svolto poi una lettura diacronica di alcuni manuali di lingua cinese rivolti agli stranieri, con un’analisi dell’immagine dela Cina da essi veicolata. G. Casachia ha infine presentato il progetto del GrandeDizionario Cinese-Italiano.

La mattinata conclusiva dei lavori è stata dedicata alla presentazione dell’Istituto Confucio di Roma e ad un incontro aperto sula didattica del cinese in Italia e all’assemblea dei soci AISC. Quest’ultimo ha visto un costruttivo confronto sulla necessità di affrontare urgentemente alcuni problemi derivanti dalle nuove sfide che oggi si pongono, tra cui la necessità di creare una rete che risponda alle richieste di insegnanti di cinese da parte degli istituti superiori e quella di creare un sistema di certificazione degli insegnanti di cinese, per poter garantire la qualità del’insegnamento.

Alla conclusione del convegno si è svolta la consueta assemblea dei soci AISC, durante la quale sono stati approvati i bilanci consuntivi e preventivi dell’associazione e nel corso della quale si è poi sviluppato un vivace dibattito su alcune proposte di progetti di ricerca rivolti ai giovani formulate dal direttivo. Durante l’assemblea è stato stabilito che il prossimo convegno avrà luogo nell’autunno 2008, a Cagliari, mentre è stata indetta una giornata dedicata al cinema cinese a Torino, da svolgersi nella primavera del 2008.

MONDO CINESE N. 130, GENNAIO - MARZO 2007

 

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