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POLITICA INTERNA

L'XI legislatura dell'Anp al varo:
luci ed ombre di una Cina in ascesa

di Marina MIRANDA

1. La crisi del capodanno lunare e le nomine nell'esecutivo.
Come di consueto, con cadenza quinquennale, dopo i vertici del Partito si rinnova anche l’apparato di governo, dando inizio a una nuova legislatura dell’Assemblea nazionale del popolo, attualmente l’undicesima. A conferire maggior enfasi alla riunione di quest’anno sono stati diversi elementi, tra cui forse anche il fatto che i lavori, svoltisi dal 5 al 18 marzo, hanno avuto una durata leggermente superiore rispetto agli anni precedenti1. Tutto ciò sta a sottolineare come la nuova legislatura abbia avuto inizio in un momento particolarmente significativo, un anno in cui il paese si prepara ad ospitare le olimpiadi e a commemorare i trent’anni dall’inizio della politica di apertura e riforma2.

Lo splendore di questa cornice celebrativa è stato però appannato dai sanguinosi incidenti di Lhasa, che hanno reso più evidente agli occhi del mondo intero il volto duro del regime. Questa crisi, dagli esiti tuttora incerti, di cui molti aspetti son ben lungi dall’essere chiariti, sta avendo pesanti ripercussioni anche sui giochi olimpici e sta danneggiando gravemente la nuova rappresentazione di sé che la Cina desidera diffondere a livello internazionale.

Va ricordato peraltro che già due mesi fa, a fine gennaio, all’immagine di potenza in ascesa se ne era sovrapposta un’altra, quella di un paese in ginocchio, che non riesce a garantire i servizi essenziali e un livello di vita normale alla popolazione. Infatti una vera e propria emergenza nazionale era stata causata da nevicate e gelate eccezionali, le peggiori degli ultimi cinquant’anni, che avevano colpito soprattutto le province del centro-sud, non abituate a temperature così rigide. Le condizioni metereologiche particolarmente avverse verificatesi tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio avevano creato gravissimi problemi nel rifornimento di energia elettrica, mandando completamente in tilt il sistema dei trasporti ferroviari e autostradali.

Ma oltre a queste carenze strutturali, il disastro ha messo in luce soprattutto l’inadeguatezza da parte del governo a gestire le situazioni di crisi: nonostante l’epidemia della Sars nel 2003 avesse reso evidenti le inadempienze ai diversi livelli delle istituzioni3, non risulta ancora essere stato approntato un piano generale per affrontare le emergenze, mentre non sono stati coordinati su scala nazionale neppure i piani settoriali esistenti a livello locale4. Inoltre si è rivelato inadeguato anche il sistema informativo dei media, che non è riuscito a diffondere in tempo reale le esatte condizioni meteo, in modo da evitare che milioni di persone, in viaggio per le festività di capodanno, rimanessero bloccate a causa del caos nelle stazioni e sulle autostrade5. Nonostante le aperture crescenti degli ultimi anni, le notizie di disastri ed emergenze continuano ad arrivare ai media ufficiali con il contagocce, quasi per non turbare l’immagine ufficiale di un paese ordinato e sotto controllo.

Proprio forse per difendere a tutti i costi tale rappresentazione, hanno evitato di assumersi pienamente le proprie responsabilità alcune autorità locali, che hanno gestito in modo inadeguato la crisi, attribuendo tutte le colpe del disastro unicamente agli eventi naturali6. Tali responsabilità a livello locale non sono state però mitigate dall’atteggiamento del governo centrale, che ha esibito in modo altamente propagandistico il volto umano di un regime che si mostra ancora una volta vicino alla popolazione: Wen Jiabao infatti, il 29 gennaio, si è recato in mezzo alla gente, chiedendo scusa attraverso un megafono a una folla di passeggeri stremati, accalcati in una stazione ferroviaria dello Hunan7.

Tuttavia il problema della difficile situazione dei trasporti non ha occupato un posto centrale, ma ha avuto solo riferimenti marginali nel rapporto sull’attività di governo presentato a marzo dal Primo ministro8; è per questa ragione che alcuni delegati all’Anp del Guangdong avevano ventilato l’eventualità di esercitare il proprio diritto di veto su tale documento9. Se ciò si fosse verificato, avrebbe costituito un precedente politico interessante.

E invece, con votazione unanime, a Wen Jiabao è stato conferito il secondo mandato come Primo ministro; allo stesso modo Hu Jintao è stato riconfermato alla presidenza della Repubblica e Wu Bangguo a quella dell’Anp. Le aspettative maggiori però risiedevano nelle possibili cariche istituzionali da assegnare ai nuovi leader entrati a far parte dell’Ufficio permanente del Politburo lo scorso autunno; nomine che hanno infatti confermato la tendenza già tratteggiata nel corso del XVII Congresso.

Grazie alle non facili mediazioni e ai compromessi politici raggiunti in tale sede, come abbiamo già visto precedentemente10, sembra sia stata delineata la successione a Hu Jintao: l’investitura di Xi Jinping
è stata confermata anche dalla sua nomina a Vice-presidente della Repubblica, posizione che lo pone nella posizione giusta per succedere a Hu a capo dello Stato e del Partito. Allo stesso modo è stata chiarita la futura posizione di Li Keqiang, alleato fedele e senza dubbio il candidato preferito da Hu, che invece con molte probabilità sarà il successore di Wen Jiabao a capo del Consiglio degli affari di Stato. Egli infatti è stato nominato Vice-primo ministro, carica che ricopre insieme a Wang Qishan, Ex-sindaco di Pechino e a Zhang Dejiang, precedentemente Segretario del Partito nel Guangdong, entrambi eletti per la prima volta, mentre è stato riconfermato Hui Liangyu, di nazionalità hui, precedentemente Segretario del Partito nel Jiangsu11.

2. I problemi irrisolti e le priorità nell’agenda del governo
La crisi a cavallo del capodanno lunare ha fatto ulteriormente lievitare i prezzi e impennare l’inflazione: a febbraio l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’8,7%, rispetto a un aumento del 7,1% verificatasi a gennaio, il livello più alto negli ultimi dieci anni12. Tuttavia il tasso di inflazione potrebbe essere ancora superiore, dato che nell’indice dei prezzi non sono compresi servizi essenziali quali abitazioni, energia e spese sanitarie13. Questo vertiginoso aumento dei prezzi è particolarmente minaccioso per la stabilità sociale, giacché comporta un progressivo depauperamento di fasce sempre più ampie della popolazione e una sempre maggiore polarizzazione del reddito: in tal modo nella piramide sociale aumenta vertiginosamente il divario tra una sparuta minoranza sempre più ricca e una larga base sempre più povera.

Nel corso del processo di riforma, il fenomeno della polarizzazione del reddito è stato molto accelerato, come dimostra il valore del coefficiente Gini, vertiginosamente aumentato nel corso degli ultimi
trent’anni14. In base a un sondaggio dell’Ufficio nazionale di statistica, nella fascia più alta di reddito, il 10% dei più ricchi controlla il 45% della ricchezza del paese, mentre, nella fascia più bassa, il 10% tra i più poveri ha accesso solo all’1,4% delle risorse15. Per tale ragione una più equa redistribuzione della ricchezza prodotta dallo sviluppo economico è particolarmente necessaria per evitare conflitti sociali e non destabilizzare il sistema.

A tal fine l’obiettivo dichiarato del governo è quello di contenere l’aumento dei prezzi al consumo entro il 4,8%16. Oltre che i prezzi dei beni di prima necessità per i consumatori cinesi una preoccupazione
primaria rimane anche la qualità del cibo dopo i noti  recenti scandali17: ora il governo si impegna ad aggiornare più di 7.000 standard nazionali per alimenti e farmaci, equiparandoli a quelli internazionali.

Benché lo sviluppo economico sia essenziale per elevare il livello di vita della popolazione e garantire la stabilità sociale, un obiettivo preminente del governo è quello di cercare di ridurre il tasso di crescita
troppo accelerato degli ultimi anni. Nel suo discorso, Wen Jiabao ha auspicato che la crescita del Pil non superi l’8% nell’anno in corso18; un traguardo simile era stato posto dall’esecutivo già negli ultimi due
anni, ma l’economia è cresciuta oltre il 10%19.

Tra le preoccupazioni del governo vi è anche quella di bilanciare lo sviluppo economico con un adeguato sistema di garanzie sociali, per il quale occorrono cospicui stanziamenti di bilancio: per quest’anno è previsto un budget di 276,2 miliardi di yuan, con un aumento del 19,8 % in più rispetto all’anno scorso. Allo stesso modo anche per la sanità e l’istruzione pubblica è previsto un aumento di bilancio rispettivamente del 25%, pari a 83,2 miliardi di yuan e del 45%, pari a 156,2 miliardi di yuan.
Quest’ultima cifra mostra come le spese per l’istruzione siano leggermente al di sotto del 4% del Pil, una percentuale dignitosa per un paese in via di sviluppo, ma forse inconsistente per uno così ricco come la Cina20. Il basso livello di istruzione rappresenta un problema molto serio nelle campagne, dove circa l’80% dei figli di contadini non frequenta la scuola, non potendo le famiglie affrontare tali spese. Al fine di innalzare il tasso di scolarizzazione, sono già state rese effettive una serie di agevolazioni nelle aree più povere, quali l’esenzione dalle tasse scolastiche, la distribuzione gratis dei libri di testo e la possibilità di usufruire di dormitori pubblici nelle scuole per circa 8 milioni di studenti21. L’importante novità prevista e  per quest’anno, a partire dall’inizio del prossimo autunno, consiste nel rendere progressivamente gratuita l’istruzione anche nelle aree urbane oltre che in quelle rurali.

Un altro problema la cui gravità è oggi finalmente denunciata senza mezzi termini dal governo centrale è quello dell’ambiente, sebbene sia molto recente la sensibilizzazione ad esso da parte dell’attuale leadership22. Nel rapporto dello scorso anno23, Wen Jiabao aveva introdotto il concetto di “Pil verde”, per calcolare una crescita economica da cui detrarre i costi relativi all’inquinamento ambientale, allo spreco di risorse e ai costi sociali come la salute e la sicurezza pubblica. L’economia in crescita selvaggia ha prodotto danni profondi all’ambiente che possono costare al paese l’8-10% del Pil annuale in spese mediche per curare i malati, in danni all’agricoltura e alla fauna24.

Ci si rende finalmente conto di come la crescita economica non possa essere più perseguita a spese dell’ambiente, secondo un modello che consiste in un massiccio consumo energetico e in un diffuso e
indiscriminato inquinamento. Nell’agenda programmatica del governo occupa un posto importante il problema energetico, che deve essere affrontato in un’ottica ambientalista di riciclaggio e sostenibilità, creando un processo produttivo che economizzi l’uso delle risorse, attraverso il riutilizzo e lo smaltimento differenziato di scorie e rifiuti industriali. Ancora nel suo rapporto di quest’anno, Wen ha biasimato la lentezza del ritmo di ristrutturazione industriale per l’eliminazione degli impianti più inquinanti, come le acciaierie e le fonderie a tecnologia arretrata, le centrali alimentate a carbone, combustibile purtroppo ancora troppo adoperato per il fabbisogno energetico nazionale. Il Primo ministro invoca provvedimenti per l’abolizione dell’uso delle sostanze tossiche, maggiori investimenti per la creazione di aree naturali protette e per il miglioramento della qualità delle falde acquifere, contaminate gravemente dall’industrializzazione selvaggia. 

3. La ristrutturazione dell’amministrazione centrale
Anche per la gravità del problema ambientale, come abbiamo visto, assume particolare importanza la ristrutturazione dell’amministrazione centrale, un provvedimento che fa parte di un processo più ampio,
noto come riforma del sistema dei super ministeri (da bu zhi gaige) o più semplicemente come sistema dei super ministeri (dabuwei tizhi). E’ una misura che interessa la struttura dell’amministrazione centrale:
i 28 ministeri dipendenti dal Consiglio degli affari di Stato sono stati così ridotti a 21, incorporando altri Dipartimenti e Commissioni a livello centrale 25. Questo provvedimento si ricollega direttamente ad
un’analoga riforma intrapresa nel 1998 dall’allora Premier Zhu Rongji, alla fine dell’VIII legislatura dell’Anp26.

Per il problema ambientale riveste grande importanza la trasformazione dell’Amministrazione statale per la Protezione ambientale (Sepa)27 in un Ministero dell’ambiente di grandi dimensioni, che si presume possa godere di maggiore potere d’intervento, più personale e più risorse finanziarie. Oltre a quello dell’ambiente sono stati creati altri quattro nuovi super ministeri che integrano al loro interno le funzioni di precedenti ministeri, commissioni e organismi sottoposti al Consiglio degli affari di Stato: il Ministero dell’industria e dell’informazione28, il Ministero dei trasporti29, il Ministero delle risorse umane e della sicurezza sociale30 e il Ministero della sanità. Quest’ultimo assorbe al suo interno le competenze dell’Amministrazione statale per i farmaci e gli alimenti, al fine di rafforzare il controllo sugli standard di sicurezza di tali prodotti.

Scopo dichiarato di questa ristrutturazione è quello di migliorare l’efficienza amministrativa, sradicare la corruzione, tagliare le spese, evitare gli sprechi, controllare gli abusi di potere da parte dei diversi
organismi governativi attraverso un sistema di controllo e monitoraggio. In tal modo si dovrebbe facilitare la formulazione e l’esecuzione delle direttive a livello centrale, evitando l’emanazione di disposizioni diverse e tra loro contrastanti, come pure la distorsione a livello locale degli indirizzi promulgati a livello centrale.

Ma sono molti i dubbi proprio su quest’ultimo punto: sul fatto cioè che l’istituzione dei super ministeri riesca a dare forza all’applicazione delle direttive centrali. Ad esempio, la creazione del nuovo Ministero
dell’ambiente non è detto che costituisca un serio deterrente per la disapplicazione o distorsione della legislazione emanata dal governo centrale da parte delle amministrazioni a livello locale; è quanto infatti
indirettamente si evince dalle dichiarazioni di Pan Yue, Vice-direttore del nuovo Ministero e della precedente Sepa31

Al contrario, grande sostegno a questa riorganizzazione è stato fornito da alcuni accademici32, dai quali è stata elogiata come una misura amministrativa che produrrebbe addirittura una riforma politica33: il
consolidamento e la centralizzazione del potere nell’amministrazione sembrerebbe portare addirittura a una distribuzione e persino a una separazione dei poteri. Quest’ultima affermazione non può essere intesa secondo l’accezione occidentale della separazione dei poteri e appare molto confusa dal punto di vista politologico: è tuttavia molto evidente il carattere propagandistico di simili dichiarazioni. 

In ogni caso, nello spirito della recente riforma è palese la necessità di ristrutturare l’apparato dello Stato, rendere efficiente la pubblica amministrazione, fornire maggiore trasparenza e legalità ai pubblici servizi. Risanare gli organismi statali significa soprattutto combattere efficacemente il fenomeno della corruzione, che ormai ha raggiunto livelli preoccupanti nella società come nelle istituzioni del paese.

Per questa ragione non è un caso che, al contrario del rapporto di Wen Jiabao, non abbiano ricevuto approvazione unanime, neanche quest’anno, sia il rapporto del Presidente della Corte suprema del
popolo, Xiao Yang, sia quello del Procuratore generale della Procura suprema, Jia Chunwang; un chiaro segno di dissenso e disapprovazione per l’attività dell’apparato giudiziario. In quella che sembra ormai una consuetudine che si ripete negli ultimi anni, la relazione del primo ha ottenuto il 18% di voti contrari, 521 su 2900 circa e 120 astenuti; il secondo 514 voti contrari e 142 astenuti34. E’ una percentuale di dissenso che si mantiene pressocchè stabile o in lievissima crescita rispetto a quella degli anni precedenti, quando la relazione di Xiao Yang aveva ottenuto, ad esempio, 461 voti contrari nel 2005 e 586 nel 2004, mentre quella di Jia Chunwang aveva conseguito nel 2005 il 12,6% di voti contrari rispetto al 17% del 200435.

Come abbiamo visto, allo stesso modo di quelli precedenti, con uno stile asciutto e un’impostazione di grande concretezza, il documento presentato quest’anno da Wen Jiabao mette ancora una volta in luce come il modello di sviluppo economico sia in crisi e occorrano sempre maggiori correttivi. I punti deboli di tale modello erano già stati individuati e puntualizzati progressivamente nel corso del primo mandato di Wen, ma ritornano ad essere gli stessi anche all’inizio del secondo: se si confrontano i rapporti sull’attività di governo degli ultimi anni con quello più recente, ci si rende facilmente conto come i problemi cruciali rimangano gli stessi, seppure con intensità, sfumature e angolature diverse.

Sebbene si tratti di obiettivi impegnativi e difficili da raggiungere nel breve periodo e non aspettandosi quindi risultati sorprendenti, bisogna tuttavia notare da parte dell’esecutivo una certa inefficienza, poca incisività e una mancanza a tratti di volontà politica nell’affrontarli. Senza dubbio, ad esempio, oltre a maggiori controlli e a una legislazione più adeguata, è soltanto una leva politica che potrebbe agire efficacemente nei confronti dei governi locali per ridurre il tasso di crescita e combattere l’inquinamento. La mancanza di tale volontà politica è da addebitare a diversi fattori, tra cui soprattutto la sovrapposizione dell’apparato di partito su quello di governo, i cui vertici hanno ben poco margine di intervento indipendente.

E’ ormai evidente come il programma riformatore dell’attuale leadership ripercorra le stesse linee programmatiche tracciate nel corso del primo mandato, senza aver acquisito nuovo slancio in questo
secondo. E’ una visione politica altamente pragmatica, che, ritenendo pericoloso per il regime l’ampio e diffuso malcontento sociale, propone non pochi correttivi al modello di sviluppo perseguito negli ultimi
trent’anni; correttivi che però non si riesce a rendere effettivi fino in fondo e che non scaturiscono in vere e proprie riforme sociali. 

Infatti il modello seppur rivisitato non riesce a sanare le strozzature strutturali del sistema, con pesanti conseguenze che sono subite in prima persona da milioni di cinesi, cui vengono quotidianamente negati i propri diritti come lavoratori e come cittadini. Non è quindi solo la popolazione tibetana a sperimentare gli aspetti più duri di un regime che continua a celebrare se stesso, in base a una formula che coniuga populismo e autoritarismo. 

MONDO CINESE N. 134, GENNAIO - MARZO 2008

Note

1. Negli ultimi anni infatti i lavori dell’Anp erano soliti iniziare il 5 e concludersi il 15 marzo..
2 Come è noto, l’inizio della politica di apertura e riforma varata da Deng Xiaoping è fatto risalire alla storica riunione del 3° Plenum dell’XI Comitato centrale svoltosi a dicembre 1978..
3 Si veda a tal proposito, John Wong, Zheng Yongnian (a cura di), The SARS Epidemic:Challenge to China’s Crisis Management, New Jersey, World Scientific, 2004..
4 Qu Hejuan, “Bao xue xiji ‘Tu fa shijian ying duifa’ tu xian buzu” (L’attacco a sorpresa delle eccezionali nevicate mette in evidenza le insufficienze della “Legge sulla gestione delle emergenze”), Caijing, internet ed., 30.1.2008; si veda anche, Shu Shengxiang, “Qidai minjian zuzhi liliang zai kangji xue zai zhong fayu” (Aspettiamo la crescita della forza delle organizzazioni non-governative nelle lotta contro la neve e le calamità naturali), su <http://news.sina.com.cn/pl/2008-02-04/081314899238.shtml> , accesso del 4.2.08..
5 Michael Bristow, “Snow-hit China has ‘new priority’”, BBC News, internet ed., 1.2.08; “Worst winter in 100 years for Hubei, Hunan”, South China Morning Post (SCMP), internet ed., 4.2.08; Tom Mitchell, “China’s migrants take a holiday at work”, The Financial Times, internet ed., 7.2.08; Kent Ewing, “Winter debris exposes China’s woes”, Asia Times (AT), internet ed., 25.2.08 .
6 E’ quanto sostenuto dal Governatore del Guizhou, Lin Shulin, nella seguente intervista: “Il Governatore del Guizhou: il disastro della neve è una calamità naturale (per la quale) non è necessario ricercare responsabilità” (“Guizhou shengzhang; xue zai shi ziran zaihai wuxu wen ze”), su <http://news.163.com/08/0307/03/46DEEA3S0001124J.html> ..
7 “Wen Jiabao: zui rang wo gandong de shi renmin” (Wen Jiabao: quello che mi fa commuovere di più è il popolo), su <http://news.sina.com.cn/c/2008-02-03/031014890557.shtml> . Si veda anche, “China declares ‘war’ on winter” su <http://english.aljazeera.net/NR/exeres/0B91B785-EB05-4F87-B94652F9B8033DA4.htm> ..
8 Wen Jiabao, “Zhengfu gongzuo baogao - 2008nian 3yue 5ri zai Di-shijie Quanguo Renmin daibiao dahui Di-yi hui shang” (Rapporto sull’attività di governo alla 1° Sessione della XI legislatura dell’Assemblea nazionale del popolo, 5.3.2008), Renmin
Ribao (RmRb), internet ed., 19.3.2008..
9 Yan Lieshan, “Tiedaobu de xinwen fayanren yinggai cizhi” (Il portavoce del Ministero delle ferrovie deve dimettersi), su <http://www.chinaelections.org/NewsInfo.asp?NewsID=123168> , accesso del 22.3.08; Su Wenyang, “Tiedaobu de xinwen
fayanren qing ci de tiaojian” (Le condizioni in base alle quali il portavoce del Ministero delle ferrovie è invitato a dimettersi), su <http://www.chinaelections.org/NewsInfo.asp?NewsID=123169> , accesso del 22.3.08..
10 Si veda M. Miranda, “Mediazione e ‘visione scientifica’: Hu Jintao al XVII Congresso del Pcc”, Mondo Cinese, n. 133, ottobre-dicembre 2007, pp. 5-18..
11 “New elected Vice-premier of State Council”, People’s Daily (PD), internet ed., 18.3.08.
12 “China’s CPI hits 11-year high of 8.7% in Feb”, China Daily, internet ed., 11.3.08; “Food price hikes push CPI to 8.7%”, PD , 12,3,08..
13 Keith Bradsher, “China’s Rate of Inflation Is Highest in 11 Years”, The New York Times, internet ed., 11.3.08..
14 Il valore del coefficiente Gini equivaleva a 0,33% nel 1979, a 0,382 nel 1988, a 0,434 nel 1994, a 0,4577 nel 1997, a 0,5 nel 2003. Si veda “Party school journal warns against China’s widening income gap”, PD, 21.9.05; Elaine Wu, “Five years until income ‘red alert’”, SCMP, 4.10.2005..
15 “China battles rich-poor gap”, AT, 5.1.2006..
16 “Zhengfu gongzuo baogao”, 2008, op.cit..
17 Hu Ying, “China struggles to digest food safety laws”, AT, 28.8.2007; Audra Ang, “China starts recall systems for food “, ABC News, internet ed., 31.8.07; Wu Zhong, “China choking on its own tainted goods”, AT, 10.10.2007.
18 “Zhengfu gongzuo baogao”, 2008, op.cit..
19 Il tasso di crescita è stato esattamente del 10,7% nel 2006 e dell’11,4% nel 2007. Si veda a tal proposito, “China’s GDP grows 11.4 percent in 2007”, Xinhua, internet ed., 24.1.2008..
20 Si veda nella sezione documenti di questo numero la traduzione “L’esplosione dell’economia e l’arretratezza dell’istruzione” (Jingji baofa yu jiaoyu luohou), Kaifang Zazhi, dicembre 2007 (<http://www.open.com.hk/0712p25.html>). .
21 “Budget boost for welfare, health, education”, Agence France-Presse, internet ed., 5.3. 2008..
22 Solo al 2005 risale il primo documento ufficiale di programmazione economica in cui viene dato ampio risalto ai problemi dell’impatto dello sviluppo economico sull’ambiente; si tratta del documento ufficiale del 5° Plenum del XVI Comitato centrale del Pcc, che si è svolto a ottobre 2005, i “Suggerimenti del Comitato centrale del Pcc per l’elaborazione dell’11° programma quinquennale” (“Zhonggong Zhongyang guanyu zhiding di-shiyi wu guihua de jianyi”, RmRb, 19.10.2005)..
23 Wen Jiabao, “Zhengfu gongzuo baogao - 2007nian 3yue 5ri zai Di-shijie Quanguo Renmin daibiao dahui wuci huiyi shang” (Rapporto sull’attività di governo alla 5° Sessione della X legislatura dell’Assemblea nazionale del popolo, 5.3.2007), RmRb, 18.3.2007..
24 Antoaneta Bezlova, “China: Sustainable Development Gets Priority”, AT, 7.3.2007.
25 Jim Yardley, “China to streamline government into ‘super ministries’”, International Herald Tribune, internet ed., 11.3.08..
26 Si veda, Alessandra C. Lavagnino, “La riforma della pubblica amministrazione nella Cina del nuovo millennio”, in Conoscere la Cina, Atti del Convegno, a cura di Lionello Lanciotti, Edizioni Fondazione Giovanni Agnelli, Torino, 2000, pp. 85-105..
27 State Environmental Protection Administration, Zhonghua Renmin Gongheguo Huangjing Zongju (<http://en.wikipedia.org/wiki/State_Environmental_Protection_Administration/>) .
28 Il Ministero dell’industria e dell’informazione integra le funzioni della Commissione per la scienza, la tecnologia, l’industria e la difesa nazionale, quelle del precedente Ministero dell’industria e quelle dell’Ufficio informazione del Consiglio degli affari di Stato..
29 Il Ministero dei trasporti sostituisce il Ministero delle comunicazioni e l’Amministrazione generale dell’Aviazione civile..
30 Il Ministero delle risorse umane e della sicurezza sociale combina le funzioni del Ministero del personale, di quello del lavoro e della sicurezza sociale e dell’Ufficio statale dei funzionari pubblici..
31 “The Third Environmental Economic Policy - Guide to Green Securities-Unveiled”, su <http://english.sepa.gov.cn/News_service/news_release/200803/t20080319_119454.htm> , accesso del 25.2.08; “China’s environment going backwards”, su <http://chinaandtheworld.blogspot.com/2007/07/chinas-environment-going-backwards-pan.html> , accesso del 4.7.2007; “The rich consume and the poor suffer the pollution”, su http://www.chinadialogue.net/article/showsingle/en/493--The-rich-consume-and-the-poor-suffer-the-pollution-  , accesso del 27.10.2006..
32 Si tratta di Du Gangjian Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Shantou, di Liu Xutao, docente della Scuola nazionale della Pubblica amministrazione e di Mao Shoulong, docente all’Università Renmin. Si veda la nota successiva..
33 “Da bu zhi: cong xingzheng minzhu zouxiang zhengzhi minzhu” (Il sistema dei super-ministeri: da una democrazia amministrativa verso una democrazia politica), Xin Jing Bao, internet ed., 11.3.08..
34 Ng Tze-wei, “Court and prosecution chiefs draw the ire of deputies again”, SCMP, 19.3.08.
35 Nailene Chou Wiest, Josephine Ma, “Constitutional amendments are given the seal of approval”, SCMP, 15.3.2004.

 

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