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INDICE>MONDO CINESE>INVESTIRE IN CINA>TRADIZIONE E INNOVAZIONE NELLA CIVILT└ CINESE

Il VII Convegno Nazionale 
dell'Associazione Italiana per gli Studi Cinesi (A.I.S.C.):
"Tradizione e innovazione nella civiltÓ cinese"
(Milano, 30.9-2.10 1999)

di Flavia Solieri

Il Centro Studi per i Popoli Extraeuropei "Cesare Bonacossa" dell'UniversitÓ di Pavia ha ospitato, dal 27 al 29 settembre 1999, un convegno internazionale che ha riunito per la prima volta studiosi e specialisti dell'Asia provenienti da diversi centri di ricerca dei paesi dell'Europa Meridionale, quali Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia. Durante l'incontro, organizzato da Enrica Collotti Pischel, Marco Mozzati e Giorgio Borsa, sono stati discussi i vari contributi che hanno trattato gli aspetti storico-istituzionali, economici, giuridici e culturali delle diverse societÓ asiatiche in relazione all'incontro-scontro con l'Occidente.
Enrica Colotti-Pischel, dell'UniversitÓ Statale di Milano, ha affrontato il tema della nascita del nazionalismo di tipo moderno in Asia, a partire dalla fine del XIX secolo, in una prospettiva comparata, con particolare attenzione alle condizioni peculiari della Cina, del Giappone, dell'India e dell'Indonesia. Il perdurare, fino ai nostri giorni, dell'influenza della dominazione spagnola sul tessuto sociale e linguistico delle Filippine Ŕ stato, invece, analizzato da Charles Macdonald, dell'UniversitÓ di Marsiglia. Guido Samarani, dell'UniversitÓ "Ca' Foscari" di Venezia, ha, poi, esaminato l'influenza occidentale sul governo di Nanchino, alla luce dei rapporti tra l'Italia fascista e il regime di Chiang Kai-shek e dei risultati della missione effettuata in Cina da De Stefani nel 1937. In campo letterario ed artistico, Alain Guillemin e Chantal Zheng, dell'UniversitÓ di Marsiglia, hanno trattato, rispettivamente, delle influenze cinesi e francesi sulla letteratura vietnamita contemporanea e delle peculiaritÓ dell'architettura coloniale di Taiwan.
Di particolare attualitÓ sono stati gli interventi riguardanti le condizioni economiche e sociali della Cina contemporanea e dei paesi dell'Asia sud-orientale: Maria Weber e Carlo Filippini, dell'UniversitÓ Bocconi di Milano, hanno analizzato, rispettivamente, le prospettive dell'economia cinese in relazione alla crisi asiatica del '97 e il contesto istituzionale e politico di tale crisi nei diversi paesi del sud-est asiatico. Nella stessa area, il panorama degli investimenti europei, a partire dal '97, Ŕ stato illustrato da Corrado Molteni, dell'UniversitÓ Statale di Milano. Renzo Cavalieri, dell'UniversitÓ di Pavia, ha, invece, delineato le riforme in campo legislativo in Cina negli anni '80 e '90 e Plamen Tonchev, dell'Istituto per i Rapporti Economici Internazionali di Atene, ha esaminato il concetto di "Grande Cina" dal punto di vista sia economico che culturale.
All'interessante discussione che Ŕ seguita al termine delle diverse relazioni hanno partecipato, inoltre, Marco Mozzati, Alessandra Lavagnino, Lina Tamburrino, Francesco Montessoro, Chiara Betta, Mireille de Gouville, Elena Dell'Agnese, Antonio Serra, Cesar de Prado, Claire Dodane e chi scrive.
L'ultima giornata dei lavori Ŕ stata dedicata a un progetto particolarmente interessante, la costituzione di un polo di integrazione tra le istituzioni accademiche e i centri di ricerca sull'Asia in Italia, Francia meridionale, Spagna, Portogallo e Grecia. Tale proposta era stata avanzata giÓ nel '97 da Enrica Collotti Pischel e Charles Macdonald, entrambi membri dell'Asia Committee of the European Science Foundation (E.S.E), i quali avevano riscontrato il buon livello di integrazione giÓ esistente tra i centri di ricerca del nord-Europa, quali la S.O.A.S. di Londra, l'I.I.A.S. di Leiden, il N.I.A.S. di Copenhagen e l'E.F.E.O. di Parigi. Successivamente, nel gennaio '98, in un incontro organizzato a Aix-en-Provence, fu deciso di costituire un network che permettesse l'identificazione e l'integrazione sia delle istituzioni e dei centri operanti nell'Europa meridionale che delle loro risorse, quali biblioteche ed archivi. Non pochi problemi organizzativi hanno, per˛, fatto in modo che la nascita ufficiale del S.E.N.A.S. (South European Network of Asian Studies) fosse rimandata alla riunione di Pavia.
Tale struttura accoglie istituzioni e centri di ricerca interessati al periodo contemporaneo e moderno della storia e delle scienze sociali dell'Asia centrale, orientale, sudorientale e dell'India, ma non del Medio e Vicino Oriente. Il S.E.N.A.S. si propone, oltre che di identificare studiosi e istituzioni e di favorire gli scambi scientifici tra essi, di costruire una propria pagina web, di pubblicare una newsletter due volte l'anno e di organizzare un incontro annuale tra i propri membri. Ad esso Ŕ stata fornita un'organizzazione informale, con una Segreteria diretta da Charles Macdonald e da un Comitato di Segreteria composto dai responsabili di ciascuno dei cinque paesi rappresentati.
All'iniziativa hanno aderito le seguenti istituzioni: UniversitÓ Statale di Milano, UniversitÓ di Pavia e Centro "Cesare Bonacossa", UniversitÓ Bocconi di Milano, UniversitÓ "Ca' Foscari" e Centro "Marco Polo" di Venezia, UniversitÓ Cattolica di Milano, UniversitÓ "La Sapienza" di Roma, UniversitÓ "Federico II" di Napoli, UniversitÚ de Provence - Institut de Recherche sur le Sud-Est Asiatique di Marsiglia-Aix, Institut d'Asie Orientale di Lione, UniversitÚ Paul Valery di Nimes, Universidad Complutence di Madrid, Unidade de Estudos Asiaticos di Lisbona, Institute of International Economic Relations di Atene, John Hopkins University di Atene. Infine, Ŕ stato deciso che nuovi centri e istituzioni potranno aderire al network attraverso la presentazione di almeno due tra i membri fondatori.

MONDO CINESE N. 103, GENNAIO 2000

 

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