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"CINELINGUE" NEL CINEMA CINESE

La parola nei film, tra realtà storica e invenzione

Milano, 8-9 maggio 2012

Dagli anni Trenta in poi, il linguaggio cinematografico, cioè il sistema espressivo proprio del cinema, ha dovuto quasi costantemente fare i conti con la parola umana e, quindi, con la lingua. La realtà linguistica diventa così uno degli aspetti della mise en scène, come la sceneggiatura o la fotografia, di fronte a cui ogni regista è chiamato a prendere una posizione. La lingua del cinema, infatti, non coincide necessariamente con la vera lingua parlata in un determinato momento storico.

A questo si riferisce Marie-Pierre Duhamel, critica, curatrice e insegnante indipendente di cinema, membro del Comitato di selezione della Mostra del Cinema di Venezia, quando parla di “cinelingue”: quelle lingue, a volte inesistenti, che sono proprie dell’operazione artistica del cinema.

Le “cinelingue” e il linguaggio del cinema, in particolare nella produzione cinese, saranno i temi al centro di due seminari e di una serata organizzati dall’Istituto Confucio, in collaborazione con gli insegnamenti di Lingua e Cultura cinese del corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale dell’Università degli Studi di Milano, martedì 8 e mercoledì 9 maggio a Milano. Un modo per leggere e rileggere l’evoluzione del cinema cinese in particolare, ma anche per scoprire le potenzialità e le implicazioni del linguaggio parlato nella rappresentazione cinematografica in generale, attraverso l’analisi di estratti di film.

Martedì 8 maggio alle 10.30 nell’aula T10 del Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano (piazza Montanelli 1, Sesto San Giovanni, Mi - MM1 Sesto Marelli) Duhamel parlerà delle “Lingue della storia della Cina”, mostrando come l’eterna bellezza di alcuni film non cancelli la storicità del singolo lungometraggio, storicità che non solo si riconosce nelle immagini, ma si sente anche “linguisticamente”. Nel corso dell’incontro la studiosa esplorerà il tema con esempi presi dal cinema cinese degli anni Trenta, Cinquanta, Sessanta e degli anni più recenti.

La stessa sera, alle 18, presso il negozio civico “ChiAmaMilano” (http://www.chiamamilano.it/cgi-bin/testo2.pl?pmid=21&pos=5, Largo Corsia dei Servi 11, Milano, MM1 Duomo/San Babila) Duhamel si concentrerà sulle “Cinelingue del cinema cinese”. Attraverso la visione di estratti di film della storia del cinema, si prenderanno in esame le modalità con cui nascono le “lingue” del grande schermo, spesso frutto dell’invenzione, e si analizzeranno in particolare alcuni casi cinesi.

A chiudere il percorso sarà l’appuntamento di mercoledì 9 maggio alle 10.30 (in aula T4, sempre al Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano), in cui la studiosa francese metterà in luce la diversità linguistica riscontrabile nel cinema cinese a seconda dei generi a cui i film appartengono. Al centro della riflessione sarà quindi l'uso del putonghua, dei dialetti e degli accenti; la preferenza di una lingua "antica" nei film di argomento storico, di una “lingua della malavita" nei gialli di Hong Kong, di una lingua "tecnica" dei film di arti marziali e lingua "realista" dei film di argomento contemporaneo

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero.

Marie-Pierre Duhamel, laureata in storia e sinologia delle università di Parigi, Shenyang e Nanchino, è critica, programmatrice e insegnante di cinema. Dal 2008 è membro del comitato di selezione della Mostra del cinema della Biennale di Venezia.

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Per ulteriori informazioni: Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, tel. 02.50321675 (lunedì – venerdì, dalle 10.00 alle 15.00), info.confucio@unimi.it, www.istitutoconfucio.unimi.it.

Contatto stampa: Emma Lupano, 335.7835402, emma.lupano@unimi.it

 

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