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LA PICCOLA AIKO, RAGAZZA AMORE,
POTRÀ DIVENTARE IMPERATRICE DEL GIAPPONE?
ovvero può una donna diventare imperatrice?

Per dare una risposta dobbiamo fare un viaggio nel tempo e analizzare la storia dell'impero del Sol Levante dalle sue origini ai giorni nostri.
Il primo imperatore secondo le antiche cronache e gli annali del Giappone, Kojiki e Nihon shoki, fu probabilmente Jimmu vissuto intorno al 660 a.C. Tuttavia il dato non è certo in quanto Kojiki e Nihon shoki sono racconti leggendari e furono fissati per iscritto solo dopo l'8° secolo. Alcune fonti riportano che il 10° imperatore, Sujin, fosse con buona probabilità il primo imperatore storico, ma fu proprio col regno della prima imperatrice Suiko, 33° imperatore (r. 593-628), che si ebbero le prime vere testimonianze scritte che stabilirono la nascita della linea imperiale e fu durante tale periodo che l'erede maschio venne riconosciuto come principe imperiale e perciò futuro imperatore.
Ma come non è chiara l'origine del popolo giapponese o come il Giappone si sia formato come nazione, così pure l'origine della linea imperiale non è nota con certezza e si formulano molte ipotesi: quella che Himiko dello stato Yamatai fosse il diretto antenato dell'imperatore o che l'imperatore fosse discendente di uno stato rivale di Yamatai, Kunakoku, oppure ancora che l'imperatore fosse il discendente di un clan potente della regione Yamato. Ora, nonostante diverse altre teorie, ciò che sembra essere più probabile è che la linea imperiale sia discesa da un potente clan che alla fine si affermò alla corte Yamato in seguito ad una lotta di potere tra varie potenti organizzazioni claniche.

Ma quanti furono gli imperatori giapponesi? Naturalmente è impossibile saperlo con certezza storica, ma, se iniziamo con l'imperatore Jimmu, l'attuale imperatore dovrebbe essere il 125°. La prima imperatrice come già detto fu Suiko e quella più recente è stata Go-Sakuramachi (1762-70).
La linea imperiale è determinata da un sistema ereditario in cui i discendenti maschi succedono al trono; peraltro, in pochi casi, quando colui che muore non lascia eredi maschi, diventa imperatrice la principessa imperiale.
Prima della nascita di Aiko (figlia di Naruhito e Masako), avvenuta il 1° dicembre 2001, la linea di successione al trono si presentava nell'ordine: il principe della corona Naruhito, il principe Akishino, seguito dal principe Hitachi (fratello dell'imperatore Heisei) e dal principe Mikasa (fratello dell'imperatore Showa - Hirohito) e, nel caso che nessuno di loro avesse discendenti maschi, si apriva la possibilità di avere un'imperatrice o una principessa al trono e quindi ora che è nata la figlia dell'imperatore in carica, la principessina ha buone possibilità di essere una futura imperatrice.
Ai nostri giorni chi può essere considerato membro della famiglia imperiale? Oltre all'imperatore e all'imperatrice, tutti coloro che hanno il titolo di miya (principe o principessa) e quindi: i principi della corona (Naruhito e Masako), il principe Akishino (secondogenito di Heisei) con la consorte e le due figlie, la principessa Nori (terzogenita di Heisei), il principe e la principessa Hitachi, il principe Mikasa (fratello di Hirohito) e consorte, la moglie del principe Takamatsu (fratello di Hirohito), i figli del principe Mikasa (Tomohito, Katsura e Takamado, le loro consorti e i loro figli). È bene ricordare che secondo la legge della Casa Imperiale del 1947 le principesse perdono il loro rango e status con il matrimonio se non è avvenuto all'interno della famiglia imperiale.

Lo status, i diritti e le responsabilità della famiglia imperiale sono stabiliti da un'apposita legge della Casa Imperiale, ma gli appartenenti a tale famiglia sono pure soggetti alle stesse leggi che governano i comuni cittadini con la sola differenza che per loro non vi è anagrafe e che non viene richiesto un cognome: infatti la famiglia imperiale non utilizza cognome. L'imperatore è semplicemente chiamato per nome (Akihito) e ovviamente anche il principe imperiale, Naruhito; sua moglie, Owada Masako, da quando è diventata principessa della corona si chiama semplicemente Masako: questo perché il titolo di appartenenza alla famiglia imperiale funge da cognome.
Ma chi è oggi l'imperatore? Con la sconfitta del Giappone nella guerra del Pacifico del '45 lo status dell'imperatore fu sottoposto ad un drastico cambiamento. La nuova Costituzione trasformò l'imperatore da Capo dello Stato a semplice Simbolo dello Stato. La persona che si trovò al centro di tale profonda trasformazione fu l'imperatore Showa, padre dell'imperatore Akihito e nonno di Naruhito. 
Akihito alla fine della guerra del Pacifico aveva 11 anni e mentre veniva introdotta la democrazia in Giappone sotto l'occupazione americana, diversamente a quanto accadeva agli imperatori del passato, gli venne data una nuova educazione che comprendeva anche la presenza di un tutor inglese controllato da un istruttore americano, la signora Elisabeth Vining, venuta dagli Stati Uniti.
Si verificò anche una rottura della tradizione quando una persona estranea alla famiglia imperiale divenne principessa della corona. E fu ancora più clamoroso il fatto che tale donna fosse stata incontrata dal principe della corona durante un torneo di tennis a Karuizawa. 

Come si determina il nome dell'era? Da tempo remoto il nome dell'era veniva cambiato non solo a seguito dell'insediamento del nuovo imperatore dopo la morte del precedente, ma poteva essere cambiato anche durante il regno di un imperatore per ragioni particolari come quelle di ordine scaramantico per respingere disastri naturali o a seguito della successione di un nuovo Shogun al governo del Bakufu (o shogunato). Tuttavia con l'inizio dell'era Meiji (1867), si stabilì che ogni era avrebbe avuto inizio dal momento dell' insediamento dell'imperatore e sarebbe continuata fino alla sua morte. Nella Costituzione giapponese promulgata il 3 maggio 1947, l'imperatore divenne semplice Simbolo dello Stato, pur non modificando le prerogative relative al prestigio imperiale. Il nome dell'era anche oggi è legato alla durata del suo regno, anche se oggi non è più solo l'imperatore a deciderne il nome poiché in tale scelta interviene anche il suo Gabinetto. Tra le proposte dei vari componenti se ne sceglie una, quella ritenuta più adatta al periodo e più di buon augurio. Il nome dell'era Heisei è stato il primo scelto con questo nuovo sistema.
Come già detto, a seguito dell'introduzione della Costituzione il ruolo dell'imperatore venne completamente trasformato. La sovranità e la divinità dell'imperatore, che si erano rafforzate durante l'era Meiji, furono abolite e ad esso vennero conferiti poteri strettamente prestabiliti e approvati dal Gabinetto, tra cui quelli riguardanti lo svolgimento delle cerimonie che segnano la nomina del Primo Ministro e del Giudice Capo della Corte Suprema, quelle che aprono e chiudono le sessioni della Dieta e la promulgazione delle nuove leggi.
A tali funzioni si aggiunge il compito di armonizzare le relazioni tra il Giappone e gli altri Paesi, e quello di rappresentanza come il sovrintendere alle cerimonie di Stato di benvenuto verso i capi di stato stranieri e scambiare visite diplomatiche. 
Questo nuovo ruolo dell'imperatore, di immagine simbolo della Cultura e della Tradizione del Giappone, è sicuramente più confacente ad una figura femminile e quindi si aggiunge una ragione in più per vedere Aiko quale futura imperatrice. 

Verbena Fusaro


Frammenti d'Oriente, settembre 2002

 

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