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Tabacchiere: tabacchiere a flacone o "Snuff Bottles"

Diverse dalle tabacchiere europee, le affascinanti fialette cinesi, le tabacchiere a flacone o "snuff bottles" come le chiamano gli inglesi, realizzate in moltissimi modi e secondo molteplici tecniche, sono conosciute molto bene da tutti, e attualmente sono oggetto di una vera a propria passione universale (1). I prezzi di queste miniature salgono alle stelle e tuttavia questi minuscoli oggetti non sono mai molto antichi, né presentano una particolare perfezione artistica; ma affascinano a causa della loro dimensione, del materiale, della forma e per la raffinatezza della decorazione.

La moda della tabacchiere

Queste fiale erano destinate a contenere tabacco da fiuto polverizzato. Un tempo, la polvere di tabacco era aromatizzata con polvere di menta, di canfora, di gelsomino o di altre piante (e fiori). In Cina si estraeva dalla fiala questa fine mistura per mezzo della spatola che di solito era nascosta nel contenitore a fissata alla parte inferiore del tappo. Spesso quest'ultimo era intagliato in un materiale diverso da quello della bottiglietta.
Tra due dita si stringeva una presa di polvere che veniva poi inspirata. Quest'uso venne introdotto in Cina dai mancesi verso la metà del XVII secolo. Sarà adottato all'interno della cinta del Palazzo Imperiale soltanto verso il 1680, quando l'imperatore Kangxi (1662-1722) prenderà l'abitudine di "fiutare" tabacco.
La corte lo seguirà, poi la capitale e infine tutto l'Impero. Per un secolo, dal 1680 al 1780, le botteghe del quartiere artigianale del Palazzo - ci furono fino a 250 sale destinate alla loco fabbricazione! - produssero fiale di una raffinatezza estrema. Per qualche decennio furono l'articolo da regalo o la classica gratifica, l'equivalente della scatola di cioccolatini dei giorni nostri.
Dopo Qianlong (1736-1795), le botteghe di palazzo andarono a rotoli e l'ultima fra loro fu distrutta nel 1869. Ma la moda aveva già raggiunto le province dell'Impero, dove ormai ne venivano prodotte di vetro a di ceramica. Le più pregiate, del resto, erano quelle intagliate in pietre semipreziose, giada, corniola ecc., come si vedrà. Poi, alla fine del XIX secolo, si iniziò a dipingerle all'interno. Nuova prodezza tecnica, tra le tante altre tipiche di questa produzione. Così, verso il 1900, ne venivano create ovunque a in tutti i materiali.
Sappiamo che il papa stesso, nel 1730, aveva offerto delle preziose tabacchiere (ma del "tipo a scatola", europeo) al sovrano Yongzheng e che il grande Qianlong, soggetto a emicranie e a sinusiti, si era convinto del fatto che fiutare tabacco alleviasse i suoi dolori. Da questo fatto si ebbe un ritorno di moda della polvere miracolosa, nell'Impero, e ormai ognuno "se ne faceva" una fiutatina.
Inoltre, per più di un secolo a mezzo, questa moda comportò la produzione di un'incredibile quantità di queste piccole e affascinanti bottiglie, oggi assiduamente ricercate dai collezionisti. Poi, tra il 1910 a 1950, guerra, tumulti a disordini, ne fecero scomparire la fabbricazione.
Dopo la "Liberazione", la moda è ripresa, naturalmente destinata soltanto agli appassionati a ai nuovi collezionisti, dato che l'uso di fiutare tabacco è praticamente scomparso a che i "veri" o vecchi appassionati le disdegnano, giudicandole troppo recenti e stereotipate. Questi ultimi si interessano quasi esclusivamente alla produzione degli anni 1680-1910. Anche gli esemplari degli anni 1650-1680, sebbene anteriori - e spesso in rame e in bronzo - sembrano meno raffinati ai loro occhi, perché destinati ai rudi cavalieri mancesi che in quell'epoca si stavano stabilendo da padroni in tutto l'Impero.

Una varietà inesauribile

Per cantarne lo splendido fascino, e con il rischio di ricordare le poesie-catalogo di Prévert, citiamo alcune delle forme e dei materiali, anche se saremo sempre ben lungi dall'aver esaurito l'argomento. Quanto ai nuovi appassionati, possiamo dir loro che le pietre dure sono più ricercate delle porcellane, e i flaconi grandi sono più apprezzati dei piccoli. Le forme possono richiamare animali (tartarughe, cicale, orsi...), frutti (zucca, coccole, pere, limoni digitati, detti "mano di Buddha" ecc.), uova, sassi. Alcune hanno la forma di piccoli personaggi umani.
Quanto ai materiali, citiamo, in ordine sparso, la giada (giadeite e nefrite), la corniola, il lapislazzuli, il turchese, l'avorio, il corno di rinoceronte e il becco di calao (estremamente ricercate), l'ambra, il corallo, la madreperla, l'osso di tartaruga, le lacche (rossa e nera), il vetro (di Pechino e Overlay, cioè con l'intervento di strati di vari colori), il cristallo di rocca, lo smalto cloisonné, il guscio di noce di cocco, il nodo del bambù, il metallo (rame e bronzo), e infine la ceramica, bianca, "Blu e bianca" ecc. In breve, una varietà infinita che si ritrova anche nelle tecniche utilizzate: fine scultura, incisione, laccatura, smaltatura, pittura...
A proposito di pittura, abbiamo detto che alla fine del secolo scorso era comparso il modello ornato con una miniatura dipinta all'interno del flacone! Si può immaginare la destrezza e il virtuosismo dell'artista che lavorava con pennelli che finivano a gomito da una estremità. È una tecnica sbalorditiva; facendo scivolare il pennello intinto nel colore attraverso un collo delle dimensioni di un pisello si realizzano sulle pareti interne della bottiglia, con una minuzia sorprendente e in un formato da francobollo, paesaggi o scene animate che illustrano favole o episodi storici. Esemplari che andranno indubbiamente a ruba a che si venderanno a peso d'oro tra qualche... decennio, dato che attualmente vengono ignorati dagli appassionati.

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( 1 ) Negli Stati Uniti o nel nostro Vecchio Mondo si creano club di collezionisti, e si moltiplicano le riviste specializzate

Frammenti d'Oriente, settembre 2004

 

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