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Ai quattro angoli della Cina
LE TRE GOLE 
Gesta, racconti & leggende 

 

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Quando il turista si imbarca a Chongqing per andare ad ammirare l’unica e solenne bellezza delle Tre Gole, 
è ben lontano dal supporre sino a che punto questo luogo meraviglioso 
sia impregnato di storia e di leggenda.

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 In questi luoghi vissero e lottarono valorosamente dei principi e dei generali famosi, soprattutto all’epoca dei Tre Regni (220-280 d.C.), eroi che il popolo cinese onora ancora dopo più di venti secoli.

Dopo alcune ore di navigazione da Chongqing, sulla riva destra ecco Fuling, importante capoluogo di distretto, che, già 2 000 anni fa, era il centro politico dello Stato di Ba. Qui esiste ancora un mausoleo degli antenati della famiglia imperiale, da cui deriva il nome della città: Fu, del fiume Fushui che la bagna, e Ling, che significa tomba.

Una cinquantina di chilometri più lontano ecco apparire Fengdu, sulla riva sinistra, che trae il suo nome dalla diga Fengwen e dal monte Pingdu, famoso per le fantastiche sculture demoniache dei suoi templi d’epoca Tang (618-907). Ancora 70 km e, sempre sulla riva sinistra, si vede sorgere Zhongxian, famosa per i suoi prodotti in bambù e conosciuta storicamente perché a nord della città si erge la “Sala dei Quattro Uomini virtuosi”, costruita sotto i Tang in memoria di quattro personaggi eminenti dell’antica Cina: Bai Juyi, Lin Yan, Li Jifu e Lu Zhi. Inoltre si trova anche il tempio in onore di Bai Juyi, grande poeta dell’epoca Tang .  

Un po’ più lontano, ma ancora nel distretto di Zhongxian, si trova Shibaozhai, la prima gemma di architettura cinese che si incontra andando verso valle. Il suo nome significa “Fortezza del Tesoro di Pietra”, è una roccia alta 30 m sulla cui sommità fu costruito, sotto il regno dell’imperatore Qianlong (1736-1797) dei Qing, un tempio chiamato Lantuodian. Per facilitare l’accesso a questo tempio “sospeso”, sotto l’imperatore Jiaqing (1797-1821) si costruì un padiglione in legno, a forma di pagoda, di 11 piani, incastrato nella roccia: così, salendo la scala elicoidale all’interno della pagoda, si poteva accedere agevolmente al tempio Lantuodian. Da questo tempio si gioisce di una vista meravigliosa sul fiume e sulle montagne.  

Durante la notte, il battello fa scalo a Wanxian, importante prefettura di 350.000 abitanti, a 330 km da Chongqing. Questa città, fondata più di 2000 anni fa, si chiamava, prima degli Han (206 a.C.-280 d.C.), Wanzhou. Sotto gli Han Occidentali (25-220 d.C) il suo nome fu cambiato in Nanpu e non divenne Wanxian che sotto i Qing (1644-1911). È una bella città aggrappata ad una montagna scoscesa, con un porto molto importante e un’industria abbastanza sviluppata (con oltre 200 fabbriche). Ad ovest della città la scogliera Tai Bai si infiamma magnificamente al tramonto, mentre a nord si innalzano le scarpate dei Monti Tiancheng, dove, all’epoca dei Tre Regni (220-280) Liu Bei, allora re di Shu, stazionò le sue truppe: da qui l’altro suo nome di “Città dell’Imperatore”. A ovest della città, nascosto tra le “Colline dell’Ovest”, sulla scogliera, c’è un tempio antico, in cui visse per un certo tempo il grande poeta dell’epoca Tang Li Bai, da cui deriva il nome della scogliera Tai Bai. Nella parte alta della città si tiene una caratteristica “Fiera notturna del vimini”, notturna perché i visitatori sono soprattutto i viaggiatori dei battelli, che vi fanno scalo durante la notte. È a partire da Wanxian che inizia lo spettacolo delle Tre Gole.

In effetti queste si trovano alla fine del corso superiore del Grande Fiume, il Changjiang (Yangtse), che, dalla sua sorgente sul Monte Geladandong, nel massiccio del Tanggula, svolge i suoi 6340 km fino al Mare della Cina Orientale. Tra il Bacino fertile del Sichuan e le vaste pianure orientali, si innalza la possente barriera dei Monti Tapa (Da Ba Shan), attraverso i quali il Grande Fiume deve aprirsi un passaggio attraverso le famose Tre Gole. In epoche geologiche remote, questa regione era una vasta distesa d’acqua, contornata da due catene di montagne separate da un migliaio di metri. Circa 70 milioni di anni fa, il corrugamento terrestre, conosciuto con il nome di “Movimento della crosta di Yan Sha”, spinse le due catene l’una contro l’altra; nel corso dei milioni d’anni che seguirono, l’erosione fece il resto, dando così origine alle Gole. Il loro paesaggio non è monotono: a volte strettissime, bordate da muraglie di roccia scoscese, a volte si allargano in vallate, occupate da piccoli villaggi e da campi terrazzati, dei quali alcuni sono a più di 300 m dal livello del fiume; le Tre Gole serpeggiano attraverso il selvaggio massiccio dei Monti Tapa.

La prima gola, Qutang Xia, tra Baidicheng e Daixizhen, è la più corta (8 km) ma anche la più impressionante. All’entrata, due scogliere innalzano le loro pareti verticali, una di fronte all’altra, simili a un’immensa porta: da qui il loro nome di Kuimen, Porta Kui. Più avanti, sono numerosissime le pareti a picco che si ergono sui due bordi.

La seconda, Wu Xia, si snoda per 44 km da Wushan a Guandukou, e, nella sua prima metà, si possono ammirare 12 magnifici picchi, 6 per lato, tra cui il famoso “Picco della Dea”, a sinistra.

La terza, Xiling Xia, la più lunga, svolge i suoi 75 km tra Jiangxi e Nanjinguan; è molto conosciuta e temuta dai navigatori per i suoi pericolosi scogli e i suoi numerosi bassifondi.

Il battello lascia Wanxian molto presto, il mattino, e ciò permette di raggiungere, fin dalle prime ore dell’alba, le famose Gole. Appena iniziata la navigazione ecco Yunyang, situata sulla riva sinistra a nord del fiume, bene esposta al sole del Mezzogiorno. Di fronte a Yunyang, sulla riva opposta, si trova il Tempio Zhangwang, costruito sotto i Song Settentrionali (960-1127) in memoria del generale Zhang Fei, uno dei tre “Fratelli Giurati” (gli altri due erano  Liu Bei e Guang Yu) le cui gesta sono narrate in lungo e in largo nel famoso “Romanzo dei Tre Regni”. Zhang Fei venne assassinato qui da due ufficiali ribelli.

Poco prima di giungere alla prima gola, Qutang Xia, il battello accosta a Fengjie. Questa città, di quasi 3000 anni, fu così chiamata sotto i Tang. Il suo nome originario era Yufu, che divenne Kuifu perché fu capitale dello stato di Kui durante il periodo delle Primavere e degli Autunni e quello dei Regni Combattenti (722-221 a.C.). Ancora oggi la città conserva le sue alte mura e la sua imponente porta d’entrata, dall’alto dell’impressionante e ripida scala d’accesso. Vicino alla città c’è ancora una vecchia capanna  in cui visse, all’epoca Tang, il grande poeta Du Fu.

Un chilometro a est di Fengjie si trova un bassofondo, di un migliaio di metri di lunghezza per alcune centinaia di larghezza, chiamato Chenyanqi. Un tempo, durante la stagione di magra, da questo bassofondo emergevano dei pezzi di pietra, le rovine di Bazhentu. Quando Zhuge Liang (220-265 d.C.), il più grande stratega del Periodo dei Tre Regni, invase il Sichuan, costruì su questo banco 64 fortini in pietra (cumuli di pietre alti un metro e mezzo), disposti in quadrato, otto file di otto. Il suo avversario, Lu Xun, che comandava le forze fluviali del Regno di Wu, riportò la vittoria. Ma Zhuge Liang, prevedendo questa eventualità, aveva fatto costruire i 64 fortini proprio per bloccare l’avanzata dell’armata di Wu. In effetti, nel suo accanito inseguimento, l’armata di Lu Xun si frantumò contro i fortini ed evitò di poco il disastro totale. Questo famoso fatto d’arme è evocato in un celebre poema di Du Fu.

Sempre nei dintorni, esattamente a 2 km dal bassofondo di Bazhentu, si erge la Città dell’Imperatore Bianco, Baidicheng. Questo luogo è molto conosciuto nella storia delle Tre Gole: è qui, nel pieno della Gola Qutang, che l’armata di Lu Xun mise in rotta le truppe di Zhuge Liang, di cui si è parlato poco sopra.

Prima degli Han Occidentali (206 a.C.-24 d.C.), il luogo si chiamava Yufu (l’attuale Fengjie). Quando Wang Mang usurpò il potere (9 d.C.), un certo Gong Xunshu si autonominò Governatore generale di Shu e stabilì la sua capitale dapprima a Chengdu e poi a Yufu. Qui si proclamò Baidi, Imperatore Bianco e chiamò il luogo Baidicheng, Città dell’Imperatore Bianco. Baidi venne poi ucciso in combattimento da Guan Yu, uno dei due fratelli giurati di Liu Bei.

Non lontano da Baidicheng, all’entrata della Qutang Xia, sulla riva sinistra, si possono scorgere su una falesia bruna diverse fenditure di mezzo metro di larghezza per più di 10 metri di lunghezza, che da lontano le danno l’aspetto di un mantice, da cui il nome di Fengxiang, appunto mantice. Sembra che in tempi molto antichi le popolazioni locali sistemassero le bare dei loro defunti in queste grotte di montagna. Effettivamente sono stati scoperti i resti di nove bare risalenti al Periodo dei Regni Combattenti (475-221 a.C.).

Dopo una trentina di chilometri si arriva a Wushan, all’entrata della seconda gola, Wu Xia. Anticamente questa cittadina della riva sinistra si chiamava Jianping, mentre il suo nome attuale le deriva da Wu Xian, un medico di successo alla corte imperiale dei Tang, che fu sepolto sul Monte Nanling, davanti a Wushan sulla sponda opposta del fiume. Nel primo secolo d.C. la fede buddhista aveva raggiunto la Cina e molti templi furono costruiti qui per un certo periodo dopo la dinastia Han. Sebbene quasi tutti i templi siano stati distrutti con il passare del tempo, si può visitare, tempo permettendo, il Monte Gaoqiu, a nordovest della città. Questo era il sito del palazzo del Re di Chu e del tempio Gaotang, costruito per ricordare la Fata Yao Ji e l’Imperatore Da Yu (il Grande Yu), “Colui che controllava i Fiumi”. Secondo la leggenda taoista, era qui che il Grande Yu si accampò mentre tagliava le Tre Gole del Fiume Yangtse.

Dopo Wushan il fiume raggiunge l’entrata della seconda gola, Wu Xia. Le scogliere sono così a picco che si dice che il sole vi penetri raramente. Il battello oltrepassa, sulla sponda sud, la “Gola dell’Elmo d’Oro e della Corazza d’argento” (Jinkuang Yinjia Xia), così chiamata perché ricorda, si dice, l’armatura d’argento di un guerriero coronata da un elmo rotondo dorato.

Sul magnifico sfondo del panorama della prima metà della Gola Wuxia, si staccano i famosi dodici picchi dai nomi poetici ed evocatori: Picco del Sacro Balzo, Picco degli Immortali, Picco della Pigna, Picco della Dea, Picco dell’Aurora, Picco del Drago, Picco delle Gru, Picco del Paravento di Smeraldo, Picco della Fenice che Vola, Picco del Puro Altare, Picco che si Affaccia sulle Nuvole, Picco che si Eleva. Sei di questi picchi sorgono a sinistra e sei a destra. Il più famoso di questi picchi è certamente il Picco della Dea (Shennu Feng): il quarto a sinistra, che da lontano, con un po’ di immaginazione, fa pensare ad una graziosa e giovane donna inginocchiata davanti a una colonna. È il più alto di tutti, l’ultimo a prendere congedo nello splendore del tramonto. Ai piedi del Picco degli Immortali si può vedere la “Tavola Kongming” (Kongming Pai), altro luogo famoso della Gola Wu Xia, una roccia biancastra che forma una sorta di piano concavo e che porta un’iscrizione che dice: “Wu Xia possiede i picchi più alti, le falesie più elevate”. Si dice che questa iscrizione sia stata incisa dal grande stratega Zhuge Liang (che si chiamava anche Kong Ming), mentre era primo ministro di Shu, nel periodo dei Tre Regni (Shu 221-263, Wei 220-265, Wu 222-280).

Il nostro battello esce dalla Municipalità di Chongqing e oltrepassa Peishi, un paesino della riva destra bagnato da un ruscello, il “Ruscello dei Pagelli”, che delimita i confini tra il Sichuan e lo Hubei. Guo Moruo descrisse così la piccolezza di questo ruscello frontiera quando scrisse: “La prua della mia barchetta è già nello Hubei ma la sua poppa e ancora nel Sichuan”.

A Guandukou usciamo dalla gola Wu Xia, il fiume si allarga e, dopo una decina di chilometri, il battello fa scalo a Badong, sulla riva destra. Questa città, situata a est del Monte Daba, è un importantissimo centro di comunicazioni e lo sbocco naturale della parte montagnosa meridionale dello Hubei.

Una trentina di chilometri dopo Badong il battello accosta a Zigui, sulla riva sinistra, famoso soprattutto per avere dato i natali a Qu Yuan (340-278 a.C.), grande poeta e patriota del Periodo dei Regni Combattenti (475-221 a.C.). In un passaggio del vecchio libro di storia “Shiji”, si spiega l’origine del nome di Zigui.

Qu Yuan aveva una sorella, buona e virtuosa, la quale avendo saputo che suo fratello era stato licenziato dalle sue funzioni ed esiliato nel paese natale, lo consolò con zelo e comprensione. Gli abitanti del paese, vedendo che Qu Yuan seguiva i consigli di sua sorella, cambiarono il nome del luogo in Zigui, che significa appunto “Ritorno dalla sorella”. Qu Yuan era stato un ottimo ministro dello stato di Chu, aveva spinto all’alleanza di Chu con il Regno di Qi contro Qin, che stava già mostrando gli artigli della sua ambiziosa egemonia. Dei funzionari favorevoli a Qin erano stati corrotti da Zhang Yi, emissario di Qin, e si erano accordati affinché Qu Yuan consigliasse al suo re di recarsi alla corte di Qin per tentare di giungere ad un accordo. Ma una volta là il re venne fatto prigioniero e quindi ucciso. Suo fratello, che gli succedette, fece allora bandire Qu Yuan proibendogli di occuparsi ancora di politica. Tuttavia, nel 278 a.C. Qin finì ugualmente per sottomettere il regno di Chu. Qu Yuan, in esilio ormai da vent’anni e all’età di 62 anni, non potendo sopportare il dolore e la vergogna che gli causavano l’asservimento del suo paese e le sofferenze del suo popolo, per la disperazione si gettò nel Mituo, dove perì annegando. Secondo le testimonianze storiche, la gente locale perlustrò il fiume alla ricerca del corpo, battendo tamburi e facendo correre le proprie barche nel corso della ricerca. Questo evento venne commemorato da allora il 5° giorno del 5° mese lunare, e ancora oggi, dopo oltre 2200 anni, la gente ricorda solennemente ogni anno questo anniversario (Festa delle Barche Drago - Duanwujie) in tutta la Cina. Il villaggio di Quyuantuo, un chilometro a valle di Zigui, si dice che sia il luogo esatto di nascita di Qu Yuan; in ogni caso la sua tomba è là, come pure un tempio eretto in sua memoria.

Il battello penetra adesso nella Terza Gola, Xiling Xia, e oltrepassa il paese di Xiangxi, sulla riva sinistra, bagnato da un torrente che porta lo stesso nome e il cui significato è Torrente Profumato. Anche questo torrente, situato 13 km a valle di Zigui, ha la sua leggenda. Il villaggio è il luogo natale di Wang Zhaojun, celebre damigella d’onore dell’Imperatore Yuandi, della dinastia Han.

In ogni stagione l’acqua del Torrente Profumato è chiara come cristallo di rocca. La leggenda vuole che, mentre Zhaojun prendeva un bagno, una delle perle che la ornavano cadesse in acqua e che, da allora, l’acqua sia cristallina e abbia conservato il profumo di Zhaojun: da qui il nome di Torrente Profumato. In realtà, se l’acqua è così chiara, è semplicemente perché scorre attraverso una roccia calcarea che la filtra.

Ogni anno, al momento della fioritura dei peschi, un pesciolino colorato, della taglia di un sapeco, simile a un petalo di fiore di pesco, compare nel torrente e lo si chiama Pesce fior di pesca (taohuayu). Poiché il popolo cinese spiega tutto poeticamente attraverso il fantastico, c’è naturalmente una leggenda popolare anche per questo pesciolino, la quale dice che Zhaojun venne promessa, per ragioni di stato, in sposa a un capo mongolo. Dopo aver detto addio alla sua famiglia, ella discese in barca il Torrente Profumato, iniziando così il lungo viaggio che, al di là della Grande Muraglia, l’avrebbe condotta dal suo sposo mongolo. Colma di tristezza, ella prese il suo pipa e iniziò a cantare il suo profondo amore per i genitori e la sua terra natale che non avrebbe mai più potuto rivedere. La sua melodia fu così commovente che tutti i fiori di pesco che bordavano il torrente lasciarono cadere i loro petali, i quali, toccando l’acqua, si tramutarono istantaneamente in pesciolini Fiori di pesca.

Avanzando nella lunga gola Xiling, un po’ a valle di Xiangxi, un altro luogo, sulla riva sinistra, è ricordato dalla leggenda. Si chiana “Gola della Preziosa Spada e del Libro dell’Arte della Guerra” (Bingshu Baojian Xia), chiamata anche “Gola del Granaio” perché si dice che fosse qui che Zhuge Liang riponesse il suo grano. Il suo primo nome si riferisce alla roccia della falesia che è stratificata e sembra una pila di libri; sotto un’alta colonna rocciosa assomiglia ad una spada conficcata nel fiume. Sembra anche che proprio in questi paraggi Zhuge Liang abbia scritto un libro su come comandare un’armata.

Il ricordo di questo grande generale del Periodo dei Tre Regni (220-280) è sempre vivo in tutta la regione. Più o meno a metà della gola Xiling ecco sulla riva meridionale ancora un tempio, la cui costruzione è attribuita dalla leggenda a Zhuge Liang. È il Tempio Huangling (Huangling Miao) che, costruito su uno sperone roccioso, domina il fiume rivolto a nord, avendo alle spalle la scogliera. Delle stele, scoperte alcuni anni fa sul posto, sembrano tuttavia provare che questo tempio sia stato costruito all’inizio della dinastia Tang (VII sec.). Attualmente su questo luogo rimane solamente una “Sala dell’Imperatore Yu”, costruita nel 1618 sotto i Ming: essa contiene delle stele, delle vestigia storiche e una statua dell’imperatore Yu, figura leggendaria dell’Antica Cina che, si dice, domò i fiumi impetuosi.

Circa 15 km oltre si passa attraverso una gola chiamata “Gola delle Ombre della Lanterna” (Dengying Xia), in cui quattro picchi si slanciano a 400-500 metri d’altitudine a destra e a sinistra, brillando la sera al chiaro di luna: è per questo che viene chiamata anche “Gola del Chiaro di Luna”. I picchi si dice abbiano la forma di quattro personaggi del famoso romanzo “Viaggio in Occidente”. Questa parte dello Yangtse, molto stretta, è fiancheggiata da due lati di alte scogliere, sulle quali bizzarre candele rocciose sfumano nel cielo; dal battello, avanzando in questa gola, si ha l’impressione di assistere ad un film: ecco spiegato il suo nome di “Gola delle Ombre della Lanterna”.

All’uscita di Xiling Xia si ripiomba bruscamente in pieno modernità. Il “complesso idraulico di Gezhouba” comprende: uno sbarramento di 2590 metri di lunghezza e 70 m di altezza che trattiene a monte una distesa d’acqua di 45 km² e due grandi centrali idroelettriche di una potenza combinata di 2 milioni 715mila kw. Quest’opera gigantesca sopprime gorghi e rapide fino a 100 km a monte, cioè fino a Badong. Comporta una differenza di livello di 20 m, e attraverso le sue tre chiuse, assicura il passaggio di navi fino a 10mila tonnellate. In caso di grandi inondazioni le sue saracinesche permettono una portata di 110mila m³/sec.

Dopo aver passato la chiusa dello sbarramento, il battello arriva ben presto a Yichang, termine del nostro “viaggio”. Anche questa importante prefettura della riva sinistra dello Yangtse ha una lunga  storia.

Nei tempi antichi si chiamava Yiling. È qui che, durante i Tre Regni (220-280), ebbe luogo la famosa battaglia di Yiling tra i regni di Wu e di Shu. Nel 221 Liu Bei, allora re di Shu, sferrò battaglia allo stato di Wu, con un’armata di diverse centinaia di migliaia di uomini, per vendicare la morte del suo fratello giurato Guan Yu. Gli Shu avanzavano, vincendo battaglia dopo battaglia; quando arrivarono nei pressi di Yiling era giugno, e faceva un caldo atroce. Le truppe dello stato di Wu, trincerate nella città, rifiutavano il combattimento e Liu Bei aveva fatto accampare le sue truppe in una foresta per proteggerle dagli ardori del sole. Un giovane generale Wu, di nome Lu Xun, uscì dalla città e trascinò al suo inseguimento Liu Bei, il quale, per cercare di batterlo, si addentrò profondamente in territorio Wu. Un giorno, essendosi levato un vento propizio, Lu Xun a sorpresa fece mettere a fuoco il campo di Liu Bei; il fuoco, alimentato dal vento violento, si estese molto rapidamente e inghiottì il campo e l’armata di Shu fu quasi interamente distrutta. Liu Bei e il resto delle sue truppe si salvarono trovando rifugio a Baidicheng, la città dell’Imperatore Bianco, dove l’anno seguente Liu Bei morì di dolore. Questa battaglia di Yiling è rimasta celebre negli annali dell’antica Cina.

LA DIGA DELLE TRE GOLE

Come ampiamente diffuso dai media occidentali, sullo Yangtse è in corso di costruzione un’enorme opera conosciuta con il nome di “Diga delle Tre Gole”, un lavoro titanico che vuole imbavagliare e domare il terzo fiume del mondo.

Infatti le autorità cinesi hanno deciso, dopo 35 anni di studi preliminari, di costruire un immenso sbarramento di 185 m di altezza e di 3 km di lunghezza sul sito di Sandouping, a monte di Yichang. Dopo la messa in opera dello sbarramento nel 2009, il livello d’acqua del bacino raggiungerà una profondità di 175 m e una capacità di ritenuta d’acqua di 22,15 miliardi di m³. Si valuta che l’elettricità prodotta raggiungerà gli 84,7 miliardi di kw annui.

Certo i vantaggi economici sono importanti: acqua, elettricità, navigazione, protezione dalle inondazioni delle terre e delle persone che vivono lungo il corso medio e inferiore dello Yangtse; ma questo significa che una superficie di 862 km², situata nella zona del bacino dell’opera delle Tre Gole dello Yangtse e comprendente 16 zone, 10 distretti e 101 borghi, dovrà essere sommersa dalle acque. Tutta la popolazione rurale della zona (oltre un milione di abitanti per i quali occorreranno 31,33 milioni di m² di alloggi costruiti ex novo altrove) dovrà spostarsi. Tale trasferimento avverrà in tre tappe: nella già avvenuta prima tappa sono state spostate 36 330 persone; nella seconda, attualmente in corso, saranno 450 000; le rimanenti 550 000 verranno sistemate nella terza fase. Secondo i regolamenti statali, ogni persona trasferita beneficerà di una sovvenzione di circa 30 000 yuan (circa 8 milioni). Assieme a città e villaggi scompariranno 406 scuole (coinvolgendo 164 000 studenti e 16mila insegnanti) e le professioni inerenti all’antica industria del trasporto fluviale, come pure la cultura (artigianato, canti) legata a quest’attività.

E turisticamente cosa cambierà?

Alcuni luoghi tra quelli sopra descritti scompariranno – ivi compresi dei siti archeologici del Neolitico; altri diventeranno appena meno impressionanti, poiché le montagne delle gole di Wu perderanno soltanto 70 m e quelle di Qutang 40 m; alcuni siti saranno spostati (ad esempio il tempio di Zhangfei di 32 km, vicino all’antica città di Yuyang o il Tempio di Quyan, di 20 km a Maoping) mentre altri, come le celebri iscrizioni su roccia di Bai’eliang (Fuling) e la gola di Binshu-Baojian (a valle di Zigui), verranno riprodotti.


Frammenti d'Oriente, settembre 2001

 

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