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Il ventaglio segreto

 

Regia: Wayne Wang

Cast: LI Bingbing, Gianna Jun, Hugh Jackman, Vivian Wu, Jeon Ji-Hyun

Sceneggiatura: Wayne Wang, Michael Ray, Angela Workman. Tratto dal romanzo Fiore di neve e il ventaglio segreto di Lisa See.

Produzione: Cina, USA, 2011 

Genere: Drammatico

Durata: 105 minuti circa

Trama

Cina, 19° secolo. Due bambine, unite dall'aver subito nello stesso giorno la tradizionale fasciatura dei piedi, si giurano amicizia eterna nel nome del laotong, un legame antico e fortissimo. Più avanti, nella solitudine dei rispettivi matrimoni, si tengono in comunicazione grazie ad un ventaglio, sulle pieghe del quale si scrivono tramite il linguaggio segreto nu shu, appreso da piccole e sconosciuto agli uomini. Parallela, nella Shanghai di oggi, scorre la storia di Nina e Sophia, amiche per la pelle e sorelle nello spirito. Il loro legame è messo a dura prova dalle richieste della vita moderna e solo la riscoperta e la comprensione dell’antica unione del laotong può ancora salvarlo dalla rottura definitiva. 
Il bestseller di Lisa See “Fiore di neve e il ventaglio segreto” finisce dentro la macchina da presa di Wayne Wang e il risultato è un film perfetto per l’estate, per lacrimare in solitudine nelle sale semivuote, ma opportunamente condizionate, o per scambiarsi il fazzoletto di carta nelle arene estive. La tenerezza del racconto originario, quello in costume, avrebbe goduto maggiormente di uno sguardo più circoscritto e concentrato, che lasciasse allo spettatore lo stupore e il timore di collegare gioie e dolori delle donne del secolo scorso con quelle di oggi. Wang, invece, come ha già dimostrato altrove, è dell’idea che ogni cosa vada esplicitata e amplificata: ecco allora le attrici impiegate in un doppio ruolo, il libro nel film (dal libro) e tutte le coincidenze di destino tra le “sorelle” di ieri e quelle di oggi, gestite a volte come in una copia (anche nel senso grafico di riscrittura) e altre volte come in uno specchio (per scambio di sorte). 
Coesistono appositamente nel Ventaglio Segreto due film molto diversi, che in un certo senso corrispondono alla doppia appartenenza del regista: quello storico, drammatico ma caldo, girato con colori saturi e con uno sguardo attento al più piccolo gesto e ad ogni linea di dialogo, e quello freddo e attuale, nel quale la narrazione è a dir poco pretestuosa e il dramma artificioso, anche se l’interpretazione e la ripresa restano di alta qualità. 
Si tratta di un’amicizia tra donne molto stretta, ma Wang non va mai oltre la sponda di sicurezza, non smuove le braci che pure giacciono sul fondo del testo, e opera una scelta di fedeltà al registro melodrammatico, lasciando che a parlare senza voce sia l’immagine iniziale dei piedi femminili costretti e praticamente mutilati dal gusto perverso ma canonizzato degli uomini. Spiace per lui ma non è un film di cui si ricorderà lo stile, mentre difficilmente si dimenticherà la storia.
(Da Mymovies.it)

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