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DALLA CINA
DOPO LA RIVOLUZIONE CULTURALE

 


Autore

Maria Antonietta Macciocchi

Editore

Feltrinelli, Milano.

Prima edizione

1971

Pagine

480

N. ISBN

 

La notizia che la Cina - dopo dieci anni durante i quali nessun giornalista occidentale aveva avuto il permesso di entrarvi - avrebbe aperto le porte a Maria Antonietta Macciocchì e a suo marito Alberto Jacoviello dell' "Unità" fu riportata con grande rilievo dalla stampa di tutto il mondo. II libro che presentiamo è il frutto di quel viaggio, compiuto tra l'ottobre e il dicembre 1970. Che cosa è la Cina dopo la rivoluzione culturale? Ce lo dice M. A. Macciocchi guidandoci dalle fabbriche alle università, dove gli studenti prendono lezione dagli operai; dagli ospedali alle scuole, dove i bambini imparano anche le nozioni mediche fondamentali per poter diventare un giorno I famosi "medici dai piedi nudi"; dalle comuni﷓ ai cantieri, dove gli operai fanno prodigdi volontà e di intelligenza per costruire senza l'aiuto dei tecnici occidentali, e nemmeno sovietici; e insieme conduce un'attenta analisi della rivoluzionaria struttura dei partito e dell'esercito in questo nuovo mondo che si schiude dall'Interno all'esame di una militante comunista. Si tratta di un processo grandioso e talora lacerante: quello di una rivoluzione nel corso di una dittatura dei proletariato. Ma il libro va al di là della "cronaca" di fatti, per presentarci l'altra via di costruzione socialista e puntualizzare l'apporto decisivo che la rivoluzione cinese offre allo sviluppo dei marxismo-leninismo con una soluzione di grande portata al problema fondamentale della transizione socialista: quello dei ruolo delle masse, del partito e dello stato nell'esercizio dei potere proletario. Questo è dunque il primo libro nel mondo a narrare la Cina dopo la rivoluzione culturale, e viene pubblicato contemporaneamente In Italia, in Francia e nei paesi di lingua anglosassone.

Maria Antonietta Macciocchi fece parte dell'organizzazione clandestina del PCI dal 1942 alla liberazione di Roma; poi si trasferl nel Mezzogiorno come organizzatrice politica nelle federazioni dei PCI di Salerno e di Napoli. Nel 1960 assunse la direzione di "Noi donne," nel 1968 quella di "Vie nuove." Entrata nella redazione dell' "Unità" come inviato speciale, scrisse esemplari reportages dall'Iran, dei Vicino Oriente, dalla Cina e infine dall'Algeria. Ha pubblicato In quegli anni Persia In lotta, un libro sulla guerra per il petrolio e l'indipendenza nazionale in Medio Oriente, e Sotto accusa la stampa femminile sull'emancipazione della donna e la cultura. Dal 1962 al 1968 ha vissuto a Parigi come corrispondente deli' "Unità," occupandosi delle questioni dell'emigrazione e del Mercato Comune e seguendo da Bruxelles i maggiori avvenimenti politici ed economici europei. Il 19 maggio 1968 à stata eletta deputato nella lista dei PCI per la circoscrizione Napoli-Caserta. II suo libro Lettere dall'Interno dei PCI, che da quella campagna elettorale prese lo spunto, costituisce uno dei rari bestseller politici italiani. Come membro della Commissione esteri della Camera si occupa dei problemi internazionali, dedicandosi attivamente allo studio delle questioni asiatiche ed africane e particolarmente dei movimenti di liberazione dell'Angola e del Mozambico. Dai viaggi compiuti fra il '69 e il '70 in Zambia, Tanzania,. Giappone, India e Ceylon ha tratto numerosi reportages. .II viaggio del ‘70 in Cina, dove aveva già soggiornato nel '54, costituisce una sórta di punto d’approdo di una lunga esperienza in campo internazionale.

 

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