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FIGURE INTERCAMBIABILI


Autore Wang Meng
Editore Garzanti, Milano
Prima edizione Marzo 1989
Pagg. 424
Traduzione (dal cinese) di Vilma Costantini
Titolo originale Huodong bian ren xing

Per la prima volta, con questo romanzo, cadono i veli e gli stereotipi dalla realtà della Cina Moderna. Recuperando il grande tema della narrativa cinese moderna, il rapporto intercambiabile tra macrocosmo e microcosmo, cioè tra la Storia e le infinite storie familiari, Wang Meng, uno dei grandi narratori di questo secolo, ci mette direttamente a contatto con la vita quotidiana del suo paese, facendola apparire per sortilegio attraverso le maglie del suo originalissimo e straordinario linguaggio: una scintillante e devastante verbosità mette in luce pieghe e anfratti della coscienza individuale e collettiva, malattie dell’anima e follie della società. Il romanzo, ambientato a Pechino tra gli anni Trenta e i giorni nostri, si focalizza però sugli anni dell’occupazione giapponese, seguendo la parabola del protagonista, Ni Wucheng, un “precursore”, un uomo assolutamente fuori posto nella società e nella sua famiglia, uno straordinario personaggio che, come tutte le gradi figure della letteratura, ha in sé le connotazioni eroicomiche della realtà umana. La tragedia e la commedia, registrate con spietata obiettività da due bambini, il figlio e la figlia di Ni Wucheng, si evidenziano nel contrasto tagliente fra le “magnifiche sorti e progressive” agognate dal protagonista e la tradizione, “l’altra metà - quella apparentemente più ottusa e refrattaria - “del cielo”.
Ma nei giochi drammatici e crudeli all’interno dell’universo familiare, i rapporti sono destinati a invertirsi, rivelando il terribile equivoco in cui rischia di cadere non solo l’individuo, ma una società intera, un paese di oltre un miliardo di abitanti. Il romanzo di Wang Meng è la prima grande opera letteraria che affermi la propria autonomia dalla propaganda politica, sin dalla nascita della Repubblica Popolare, venendo così a colmare la grave lacuna che si era creata nel mondo letterario contemporaneo, con l’assenza di una voce, quella cinese, dalle caratteristiche così peculiari, dalla tradizione così ricca e antica.

Wang Meng, nato nel 1934 a Pechino, ha cominciato a scrivere racconti e romanzi in giovanissima età. Il lungo racconto Il novellino del Dipartimento di organizzazione gli causò aspre critiche per certe allusioni politiche. Condannato al silenzio durante la “campagna contro la destra” nel 1957, trascorse quasi vent’anni al confino nel Xinjiang, tra le popolazioni uigure. Riabilitato dopo la rivoluzione culturale, ha pubblicato una grande quantità di racconti scritti negli anni precedenti. È ministro della cultura dal 1986. Di recente si è dedicato anche alla scrittura poetica. In Italia è stato pubblicato il suo poemetto Pensieri vaganti nel Tibet (Scheiwiller, 1987). Nel 1987 ha ottenuto il premio speciale Mondello.

 

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