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La via della seta e la civiltÓ cinese
GENGIS KHAN E IL TESORO DEI MONGOLI


Catalogo Mostra

Gengis Khan e il tesoro dei mongoli ( del ciclo "La via della seta e la civiltÓ cinese")

Curatore

Adriano MÓdaro

Editore

Edizioni Sigillum, Treviso

Esposizione

Treviso, 20 ottobre 2007/ 4 maggio 2008

Pagine

402

Il progetto delle Grandi Mostre "La Via della Seta e la CiviltÓ Cinese" promosse da Fondazione Cassamarca e dall'Accademia Cinese di Cultura internazionale, dopo l'esordio con "La Nascita del Celeste Impero" (2005-2006), prosegue con la seconda esposizione intitolata "Gengis Khan e il Tesoro dei Mongoli", dal 20 ottobre 2007 al 4 maggio 2008. A Casa dei Carraresi a Treviso sono esposti in prima mondiale 400 preziosi e rarissimi reperti provenienti dai Musei cinesi e dai recenti scavi archeologici nelle regioni settentrionali al di qua e al di lÓ della Grande Muraglia, dove tra il 907 e il 1368 sono state protagoniste sulla scena storica della Cina le Dinastie Wu Dai, Xi Xia, Liao, Jin, Song e Yuan.

Una Mostra che colma tanti vuoti storici

Un'aquila maestosa, dalla straordinaria apertura alare, disegnava lenti giri inquietanti nel cielo profondo di Ulan Bator, la capitale della Mongolia. Proprio in quel mattino assolato di inizio di agosto del 2006 con il Presidente De Poli mi accingevo ad entrare nel palazzo del Parlamento per assistere - ospiti d'onore - alla cerimonia di apertura del Convegno internazionale sugli 800 anni dalla fondazione dell'Impero Mongolo. Quell'aquila che roteava regale nel cielo sembr˛ un auspicio solenne, una simbolica presenza di Gengis Khan, il fondatore di quell'Impero.

Nei giorni successivi abbiamo fatto una serie di escursioni sulle alte praterie punteggiate di candide ger, le tradizionali tende rotonde dei nomadi, e tra le montagne ossute intervallate da boschi di pini e prati di stelle alpine. Pi¨ oltre, le steppe desolate che preludono al deserto di Gobi che poi attraversammo in treno per raggiungere Pechino.

Durante quel viaggio, eccitante per gli straordinari paesaggi e tutto intessuto della memoria di Gengis Khan e delle sue gesta sovrumane, Ŕ venuta a Dino De Poli l'idea di centrare l'attenzione della nostra seconda Mostra sulla figura irresistibile del mitico condottiero mongolo che otto secoli fa cre˛ l'Impero pi¨ grande del mondo.

Ringrazio il Presidente De Poli anche per questa sua ennesima preziosa intuizione. Le Grandi Mostre sulla Via della Seta e la CiviltÓ Cinese da lui fortemente volute testimoniano, grazie alla sua partecipazione ai viaggi in Cina e in Mongolia, la sua presenza attiva in tutte le fasi organizzative.

Ringrazio altresý l'amico Renato Sartor, Segretario Generale di Fondazione Cassamarca, per il suo costante sostegno alla Mostra con attenti suggerimenti e consigli, cosý come l'ing. Piero Semenzato, direttore dei progetti della Fondazione, prezioso nell'individuare soluzioni ai non semplici problemi strutturali che la Mostra propone a Casa dei Carraresi.

Dopo due anni di lavoro entusiasmante, con i primi sopralluoghi effettuati nel dicembre 2005 nei Musei e nei siti archeologici della Cina Settentrionale al di qua e al di lÓ della Grande Muraglia, siamo stati in grado di realizzare una Mostra che consideriamo eccezionale. Quasi quattrocento reperti, riferiti a Dinastie poco note e assai poco esplorate dagli studiosi, testimoniano l'importanza di quel mezzo millennio di Storia cinese, e mongola, che va dalla caduta dell'impero Tang nell'anno 907 fino alla caduta dell'Impero Mongolo degli Yuan nel 1368.

Una Mostra che ricostruisce quella Storia e che alla fine incontrerÓ Marco Polo, l'eroe per antonomasia dell'incredibile avventura sulla Via della Seta, il quale contribuý a rendere il mondo pi¨ piccolo.

Approfondimento progetto espositivo "La Via della Seta e la CiviltÓ Cinese"

ADRIANO M└DARO

 

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