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GRANDE SENO, FIANCHI LARGHI


Autore MO Yan 莫言
Editore Einaudi, Torino
Prima edizione 2002, 2012
Pagg. 906
Traduzione (dal cinese) di Giorgio Trentin
Titolo originale Feng ru fei tun  © 1996 Mo Yan
N. ISBN 978-8858407288
 

Dalla società feudale degli anni Trenta all'odierno capitalismo di stato, passando attraverso sussulti e rivolgimenti dell'era maoista, figli e nipoti degli Shangguan affrontano gioie e dolori dispensati da una terra estrema, primordiale.
Con questo romanzo, censurato in patria per l'esplicita crudezza delle testimonianze che riporta e i suoi toni corrosivi e grotteschi, Mo Yan torna al grande affresco rurale e mitologico che aveva reso celebre Sorgo rosso.
Shangguan Lü, dopo aver partorito sette figlie femmine, riesce finalmente ad avere l'agognato maschio, in grado di perpetuare la stirpe. Fabbri da generazioni, gli Shangguan vivono in un villaggio rurale della zona di Gaomi, nella provincia orientale dello Shandong; A seguito dell'uccisione degli uomini della famiglia da parte degli invasori giapponesi, la giovane madre si ritrova a dover crescere, da sola, il nuovo nato e le sorelline. È Jintong, il Bambino d'oro, l'io narrante del romanzo; frutto in realtà di un amore adulterino con il prete occidentale Ma Luoya, è il figlio prediletto e viziatissimo, allattato fin quasi all'adolescenza, che fa del seno l'icona feticistica di tutta la sua vita. Icona che cercherà crescendo nelle altre donne, a partire dalle sorelle, di cui segue da vicino i destini quanto mai diversi. Ciascuna di loro si legherà infatti a uomini spesso all'opposto per aspirazioni e carattere: proprietari terrieri e banditi patrioti, esponenti del Partito nazionalista e militanti del neonato Partito comunista, occidentali venuti a sostenere una delle fazioni in lotta e bizzarre e macchiettistiche figure. La parabola di ciascun personaggio si salda alla storia travagliata della Cina, dai tardi anni Trenta del conflitto sino-giapponese alle carneficine della guerra civile, fino all'avvento dell'era maoista e al suo superamento nell'ultimo ventennio del secolo appena trascorso. Jintong, su cui si concentrano le aspettative di madre e sorelle, da studente modello si ritroverà manovale in una comune agricola, detenuto in un campo di lavoro, danaroso imprenditore e vagabondo perdigiorno, facile preda di voraci personalità femminili.
Nessuno meglio di Mo Yan sa rendere l'anima senza tempo della civiltà e della cultura cinesi, attraverso le sue mille evoluzioni e sfaccettature. La particolare cifra, fantastica ed epica, comica e tragica, della sua scrittura si condensa nella potenza di metafore come quella della madre-terra, di cui tutti, pur nella loro diversità e nei loro conflitti, sono figli. O quella del figlio "bastardo" che non si risolve a crescere, che non trova la propria identità e collocazione, così simile alla Cina contemporanea in continua oscillazione fra conservazione e riforme.

Mo YanMo Yan, che (in cinese classico) significa "non parlare", (cinese tradizionale: 莫言, pinyin: Mò Yán), pseudonimo letterario di Guan Moye (cinese tradizionale: 管谟业) (Gaomi, 17 febbraio 1955), è uno scrittore e sceneggiatore cinese. Premio Nobel per la Letteratura nel 2012, nasce nel 1955 da una famiglia numerosa di contadini poveri, a Gaomi, nella provincia dello Shandong. Nel febbraio del 1976 abbandona il povero e isolato paese natale per arruolarsi nell'esercito. Fa il soldato semplice, il caposquadra, l'istruttore, il segretario e lo scrittore. Nel 1997, congedatosi dall'esercito, inizia a lavorare per un giornale. Nel frattempo si è laureato presso la Facoltà di Letteratura dell'Istituto Artistico dell'Esercito di Liberazione Popolare (1984-1986) e ha ottenuto un Master in Studi letterari e artistici presso l'Università Normale di Pechino (1989-1991). Inizia a pubblicare nel 1981.
Fra le sue numerose opere narrative, Einaudi ha finora pubblicato Sorgo rosso, 1994, L'uomo che allevava i gatti, 1997, Grande seno, fianchi larghi, 2002, Il supplizio del legno di sandalo, 2005, Le sei reincarnazioni di Ximen Nao, 2009, Le rane, 2013, Le canzoni dell'aglio, 2014, Il paese dell'alcol, 2015, e I quarantuno colpi, 2016. Delle sue undici novelle si ricordano Felicità, Fiocchi di cotone, Esplosioni, Il ravanello trasparente. Tra i racconti, Il cane e l'altalena e Il fiume inaridito, che Einaudi ha pubblicato nella raccolta di racconti L'uomo che allevava i gatti, Cambiamenti, pubblicato nel 2012 con i tipi di Nottetempo.
Ha anche scritto opere teatrali e sceneggiature cinematografiche come Sorgo rosso, Il sole ha orecchie, Addio mia concubina. Il film Sorgo rosso è stato premiato con l'Orso d'Oro al Festival del cinema di Berlino e Il sole ha orecchie con quello d'Argento. Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Nonino per la sua intera opera.

Opere principali di Mo Yan (in cinese)

Notizie dalla stampa sul conferimento del Premio Nobel
Nobel per la Letteratura a Mo Yan. La Cina supera il vecchio complesso (La Stampa)
A Mo Yan il Nobel per la letteratura. E' l'autore di "Sorgo rosso" (La Repubblica)
Il Nobel a Mo Yan, «colui che non vuole parlare» (Il Corriere della Sera)
Cina, letteratura da Nobel (Lettera 43)
Il Nobel per la letteratura va a Mo Yan, autore di Sorgo rosso (Il Messaggero)
Sorgo Rosso, libro e film rivelazione (Ansa)

 

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