La moglie che leggeva di nascosto
Autrice Emma Pei Yin
Editore Garzanti, Milano
Prima edizione Maggio 2026
Titolo originale When Sleeping Women Wake
Traduzione di Violetta Galgani
Pagine 352
Note
N. ISBN  978-8811013624

Nascere nell’anno del Cavallo di Fuoco a Hong Kong è un dono, ma non per tutti. Per un uomo significa potere e indipendenza, opportunità negate a una donna. Una figlia femmina è poco più di un impiccio. Non per il padre di Mingzhu, che per lei vuole un’istruzione completa e le insegna a leggere e scrivere, in cinese e in inglese. Ma non basta a sottrarla al destino riservato alle donne cinesi. Mingzhu è costretta a sposare Wei Tang, un uomo ignorante ma ricco. Eppure lui la sorprende, lasciandole la libertà di crescere la figlia Qiang insieme all’amica Biyu. È un atto d’amore verso una nuova generazione di donne che, cresciute all’ombra dei soprusi subiti dalle antenate, deve imparare a reagire all’immobilità imposta dagli uomini, in un momento cruciale della storia cinese. Nel 1941 il Giappone sta per invadere Hong Kong. Mingzhu, Qiang e Biyu si trovano ad affrontare i pericoli di una guerra che sembra riguardare soltanto gli uomini. Le tre sono convinte che l’intelligenza e la lettura siano le uniche armi possibili per vincere le battaglie più dure. Ostinate, continuano a sfogliare libri anche nel pieno della proibizione e della paura: per non perdersi, unite dalla promessa di ritrovarsi un giorno nella luce delle parole.
Un debutto ambizioso, che intreccia le storie di tre donne determinate e indipendenti. 
La moglie che leggeva di nascosto svela un capitolo poco noto della storia cinese. Con una voce ferma e coinvolgente, Emma Pei Yin mette in scena un romanzo che ribalta la consuetudine, fondendo coraggio e tenacia femminili nella speranza che l’amore possa reggere l’urto della storia.

Emma Pei Yin è una scrittrice australiana di origine cinese. Il suo romanzo d’esordio, La moglie che leggeva di nascosto, tradotto in diverse lingue, ha figurato nella longlist dell’ARA Historical Novel Prize 2025 e nella shortlist degli Australian Indie Book Awards 2026. Suoi articoli e interventi sono apparsi, tra gli altri, su «The Canberra Times», «The Australian», «Mekong Review», «Vogue» e «Harper’s Bazaar».

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