Nella Shanghai decadente e sontuosa di inizio Novecento Qiqiao, bellissima e infelice, usa la propria sofferenza per alimentare un odio che la immobilizza come un giogo. Trent’anni dopo, in quella stessa città occupata dai giapponesi, una giovane studentessa diventa l’amante di un funzionario del governo nazionalista per attirarlo in una trappola mortale. E ancora, un amore disperato sboccia sotto i bombardamenti di Hong Kong, e un uomo non sa scegliere tra l’affetto confortante per la pudica moglie e la passione travolgente per la disinibita amante. Sono alcune delle situazioni e dei personaggi di queste storie, scritte per lo più negli anni Quaranta, che con sorprendente e immaginifica esuberanza linguistica narrano la lotta di uomini e donne per conquistare l’irraggiungibile felicità, in un mondo minacciato dalla guerra e dall’avanzare della modernità. Protagonisti sono persone comuni, «solidamente cinesi» e insieme universalmente umane, così come universali sono le emozioni che provano: desolazione e gioia, pessimismo e meraviglia, e, sopra tutto, l’amore, capace di svelare le infinite sfumature della natura umana, osservate dall’autrice con occhio lucido e partecipe e raccontate con un’avvincente e a volte persino straniante alternanza di leggerezza e profondità, di incanto e disincanto.
Zhang Ailing (张爱玲, Eileen Chang)
Zhang Ailing (1920–1995), conosciuta in inglese come Eileen Chang, è una delle più importanti scrittrici cinesi del Novecento. La sua opera occupa una posizione unica nella letteratura cinese moderna: intimista, lucida, spesso spietata, profondamente moderna, ma al tempo stesso radicata nella tradizione culturale cinese. È considerata una maestra nell’analisi psicologica dei personaggi e nelle descrizioni sottili delle relazioni umane, in particolare dell’amore, del matrimonio e della disillusione.
Origini e formazione
Zhang Ailing nacque a Shanghai in una famiglia aristocratica in declino. Il padre era un tradizionalista autoritario e dipendente dall’oppio, mentre la madre, colta e moderna, aveva studiato all’estero. Questo contrasto familiare — tra tradizione soffocante e modernità incompiuta — segnò profondamente la sua visione del mondo e della scrittura.
Studiò alla Università di Hong Kong, dove entrò in contatto con la letteratura occidentale. L’occupazione giapponese di Hong Kong durante la Seconda guerra mondiale interruppe i suoi studi e la costrinse a tornare a Shanghai, esperienza che rafforzò il suo senso di precarietà e disincanto verso la storia e le ideologie.
Shanghai e l’assenza dell’eroismo
Zhang Ailing iniziò a pubblicare negli anni Quaranta, durante l’occupazione giapponese di Shanghai. A differenza di molti scrittori suoi contemporanei, non celebrò l’eroismo, la resistenza o l’ideologia, ma si concentrò sulla vita quotidiana, sui sentimenti privati e sulle piccole tragedie personali.
Per Zhang Ailing:
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la storia non è fatta di grandi eventi, ma di vite schiacciate dagli eventi;
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la politica resta sullo sfondo;
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ciò che conta è la fragilità dell’essere umano, soprattutto nelle relazioni affettive.
Questa scelta la rese popolarissima tra i lettori, ma anche sospetta agli occhi della critica più politicizzata.
Temi centrali della sua opera
1. L’amore come disillusione
Nei testi di Zhang Ailing l’amore raramente è romantico o salvifico. È spesso:
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un compromesso,
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una forma di sopravvivenza,
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un gioco di potere,
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una lenta erosione dei sentimenti.
Le sue storie mostrano come l’amore sia condizionato da denaro, status sociale, convenzioni familiari e paura della solitudine.
2. Il matrimonio
Il matrimonio è uno dei temi più ricorrenti. Non è idealizzato, ma presentato come:
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una prigione,
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un accordo sociale,
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un luogo di frustrazione e silenzio.
Le donne, in particolare, sono ritratte con grande lucidità: intelligenti, consapevoli, ma spesso intrappolate in strutture sociali che non controllano.
3. Decadenza e tempo
Un altro tema chiave è la decadenza: delle famiglie aristocratiche, dei valori tradizionali, dei sogni personali. Il tempo non porta progresso, ma usura. I personaggi di Zhang Ailing vivono spesso nel rimpianto o nell’adattamento forzato.
Stile letterario
Lo stile di Zhang Ailing è uno dei più riconoscibili della letteratura cinese moderna:
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linguaggio elegante ma tagliente;
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grande attenzione ai dettagli materiali (abiti, stanze, gesti);
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ironia sottile e spesso crudele;
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narrazione apparentemente fredda, ma emotivamente intensissima.
È famosa per la sua capacità di cogliere la psicologia dei personaggi attraverso piccoli dettagli, senza mai ricorrere a spiegazioni moralistiche.
Opere principali
Tra le sue opere più importanti ricordiamo:
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《倾城之恋》 (Qīngchéng zhī liàn, Amore in una città in rovina)
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《金锁记》 (Jīn suǒ jì, Il lucchetto d’oro)
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《红玫瑰与白玫瑰》 (La rosa rossa e la rosa bianca)
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《半生缘》 (Metà di una vita / Destino)
Questi racconti e romanzi brevi sono oggi considerati classici della narrativa cinese del XX secolo.
Vita personale e isolamento
La vita privata di Zhang Ailing fu segnata da solitudine e disincanto. Il suo matrimonio con Hu Lancheng, intellettuale collaborazionista con i giapponesi, si rivelò doloroso e deludente. Dopo il 1949 lasciò la Cina continentale, visse a Hong Kong e infine negli Stati Uniti.
Negli ultimi decenni della sua vita scelse un isolamento quasi totale, vivendo lontano dai riflettori. Morì a Los Angeles nel 1995, in solitudine, coerente fino alla fine con la sua visione disincantata dell’esistenza.
Eredità e influenza
Oggi Zhang Ailing è considerata:
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una voce imprescindibile della modernità cinese;
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una scrittrice profondamente femminile ma mai ideologica;
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una figura di culto per lettori e scrittori in Cina, Taiwan e Hong Kong.
La sua opera ha influenzato generazioni di autori e continua a essere adattata per cinema e teatro. La sua scrittura rimane attuale perché parla di fragilità umana, illusione e compromesso, temi universali e senza tempo.
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