Miti Cinesi: Dèi, Dragoni e gli Otto Immortali
Autore Mila Fois
Editore Pubblicazione indipendente
Prima edizione Agosto 2019
Titolo originale
Traduzione di
Pagine 176
Note
N. ISBN 978-1687843975

La mitologia cinese non è una materia unitaria: in Cina ci sono almeno cinquantasei diversi gruppi etnici, ciascuno con le proprie leggende. Molte si somigliano, altre propongono la stessa storia in modo diverso, altre ancora raccontano di eroi e divinità sconosciuti nelle altre regioni. Solitamente, quando si parla di mitologia cinese, ci si riferisce alle tradizioni della popolazione Han, che rappresenta, ad oggi, oltre il novanta per cento degli abitanti della Cina. Si chiama in questo modo a causa della potente dinastia Han, che unificò il paese intorno al II secolo a.C. in quella che si può definire come un’età dell’oro.

Una delle principali fonti che raccontano le più antiche tradizioni cinesi è il Shanhaijing, o Classico delle Montagne e dei Mari, scritto da più autori sconosciuti tra il IV e il II secolo a.C. e che descrive luoghi mitici e reali, creature e piante, storie e leggende. Segue il Chuchi, o Le Canzoni di Chu, scritto dal poeta Qu Yuan intorno al III secolo a.C. e relativo alla cultura della regione di Chu. Il poema più noto di Qu Yuan è il Tianwen, ovvero Le Domande al Paradiso, composto dopo essere stato esiliato ingiustamente dal palazzo reale. Il poeta, deluso e disperato, fece una serie di 172 domande rivolte al cielo, e sono tutte relative a episodi della mitologia, molte delle quali interessanti perché offrono un punto di vista diverso e aggiungono ulteriori dettagli alla tradizione conosciuta. Un altro importante testo è il Huainanzi, scritto da Liu An, principe di Huainan, nel I secolo a.C., assieme a un gruppo di letterati che raccolse proprio allo scopo di produrre quest’opera.

Per comprendere la vastità della tradizione cinese basti pensare che, in Cina, coesistono tre diverse religioni, ciascuna con i propri miti e le proprie usanze. Esse sono il Confucianesimo (Ru), il Taoismo (Dao), e il Buddhismo (Fo). C’è grande fluidità nel modo in cui vengono intese e spesso fuse le une con le altre. Confucio fu un filosofo che visse nel V secolo a.C., in un’epoca tumultuosa. Dopo la morte venne divinizzato, dal momento che, attorno a lui, si erano raccolte migliaia di seguaci. Questo pensatore aveva la tendenza a fornire spiegazioni razionali che potessero dare un senso ai miti, per esempio, parlando di Huang Di, che si diceva avesse quattro teste, Confucio asseriva che non fosse altro che una metafora per descrivere il fatto che il mitico Imperatore avesse quattro sottoposti che lo aiutavano ad amministrare il regno. Il Taoismo venne invece fondato da Zhang Dao Ling nel I secolo d.C. Inizialmente si trattava di una fede locale, ma Zhang la rese una vera e propria religione, facendo leva sugli scritti del sommo maestro Lao Zu. Il Buddhismo arrivò invece dall’India, come ci mostra il famoso poema Xiyou Ji,  Viaggio in Occidente, dove un monaco buddhista, accompagnato da Sun Wukong, la potente scimmia, e da altre creature leggendarie, dovrà portare in Cina dei preziosi scritti appartenenti a questa tradizione. Dal momento che si tratta di un testo iconico, traboccante di interessanti avventure, ho pensato di raccontarlo in un libro a parte, tutto dedicato alle imprese di Sun Wukong, anche perché si tratta di un’opera lontana, almeno per quanto riguarda l’epoca della stesura, dalle fonti tradizionali, in quanto viene datata intorno al XVI secolo d.C.

In questo libro incontreremo le divinità cinesi dei primordi, note come Shen Ming, Divinità Splendenti, e vedremo in che modo diedero forma al mondo e al genere umano. Scopriremo quali figure furono essenziali per assicurare agli uomini la civiltà e la sopravvivenza, quali Imperatori Celesti governarono il paese e cosa accadeva alle anime che finivano nell’aldilà. Parleremo anche di otto figure assai caratteristiche nella tradizione taoista, ancora oggi molto amate: si tratta dei Ba Xian, gli Otto Immortali, che cominciarono a divenire un tema frequente nell’arte e nella letteratura durante il regno della dinastia Jin, ovvero nel XII secolo. Infine, l’ultimo capitolo è dedicato ai draghi, creature importantissime per gli abitanti della Cina, che si considerano i discendenti di questi mitici animali.

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